COVER ART - Gli involucri d'arte della musica. RAGE AGAINST THE MACHINE, EVIL EMPIRE – 1997

RAGE AGAINST THE MACHINE 

Strategie visive da "realismo socialista", istituzione delle forme come se la comunicazione dovesse avvenire esclusivamente in maniera unidirezionale, senza ambiguità ed incomprensioni, in maniera totalizzante e dove i contenuti trovassero una loro interpretazione assoluta. L'impianto centralizzante è intenzionalmente schematico, ossessivamente frontale o quasi; le interferenze completamente assenti per una designazione di spazi, superfici e figure, colori e attinenze psicologiche di respiro monotematico. I colori vengono impiegati nella loro costante timbrica al massimo livello e la quantità di entropia è al suo minimo di persistenza. Quando si parla di giallo, è solo di giallo che vogliamo parlare... E' una figura istituzionale, scevra da ulteriori problematiche e, in modalità necessaria, ecco un giovane "Robin" disporsi in primo piano americano come una stella di Hollywood, anche se il suo sguardo rivela talune inquietudini al fondo della personalità. Una figurazione incline alle perturbazioni dovute alle logiche da "regime", come è avvenuto in tutte le epoche in cui si sono sviluppate le dittature, a partire dalla lancinante era del nazismo, fino alle "spersonalizzanti versioni della Cina "maoista" o della Russia "stalinista"... Si presenta in maniera solenne ed innocente, attraverso una figura adolescenziale, pulita ed ancora non perfettamente formata in ordine agli aspetti secondari della sessualità... Ma tuttavia il cartiglio pergamena alla base di questo ritratto cartoonist americano inneggia all'infausto "Evil Empire", "L'Impero del Male" così avversato da Zack De La Rocha. Tutto sembra antistorico e fumettistico, ma ordine formale e ambiguità di significati qui diventano elementi in dialogo per una copertina spesso aborrita dai cultori, ma anche fortemente significante e disturbante.