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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

David Sylvian e Holger Czukay, Plight & Premonition – 1988 . Cover art - Gli involucri d’arte della musica

david sylvian and holger czukay - plight and premonition - front
Le macchinazioni sensibili di questo splendido lavoro "minimal ambient" sono già tutte compresse nell'immagine di copertina. La dettagliata visione ripropone leziosamente le composizioni di una vita minuscola risolutamente appoggiata alla Terra. Ad osservare con acutezza, distorcendo la nostra percezione delle altezze, assumendo l'occhio di un insetto qualsiasi che si ritrova in volo sopra queste panoramiche, potremmo dire di essere in viaggio sospesi sopra una intricata foresta blandamente immobile ma pulsante di chissà quale vita nascosta. Schegge di alberi caduti, un tempo attraversati dalla linfa ed orgogliosamente puntati verso il cielo ma che, in un giorno di tempesta, sono stati colpiti dal fuoco selvaggio del fulmine che li ha accecati e fatti cadere. Rimangono sparse, ora, le ossa spezzate e bianche, livide e disquamate della pelle, ormai senza battito. Ed a guardarle con gli stessi occhi piccoli eccole diventare dune rocciose, pietra dove le streghe scavano caverne, abitandovi. Una nuvola di tulle si disperde anch'essa in questo micromondo dove avviene la "microlife"... Ma ora ridiventiamo normalmente "giganti"; ad osservare con un'altra acutezza immaginiamo la presenza di qualche essenza dell'anima, il fluido di una energia ricettiva che assomiglia alla materia incorporea dell'intuizione. E' come se, guardando questa scena, scoprissimo che è attraversata dalle volute eteree di qualche spirito fantasma; il tempo mentre fatica a proseguire dentro la maniera di sempre. "Plight e Premonition", ansia di sussurri e grida in una sostanza in sospensione, nella magia di un momento d'estasi. La fotografia è scattata da Yuka Fuji e come per la musica qui contenuta segue due parametri distinti: l'uno della comprensione fisica, l'altro della percezione fantastica. L'album si compone di due singoli brani completamente strumentali: "Plight – The Spiralling Of Winter Ghosts" e "Premonition – Giant Empty Iron Wessel". Viene registrato ai "CAN Studios" di Colonia in Germania.

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