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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

COS'E' LA MUSICA: APPUNTI PER UNA CONOSCENZA SENSIBILE. È tempo di mutazione...

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E' tempo di mutazione per una nuova comprensione della musica quello di inizio '70, il luogo ibrido posto centrale rispetto ai confini dell'acustica e dell'elettronica. Si sente in effetti un battagliare fra soluzioni sensibili, il pensiero sviluppato in diverse forme ed è come se la musica in questo frangente fosse fluidamente amalgamata e le figure che essa descrive fra loro guerreggiassero o in taluni casi verificassero possibilità di rapporto. La tensione poi si districa ed alcuni autori prendono per strade diverse, con precisi riferimenti culturali e significati, dentro le forme a loro più congeniali ed attrezzate per affrontare il futuro. La musica dei Tangerine Dream, ad esempio, è sommessamente dilatata a descrivere panorami prossimi al vuoto, soluzioni liquide di musica elettronica priva di confini facilmente riconoscibili e maggiormente consona alla visione o all'immaginazione di territori vasti dove le frontiere non sono percepibili. Dilatazioni fisiche dello spazio e del tempo dentro un mondo impalpabile, il luogo universale profumato di spiritualità, la verosimile rappresentazione del cosmo. EDGAR FROESE (Tilsit, 6 giugno 1944 – Vienna, 20 gennaio 2015) con il suo "EPSILON IN MALAYSIAN PALE" (1975), pur memore delle sacre sonorità galattiche riconduce la ricerca dentro le crepuscolari anime verdi delle foreste di isole lontane, percorrendo una sorta di sentiero cerebrale al limite del romanticismo più commovente. Una sequenza di suoni languidi vibranti calore, vaporosi della sera quando al tramonto le cose e la vita cominciano a rallentare alla ricerca di riappacificazione. Luce ed acqua come elementi portatori di vita, fascino esotico e memoria primitiva sui sentieri della natura ebbra di vitalità. Il gioco delle felci in un disegno fra geometrie e amore, la musica espansa a muovere con il cuore rilassato e pulsante energie positive. Un'atmosfera bellissima, evocativa ed "impressionistica", da ascoltare per riposare ma anche per riflettere... Ora, ditemi voi "cos'è la musica" ...

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