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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

DAVID BOWIE. LOW (1977). Ricordando l'alieno, ritornato alle stelle

david-bowie-la musica seitu

Un disco fra i più autorevoli di David Bowie inizialmente destinato ad accompagnare le immagini di "L'Uomo che cadde sulla Terra" il film/cult (fantascienza) di Nicholas Roeg. Pur che David divenne il protagonista del film, fra scadenze e costi, questa operazione venne rifiutata e "Low", dunque, diventò 'solamente' il disco che segnò una delle epoche bowiane: quella del tentativo di allontanamento dalla cocaina. Affascinato dalla musica elettronica dei Kraftwerk e dei Neu, David diede vita a questa sua opera considerandola una forma di terapia creativa, dove all'interno presero corpo brani di assoluta lucentezza. La prima parte del disco è "alla luce del sole" (il titolo originario del disco era "Music Night & Day", poi trasformato in "Low", a significare basso, forse anche di basso profilo, forse deprimente...) dove "Breaking Glass", "Always Crashing in The Same Car" e "Be my Wife" (quest'ultima anche in video), sono perle di immensa grandezza. La seconda parte, (la notte) apre con "Warszawa", una lunga suite con le sonorità di Brian Eno e, sul finale, la voce di Bowie che, acutissima, pronuncia parole prive di senso; poi "Art Decade", schizzo strumentale di sapore ottocentesco; segue la terza traccia "Weeping Wall" che introduce alla minimalità musicale, all'epoca già presente con le versioni sonore di Philip Glass; e si chiude con un viaggio nel buio dilatato e profondo di "Subterraneans" che rivela il vero amore di Bowie per il suo strumento preferito e d'infanzia, quel saxofono mod che già in Ziggy aveva colorato le note di "Soul Love".
David Robert Jones, 8 gennaio 1947 – 10 gennaio 2016
Addio David, salutaci il Maggiore Tom, Ziggy Stardust e il Duca Bianco.

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