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Giudicarie in netta ripresa? I segni positivi di una possibile identità/unità

L'autunno, appena arrivato, ha chiuso un'estate che io ritengo davvero entusiasmante per le Giudicarie e i Giudicariesi. Infatti si sono constatate una effervescenza ed una vitalità del Volontariato, che sono sfociate in una ridda di appassionanti iniziative tutte coronate dal successo e dalla partecipazione convinta e numerosa delle nostre popolazioni valligiane, a cui si è aggiunto l'apporto determinante di ospiti sempre più crescenti e sempre più partecipi dell'attivo "darsi da fare" di concittadini - fra cui tantissimi giovani - che, magari anche senza il supporto dell'Ente pubblico, hanno saputo genialmente creare determinanti motivi di aggregazione e di attiva vita sociale.

Il libero e gratuito Volontariato giudicariese, generosamente e fattivamente diffuso in tutte le singole comunità paesane (anche più piccole), e presente nell'ampio raggio dei vari settori sociali - sia sportivi, che culturali, ricreativi, assistenziali, turistici, fieristici, artistici, ecclesiali, filodrammatici ed altro ancora come i gruppi degli Alpini, dei Fanti, dei Nu.Vo.La, della Sat, dei Micologi e scusino i dimenticati - ha dimostrato come i convalligiani delle nostre singole zone sono sempre felici di "spostarsi" da luogo a luogo pur di partecipare, in proiezione unitaria, a tutto ciò che avviene a nord come a sud, sia ad ovest che ad est: è un attivo compenetrarsi di gente che ha voglia di stare e di sentirsi insieme e che volentieri abbassa le storiche barriere che ormai non hanno più senso di esistere.

A questa gratificante constatazione, si aggiunge il fatto che, durante una conversazione con un economista di fama nazionale in merito alla notizia giornalistica che negli istituti di credito di Tione esiste la percentuale più alta dei depositi bancari del Trentino, l'esperto mi faceva osservare con non si trattava di depositi dei soli Tionesi, bensì dell'evidente apporto degli operatori economici e dei risparmiatori di tutte le Giudicarie, i quali sentono la necessità e la possibilità di far convergere nel capoluogo della Comunità di Valle le loro operazioni finanziarie ed i loro risparmi, riconoscendo, indirettamente, la piena validità di una reale centralità territoriale capace di avvincere gli interessi di tutte le popolazioni del territorio comprensoriale.

Credo che a questi positivi dati di fatto sia razionalmente necessario riconoscere ed innestare gli sforzi in atto per cercare di costruire una "Comunità di Valle" veramente protesa a convincere il legislatore provinciale a concedere, oltre alle limitate competenze puramente "esecutive" sino ad oggi poste in essere da parte della Provincia, anche quella formale e reale "autonomia", di cui tanto si parla (e si straparla) ma che ancora praticamente non è stata concessa - né in norme, né in strumenti e tanto meno in finanziamenti - ma sulla quale si fonda la capacità di riuscire a "creare" e ad "organizzare" iniziative locali di cui il territorio (con la sue potenzialità e con la sua specifica storia) e le popolazioni che lo abitano sentono il bisogno, ma che fino ad oggi non si riescono a realizzare a causa di dettati giuridici che non permettono la "libera" gestazione in loco di esprimere e di formalizzare - secondo legge - le potenzialità proprie di ciascuna area giuridicamente eretta a "Comunità di Valle".

Ma nell'aria è evidente, e la si sente, la "voglia del nuovo in loco": una sensazione sempre più allargata e che si fa sempre più sentire; addirittura anche negli stessi Sindaci si va pian piano diffondendo la cultura e la convinzione che ormai si è in cammino verso ciò che "unisce" e non verso la continuità di un campanilismo isolante, ormai superato; tanto è vero che i campanili li ha esautorati per prima la stessa organizzazione ecclesiale con la creazione sempre più diffusa delle "Unità Pastorali"... esemplarmente riconducibili alle storiche Sette Pievi, sinonimo di Giudicarie!

Possiamo, quindi, parlare apertamente di una identità e di una unità giudicariesi oggettivamente in ripresa, in crescita, in efficace prospettiva? Io penso di sì, anche se è evidente che c'è ancora qualcuno che frena, qualcuno che rimane onestamente dubbioso, qualcuno che non sa ancora che pesci pigliare soprattutto per il fatto - doloroso - che alla base culturale di una certa parte dei Giudicariesi (e di qualche amministratore) manca ancora la non-conoscenza approfondita e critica dell'intera storia e degli elementi geografico-catastali dell'intero territorio giudicariese, che deve essere finalmente considerato "univoco" da qualsiasi punto di vista lo si voglia considerare: sia politico-amministrativo, che economico-finanziario, che sociale.

Come vecchio giudicariese mi rifiuto di pensare che esista - sia a livello provinciale che locale - una precisa volontà "negativa" nel non volere o nel "frenare" il realizzarsi di "Comunità di Valle" realmente capaci di essere volute, realizzate ed accettate con convinzione e con passione. Però dobbiamo convincerci che abbiamo in mano la nostra ultima carta vincente, per cui occorre stare molto attenti, poiché è difficile saperla giocare senza gli sforzi "unitari"di tutti insieme. Occorre tener vive l'attenzione e la delicatezza specialmente nel saper convincere oggettivamente il legislatore provinciale che con i provvedimenti legislativi in atto le "Comunità di Valle" sono state solamente scritte sulla carta e limitate a "competenze telecomandate" (come giustamente rilevato da un noto giornalista sul "Trentino", a pag. 13, di domenica 25 u. s.); manca ancora la parte essenziale affinché esse siano quelle che devono, possono e vogliono essere: ossia organizzazioni pubbliche periferiche con la capacità giuridica e finanziaria di riuscire - autonomamente - a "creare in loco" ciò che ogni Comunità sente di "dover inventare ed attuare" per uscire da quella burocrazia e da quella normativa uguale per tutti, che impedisce lo "sbocciare" di quella singolarità di Valle che è nell'essenza della storia e dei territori delle nostre stupende vallate trentine, così diverse tra loro e così belle nella loro unità territoriale, soltanto, appunto, perché tanto diversificate nella loro singolarità: diversità che devono rimanere tali per rendere stupendamente bello il quadro d'insieme, come in Giudicarie le bellezze dell'Adamello-Presanella e del Brenta che si sposano con la serenità del Lago d'Idro e con l'ampio e verdeggiante anfiteatro agricolo-termale delle Esteriori.