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Referendum per tagliare le indennità dei parlamentari: si può firmare nei comuni fino al 30 luglio... e nessun media lo dice (2)

referendum per tagliare indennità ai politici

Alzi la mano chi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261). Ben pochi, credo. Si tratta di un referendum ed è promosso da Unione Popolare: sì, l'ennesimo referendum che però ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica.

Ai sensi dell'art. 75 della Costituzione e in applicazione della legge 25 maggio 1970 n. 352, si potrà sottoscrivere la proposta di abrogazione parziale della legge per le indennità parlamentari con il seguente quesito:

"Volete voi che sia abrogato l'art. 2 della Legge 31 ottobre 1965, n. 1261, determinazione dell'indennità spettante ai membri del Parlamento, pubblicata sulla G.U. del 20 novembre 1965, n. 290?"

L'iniziativa di richiesta del referendum è stata pubblicata sul numero 93 del 20.04.2012 della Gazzetta Ufficiale.

La raccolta firme si concluderà il 30 luglio 2012 (termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012). Cosa occorre fare? Nulla di più semplice: recarsi presso il proprio Comune ed andare a firmare. Provate però a domandarvi come mai questa notizia non è passata sui giornali. Meditate gente. Intanto, con qualsiasi mezzo, DIFFONDETE LA NOTIZA!!!!!

Vogliamo proprio vedere se anche stavolta la passano liscia. E poi dopo fate un salto presso l'Ufficio Elettorale del vostro Comune. Ci vogliono 500.000 firme altrimenti avremo perso l'ennesima buona occasione per dare un duro colpo alla casta.

Articolo 2 della Legge 31 Ottobre 1965, n. 1261: "Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l'ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all'indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e delle Commissioni". Grazie al referendum sarà questa diaria (di 3500 euro!) ad essere abolita. E' solo un piccolo passo, visto che TUTTA QUESTA LEGGE meriterebbe una bella spolveratina, ma è pur sempre un passo necessario per far partire il movimento di rivolta popolare pacifica contro gli stipendi pagati al mondo della politica.

SE RECANDOVI IN COMUNE NON TROVATE I MODULI PER LE FIRME, STAMPATEVI IL PDF ALLEGATO AL SITO DI UNIONE POPOLARE, PROMOTORE DEL REFERENDUM

http://www.unionepopolare.eu/