OPETH – THE DRAPERY FALLS. Ascolti nei primi giorni d'autunno

OPETH - THE DRAPERY FALLS

Il loro talento espressivo sembra provenire dalle culture passate di origine barbara e la verve nordica solitamente quasi assente qui si fa più pronunciata. Il silenzio delle fredde lande abitate dai licheni, attraversate dai venti scaturiti dai ghiacci, le penombre sopra le rocce e la poca vegetazione sono figurazioni presenti nella musica degli Opeth, come non sono assenti le pulsioni più classicheggianti a favore di un'epoca dove il rispetto delle forme e delle leggi sembra condizione naturale. "Il panneggio cade", recita fra i simboli di una dannazione oscura il titolo di questa stupenda canzone presa da "BlackWater Park" (2001) e il gusto quasi aristocratico emerge distintamente anche se a tratti nelle dinamiche musicali e vocali, sembra di cadere in chissà quale abisso demoniaco. Sono visioni coperte in un sonno tormentato, tremolii di dolore nel vuoto degli enigmi, motivi morenti e fantasmi pallidi che accarezzano la perduta innocenza. La vicenda viene narrata attraverso una "lullaby" cosparsa di cadute foglie prese a svanire nel nulla. "The Drapery Falls"... Ed è malinconia d'autunno... Ciao a tutti.