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Notizie dal Trentino

No a misure coercitive per imporre le vaccinazioni. Approvato all'unanimità dal consiglio provinciale di Bolzano la mozione contro il decreto vaccini

Consiglio provinciale - Copia


Andreas Pöder (BürgerUnion-Südtirol-Ladinien) ha presentato ieri la mozione n. 83/17: No a misure coercitive per imporre le vaccinazioni, emendato in accordo con l'ass. Stocker, al fine di dire no alle misure restrittive imposte dal decreto vaccini, che non lasciano libera scelta ai genitori e prevede un aumento da 4 a 12 vaccini obbligatori e sanzioni fino a 7.500 €: ha quindi invitato il Consiglio ad esprimersi contro le misure coercitive del decreto, compreso il divieto di accesso alla scuola che vale anche per le scuole private, con eventuali misure alternative per mantenere gli standard OMS, ricordando che in altri Paesi non esiste l'obbligo, e tuttavia la quota di vaccinazioni è alta.

Il consigliere ha definito "perfida" la soluzione transitoria con l'autocertificazione, perché non si sa cosa succede in caso di dichiarazioni false. Ha aggiunto che questo intervento a gamba tesa ha fatto aumentare l'ostilitá di chi già era contrario, e che questa imposizione non é paragonabile con il divieto di fumo, che era nocivo per la salute: qui si impone un intervento medico su corpi sani: "Qui si tratta dei diritti civili dei bambini e dei genitori".


Dieter Steger (SVP) ha illustrato il subemendamento firmato da Pöder e dall'ass. Martha Stocker, con il quale si chiedeva lo stralcio delle misure coercitive e una campagna di sensibilizzazione ampia ed equilibrata. ha aggiunto che un maggiore tasso di vaccinazione può aumentare la salute della popolazione, "ma le proteste sono legittime, perché sono previste sanzioni draconiane, fino alla sospensione della potestá genitoriale". Ognuno ha la repsonsbailitá nei confronti dei propri figli, ma anche della societá, perché un basso tasso di vaccinazione può portare delle conseguenze, ma bisogna puntare alla sensibilizzazione, non alle sanzioni: se proprio ci devono essere sanzioni, queste devono essere adeguate. Purtroppo l'Alto Adige non ha competenza legislativa primaria, ma si impegnerà per far cambiare le cose.

Sigmar Stocker (Die Freiheitlichen) ha espresso la posizione del suo gruppo contraria ai vaccini, rallegrandosi dell'appoggio dell'ass. Stocker all'emendamento. Un alto tasso di vaccinazione é importante, ma ognuno deve essere libero: invece si assiste ora a un ricatto nei confronti dei genitori, con sanzioni e conseguenze molto pesante. "Io vorrei misure di questo tipo per quanto concerne i migranti, mentre in questo settore non succede nulla e c'è un'immigrazione incontrollata: abbiamo due pesi e due misure", ha concluso Stocker, sostenendo che in questo modo la popolazione perde la fiducia nello stato e nei rappresentanti politici.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) si é rammaricata che i capigruppo non fossero stati d'accordo in maggioranza nell'audire i rappresentanti dei genitori. Non si tratta se vaccinare o no, si tratta di libertá di scelta dei genitori. Negli altri Paesi d'Europa non c'è obbligo di vaccino, ha aggiunto Foppa, ricordando che il vaccino obbligatorio per l'epatite B fu introdotto per volontá del ministro de Lorenzo, poi condannato per tangentopoli, "e questo dimostra il background di certe scelte politiche". Foppa si é augurata infine una posizione unanime del Consiglio sul tema.

Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto che indipendentemente dalla posizione sui vaccini, l'imposizione prevista dal decreto è inammissibile: non si può intervenire in maniera così pesante sulla libertà di scelta delle famiglie. Se si vuole aumentare il tasso di vaccinazione bisogna prendere esempio da altri Paesi, ha concluso la consigliera, ipotizzando uno scenario drammatico con bambini strappati dalle braccia dei genitori per farli vaccinare e rivendicando la libertá di decisione dei genitori.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha difeso l'efficacia dei vaccini, seppur a fronte di singoli casi di conseguenze negative, ma respinto l'obbligo privilegiando la possibilità di scelta e valutazione, anche in merito al momento migliore per intervenire. La maggior parte dei genitori con cui si é confrontato, ha riferito, non sono contrari alla vaccinazione, sono però contrari a un#imposizione come questa. Knoll ha aggiunto che anche se il voto passasse all'unanimitá, poi comunque in Parlamento transiterá senza lasciare segno, e si è rammaricato che la SVP non fosse intervenuta prima con i suoi parlamentari per non far approvare il decreto. Un altro problema é che il direttore generale Schael ha detto che se la politica si esprime contro il decreto, lui si trova nel posto sbagliato. Knoll si é quindi espresso per una maggiore informazione.

