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Notizie dal Trentino

Le montagne che un tempo dividevano oggi uniscono. A Passo Paradiso la 40ma edizione della Festa della Fratellanza

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"Nessun luogo è migliore di questo per parlare di Pace. Una montagna che un tempo divideva e oggi unisce". Così il Cardinale Giovanni Battista Re, ha dato il via alla messa in ricordo dei caduti a Passo Paradiso, sul ghiacciaio di Presena, dove si è celebrata la quarantesima edizione della Festa della Fratellanza.
Quasi un migliaio di persone, in una splendida giornata di sole, ha raggiunto a piedi o in funivia quota 2.500, dove sorge il monumento voluto da Emilio Serra e di Kurt Steiner quaranta anni fa, per celebrare l'amicizia di coloro che un tempo si combatterono tra quelle vette e per riflettere sul valore dell'amicizia, oltre i confini, al di là delle bandiere.

"Mai più la guerra a determinare i destini dell'umanità – il monito del Cardinale Re - Mai più gli uni contro gli altri, ma gli uni per gli altri, gli con gli altri. L'amicizia – ha detto, citando anche Cicerone e il trattato de Amicitia – è una inclinazione insopprimibile dell'animo umano. Come ci ricorda questa festa, vivere senza amicizia non è vivere nella pienezza e nella gioia". A celebrare la messa anche il Cappellano militare, padre Giorgio Valentini, e il parroco di Vermiglio don Enrico Pret.
La cerimonia è stata aperta da una colorata sfilata, che dalla lingua del ghiacciaio è scesa fino al Passo, alla quale hanno preso parte – molti in divisa d'epoca - i rappresentanti dei Gruppi Kaiserschützen, Kaiserjäger e Standschützen, delle Compagnie Schützen, della Croce Nera Austriaca, dei Gruppi Alpini, delle Associazioni ex Combattentistiche e delle associazioni di volontariato della Val di Sole e della Val Camonica e, per la prima volta, anche dei Bersaglieri italiani. Tra le altre autorità, Lorenzo Ossanna, vicepresidente del Consiglio regionale; il senatore Franco Panizza, rappresentante del Governo per il Trentino delle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra, e il Console generale d'Austria a Milano, Wolfang Spadinger.
"Dalla storia – ha detto il vicepresidente Ossanna – dobbiamo importare nelle nostre coscienze gli insegnamenti più alti. Per fare ciò occorre conoscerla, impararla e approfondirla, per avere la capacità di coglierne anche le declinazioni più contradditorie e complesse. E le celebrazioni legate all'anniversario della Grande Guerra, sono in questo senso un ottimo atto concreto di educazione storica. E' anche per questo che il nostro plauso particolare va oggi a Emilio Serra e Kurt Steiner, che allora seppero guardare lontano, e attraverso l'immaginazione lucida e coraggiosa degli uomini che hanno visione, pesarono quanto oggi andiamo a celebrare".
"Questa – ha ricordato Franco Panizza - è stata in assoluto la prima festa che ha messo insieme le rappresentanze degli eserciti un tempo nemici, quando era un davvero difficile anche solo immaginarlo. E' bello constatare che dopo 40 anni oggi è una consuetudine ed è normale trovarsi insieme a riflettere sulla Pace. Qui nascono tante iniziative di collaborazione . E la Festa della Fratellanza assume un significato ancora maggiore proprio oggi, in un momento in cui stiamo piangendo le vittime del terrorismo. Noi, terra dove convivono lingue e culture diverse, abbiamo saputo creare occasione di dialogo e confronto tra i popoli".
Al termine della cerimonia, conclusasi con la salva d'onore della Compagnia Schützen della Val di Sole, i nemici di un tempo si sono abbracciati simbolicamente, in un momento conviviale che ha riunito le centinaia di persone, tra cui anche molti turisti curiosi, giunti al Passo.
La Festa della Fratellanza torna il prossimo anno, quando si celebreranno anche i 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale.

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