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Parlamentari Pdl davanti al Tribunale: «A Napolitano affidiamo la nostra preoccupazione per questa emergenza democratica». L'appello: «Dite ai parlamentari fuori dal tribunale di Milano che Ruby non è la nipote di Mubarak...»

parlamentari al tribunale di MilanoCentocinquanta parlamentari a difesa di Berlusconi, del loro leader, che la magistratura si permette di processare, insistentemente, di "perseguitare" con accuse infondate, di sottoporre a processo  «per motivi politici», «per farlo uscire di scena», «per eliminare un avversario politico». Motivo scatenante la richiesta dei giudici di Milano della visita fiscale a Berlusconi, ricoverato al San Raffaele, che attraverso i suoi legali ha portato in tribunale vari certificati medici per dimostrare il suo impedimento ad essere presente all'udienza del processo Ruby.
Il sospetto di chi pensa che questo impedimento sia l'ennesimo stratagemma di una difesa che le sta provando tutte per allungare il processo si scontra con il sostegno incondizionato dei parlamentari PDL.
«Noi abbiamo un interlocutore di cui ci fidiamo, che è il presidente della Repubblica e del Csm, Napolitano a cui affidiamo la nostra preoccupazione per questa emergenza democratica» sbotta l'ex ministro della giustizia Angelino Alfano. «La magistratura ha un atteggiamento arrogante e intollerabile» rincara Mariastella Gelmini. "Non avremmo voluto venire qui, in tribunale, ma l'aggravarsi della situazione ci ha imposto questa scelta" aggiunge Cicchitto...
Alfano, Gelmini e Cicchitto. Gli stessi deputati e ministri che hanno votato insieme ad altri 300 parlamentari che Ruby Rubacuori allora minorenne marocchina e in precedenza più volte ospite a casa del privato cittadino Silvio Berlusconi era la nipote di Mubarak e che per questo Silvio Berlusconi Premier aveva telefonato in Questura a Milano per evitare un incidente diplomatico con l'Egitto, si lamentano del processo Ruby.

Ruby-cene eleganti 

Purtroppo come dice Alfano «l'emergenza democratica» c'è, perchè la nostra costituzione impone la divisione tra i poteri dello stato, ed è inconcepibile che dei parlamentari si mettano a contestare le decisioni di un tribunale, ma soprattutto è inconcepibile che questi parlamentari siano riusciti ad offendere con un voto bugiardo la dignità dello stato italiano.

Che siano ancora convinti che Ruby sia la nipote di Mubarak? Qualche buonanima vada davanti al tribunale di Milano e dica a chiare lettere che Ruby era una diciassettenne, «ladra», «prostituta», marocchina quando frequentava Arcore (naturalmente solo cene eleganti), mentre diventava  «la nipote di Mubarak» 20enne quando veniva arrestata dalla procura di Milano... o viceversa.