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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

COVER ART - GLI INVOLUCRI D'ARTE DELLA MUSICA. MATI KLARWEIN: L'ARTE DEL VISIBILE E DEL SIMBOLICO

 AKA DARBARI JAVA

Mati Klarwein, ebreo tedesco nato ad Amburgo nel 1932 ed emigrato coi genitori in Palestina per sfuggire alle persecuzioni naziste, negli anni 50 è in Francia dove inizia la sua carriera artistica seguendo le tracce della ricerca surrealista e in particolare di Salvador Dalì. Muore all'età di 70 anni il 7 marzo nel 2002. Un artista importante non particolarmente conosciuto, anche se nel mondo di una certa musica appare fra i più stimati. Non fosse altro che per le sue raffinatissime elaborazioni visive particolarmente visionarie e uniche, per quel suo immaginare luoghi e situazioni al limite della realtà.

Ecco una solitaria e solenne visione di paesaggio posto ai margini fra Oriente ed Occidente, fra Materia e Spirito, fra Acqua e Terra, utile per inoltrarci in un'isola sospesa dentro estasi ancestrali, in cui tuttavia si coglie l'essenza e la presenza di un'intelligenza capace di ordine fantastico. Misura e regolarità non strutturata con linee rette, ma confini sinuosamente curvilinei a togliere densità al paesaggio incredibile. Tutte le componenti restituiscono clamore quasi meditativo e gli scarti tra azzurri ed ocra giocano fra superfici orizzontali e verticali dove solo la natura verdeggiante riesce a trovare sistema di punteggiatura. Sembra un dialogo matematico e non a caso alcuni frammenti di "logica geometrica" sono catapultati sopra il fondale come a determinare disturbo a sinistra e a destra di una rettilinea schiera di alberi che dal primo piano arrivano fin sulla collina più lontana sezionando in due il quadro. L'immagine dal titolo Soundscape viene realizzata da Klarwein nel 1982 e poco tempo dopo diviene la copertina di un disco fondamentale intitolato Aka Darbari Java – Magic Realism di Jon Hassell.

ABRAXAS


E' del 1962 invece l'Annunciazione, dipinto dal ventottenne Mati appena trasferitosi a New York, dopo un periodo di studio a Parigi accanto a Fernand Legèr e Ernst Fuchs. Per lungo tempo la sua arte rimarrà sconosciuta ai più, almeno fino al 1970, quando Carlos Santana, rinviene questo quadro dentro un magazzino e ne rimane particolarmente colpito, al punto da volerlo per la copertina del suo secondo album dal titolo Abraxas. La forma appare assai composita e le tonalità al limite massimo del loro valore timbrico; i simboli si rincorrono numerosi. La figura nuda al centro della composizione (ispirata alla allora fidanzata Jill, di Guadalupe) ritrae una lussureggiante donna di colore intesa come la Vergine (davanti alla vagina è posta una colomba bianca...); in lontananza tre nomadi nigeriani simulano le figure dei Re Magi; la silfide vermiglione è infine l'Arcangelo Gabriele che, attraverso le conga costrette fra le gambe, rivela la imminente maternità. Ma l'idea del dipinto, oltre alla complessità figurativa espone anche un'idea sincretica: sia Cristo, come il Buddha sono concepiti in maniera immacolata e il quadro rappresenta l'annunciazione di entrambi... Il Cristo viene annunciato da Gabriele (impersonato da una ragazza che, come disse l'autore, rimase appesa al soffitto dello studio per ore e ore) mentre simbolicamente si può scorgere un uovo in atto di schiudersi (segno di fertilità); il Buddha viene rappresentato dall'elefante che insemina sua madre attraverso la proboscide... Il dipinto realizzato con una tecnica desunta dalle forme del Rinascimento e dal Kitsch orientale, utilizza la pittura ad olio su tela incollata sopra una tavola di legno e in seguito, per diventare la copertina dei Santana viene corredato dal logo realizzato da Bob Venosa, un artista americano, assiduo frequentatore di Salvador Dalì.

BITCHES BREW

Ed ancora fu Miles Davis a scegliere il quadro di Mati Klarwein per la copertina di Bitches Brew pubblicato nel 1970. La composizione densamente carica di colori posti in contatto mentre descrivono magicamente la notte e il giorno, si alterna nella sua forma dicotomica in un gioco fra bianco e nero, traducendo significati di armonia fra gli uomini dalla pelle bianca e quelli di pelle nera. Nelle visioni simboliche nutrite da atmosfere esoteriche si materializzano scene surreali: un doppio volto scaturisce dal prolungamento delle dita di due mani intrecciate; l'energia del cielo attraversando le nuvole scuote i capelli della giovane donna abbracciata al suo compagno; nella notte stellata le orazioni antiche vengono cantate da una celebrante in estasi, ornata di aureola contenente una luce oscura, invisibile; i fuochi della passione terrena furoreggiano fra terra e cielo inondando gli spazi di sinuosità aranciate mentre il mare musica il silenzio attraverso le sue onde. Tutto sembra evocare "Madre Africa" e disporre perché i segni possano espandere la loro magia, al fine di comprendere con l'istinto le proprie radici primordiali.

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