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Notizie dal Trentino

Vaccini, due presidenti a confronto. Rossi e Zaia si esprimono sul Decreto Lorenzin

Ugo Rossi 2-Vaia

Due Presidenti si sono espressi ieri sul tema vaccini: il Presidente della Provincia Autonoma di Trento Ugo Rossi e il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Due approcci diversi in due video interviste curate dai rispettivi uffici stampa. 

 "Premesso che la legge è legge e tutti sono tenuti a rispettarla, sulla questione vaccini è d'obbligo essere molto chiari ed evitare nella maniera più assoluta di creare allarmismi e confusione di sorta. Sulla salute non possiamo permetterci di scherzare, né sulla quella di ogni singolo individuo, né su quella di una comunità nel suo complesso, che ha ugualmente diritto ad una buona salute".

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi è intervenuto ieri anche in veste di assessore all'istruzione sul tema del Decreto Lorenzin sui 12 vaccinazioni obbligatorie a scuola.Come avverrà questo? Saranno Azienda provinciale per i servizi sanitari e Dipartimento della conoscenza a trasmettere ai dirigenti scolastici le indicazioni attraverso le quali i genitori degli studenti potranno comprovare l'avvenuta vaccinazione dei loro figli.
In ogni caso, il decreto legge stabilisce chiaramente all'articolo 3 che:
"I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l'infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti, all'atto dell'iscrizione del minore di eta' compresa tra zero e sedici anni, a richiedere ai genitori esercenti la responsabilita' genitoriale e ai tutori la presentazione di idonea documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni."

 

Diverso l'approcio del Governatore del Veneto Luca Zaia. che annuncia ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto del governo che reintroduce l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'iscrizione a scuola portandole da 4 a 12. "Non lo facciamo perché siamo contro i vaccini", chiarisce il governatore della Regione che per prima, nel 2007, ha sospeso l'obbligo delle immunizzazioni. "Io non incontro mamme che mi dicono 'no senza se e senza ma' ma mamme che sono preoccupate dal numero dei vaccini e dall'impossibilità di scegliere un programma vaccinale. L'obbligatorietà non risolve il problema del dialogo con le famiglie e in Veneto l'abbiamo dimostrato". "Questo decreto va addirittura oltre l'obbligatorietà, con misure coercitive", ha continuato Zaia. "Le mamme dicono '12 vaccini nel corpicino del mio bimbo mi sembrano un'esagerazione'". Insomma, "si è scritto un decreto che andava e che va oltre l'obbligatorietà. Ha battuto anche il muro del suono questo decreto. È una roba solo italiana". Di conseguenza, nonostante la posizione della Regione sia "non mettere in discussione il vaccino con la 'v' maiuscola, che cosa rappresentano i vaccini per la salute umana", secondo il presidente del Veneto bisogna "sicuramente mettere in discussione alcuni aspetti di questo decreto". 
Il Veneto, che non ha l'obbligo vaccinale e ha scelto di "irrobustire il dialogo con i genitori", ha una performance nelle vaccinazioni del 92,6%. "Questo dimostra che l'obbligo vaccinale non è direttamente proporzionale alle vaccinazioni", ha rivendicato Zaia, ricordando che in 15 paesi in Europa l'obbligo non esiste. "La nostra preoccupazione è che un decreto che va oltre l'obbligo ci crei un abbandono. Noi non vogliamo che il ricorso sia visto come una posizione contro i vaccini. Siamo gli unici ad avere un'anagrafe digitale sul tema, con dati in tempo reale. L'impegnativa si fa su tutta una serie di fronti e per la lesa autonomia di una Regione che ha un suo programma vaccinale e un suo rapporto con i cittadini".

 

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