Paul Köllensperger (5 Stelle) ha criticato le misure coercitive, ma sottolineato che i vaccini come gli antibiotici sono una delle grandi scoperte della medicina. Vaccinare é anche un obbligo sociale, perché se ci sono delle epidemie sono soprattutto le categorie deboli che non possono essere vaccinate a subire danni. Opportuno sarebbe il sistema id Belgio o Germania, dove la popolazione viene informata e convinta tramite i medici di base, oppure quello della Scandinavia dove ci sono tassi di vaccinazione più elevati senza metodi coercitivi, parlando anche di altre misure come allattamento e alimentazione. L'obbligo di vaccinazione é anche una disfatta della politica che non riesce più a convincere la popolazione.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde) ha definito il decreto "insopportabile dal punto di vista stilistico e del messaggio", che sottintende l'idea che i genitori siano irresponsbaili e incoscienti, e quindi li si debba guidare o illuminare. Questo contrasta con la diffusa coscienza democratica sui propri diritti e libertà. Il consigliere ha quindi ricordato che i suoi genitori, favorevoli ai vaccini, avevano evitato quello contro il vaiolo notando che i loro amici medici non lo facevano: "Mi fecero fare un certificato falso per frequentare la scuola: ne ero fiero, ma quello era un privilegio". Si sviluppò poi un nuovo modello di consapevolezza, ma il decreto rimanda a quegli anni, quando la snaitá, prima del 1958, era compito del Ministero degli Interni, in quanto la malattia era una questione di ordine pubblico, e non di diritto. Dello Sbarba ha ricordato l'art. 32 della Costituzione, che prevede la libertá di sottoporsi a trattamenti sanitari, e ricordato anche la questione della responsabilità e dell'interesse della collettività: "Se lo stato volesse difendere questo, non ci sarebbero le multe che permettono di evitare l'obbligo vaccinale". I genitori sono responsabili e vogliono bene anche ai figli degli altri: se ci fossero situazioni di rischio, sicuramente prenderebbero la decisione migliore. C'è tuttavia molto da migliorare sul consenso informato.

Alessandro Urzì (L'Alto Adige nel cuore) ha chiarito che il testo non chiede di cancellare l'obbligo di vaccinare ma di ridurre le sanzioni ed eliminare le misure coercitive: "Bisognerebbe avere un po' di coraggio in più, e richiedere esplicitamente la libertá di giudizio da parte delle famiglie". Il voto, una volta arrivato in parlamento, rimarrá inascoltato: "Se si vuole essere più incisivi, la SVP che sostiene la maggioranza di Governo dovrebbe far valere le sue ragioni". I vaccini sono una grande conquista sociale, civile e medica, ed è anche vero che ci sono allarmi importanti sulla ridotta copertura vaccinale, con l'affiorare di antiche malattie. L'Italia molto più di altri paesi europei é sottoposta a un'aggressione drammatica di nuovi elementi di contaminazione, pertanto é necessario difendere i propri figli e la collettività.

Secondo Veronika Stirner (SVP) ha appoggiato il compromesso trovato da Pöder e l'ass. Stocker, e si é espressa contro un obbligo che interferisce con il diritto allo studio. Ha ricordato poi l'esperienza di un bambino che non poteva essere vaccinato e i relativi rischi di contatto con gli altri bambini, sottolineando che ci sono anche ragioni specifiche per non vaccinare.

Hans Heiss (Gruppo verde), ringraziando i genitori sulle tribune per il loro contributo, li ha invitati a essere presenti anche in altre occasioni, "perché questo è il miglior vaccino contro il populismo".

L'ass. Martha Stocker ha sottolineato che il voto riformulato rispettava le esigenze dei singoli come quello della comuitá, ricordando che c'è un obbligo sociale nei confronti della collettività. Il decreto é un'azione sicuramente affrettata da parte del Governo di Roma, al quale - "come forse é sfuggito a Urzì" - la SVP non partecipa: in ogni caso, ci si aspettava un iter parlamentare con i suoi tempi, non un decreto. Il testo definitivo si avrá più avanti, e saranno chiare anche le disposizioni provvisorie. L'assessora ha sottolineato che l'informazione deve essere la più ampia possibile, e che un alto tasso di vaccinazione serve per garantire la salute. Con questo voto si rivendica uno spazio di manovra, ma si richiede anche la responsbailitá del singolo verso la collettività. Pöder ha chiarito che il voto é un segnale: il Consiglio dice che così non si può agire, e sfrutta tutto il margine per non attuare le misure coercitive. Ha quindi ribadito l'assenza di competenza primaria, invitando a richiederla, e ribadito che con questo voto i genitori sapranno che il Consiglio li sostiene in questa lotta. Il subemendamento Pöder-Stocker é stato approvato all'unanimità (31 sí) e tra gli applausi dei genitori presenti.

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