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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

TALKING HEADS REMAIN IN LIGHT (1980). Eravamo dentro i nuovi suoni di fine millennio

TALKING HEADS 2

1977/1980. Nell'arco di quattro anni, i Talking Heads realizzano un progetto sonoro capace di costruire un'autostrada per il futuro. Un suono ibrido, mescolato, plastico e avvolgente, carico di traiettorie etno-techno world. "Remain in Light" è il vertice della piramide.
1) "Born under Punches" è ritmica mentre le urla isteriche di Byrne si muovono sopra un mare ipnotico fatto di africanità, in un mix di musica tribale realizzato dalla tecnologia.
2) "Crosseyed and Painless" è un calderone di funky e percussività. Ripetitività, come se un treno musicale stesse attraversando la nostra mente. Si muove un profumo caldo, un po' nevrotico e nottambulo pieno di scariche luminose. E' il ritmo gonfio, insistente e pieno di esplosioni mentre tutto si approssima al finale da immaginare deciso, che invece si risolve con una dissolvenza sonora.
3) "The Great Curve". E' la logica conseguenza di questo nervosismo metropolitano. Le chitarre percosse si ripetono uguali sopra un magma di percussioni. E' "speed" all'ennesima potenza. Rappresentazione frenetica della vita moderna, grida distorte che lacerano come sirene nel centro città, rimbalzando stridenti a descrivere le dinamiche della contemporaneità.
4) "Once in a Life Time" appare epica, una folgore bianca mentre spezza i movimenti che trasportano logiche interrotte, rubando spazio all'abitudinarietà...
5) Ed ecco emergere le umbratili sonorità di "House in Motion", un brano fatto di contrapposte e singole vocalità notturne ed alte coralità aperte come fosse mezzogiorno. Fino al finale assorbente colorazioni fluorescenti della foresta vergine abitata da popoli arcaici rimasti tali.
6) "Seen and not Seen" evoca misteriosità sottili, con la voce di David Byrne adagiata sopra tessiture musicali più flessuose, fino a spegnimento in lontananza.
7) "Listening Wind" sibila richiamando spiriti dimenticati ripercorrendo luoghi della notte... Una notte costellata di fuochi antichi alimentati da lunghi canti melodiosi.
8) "The Overload" E' segnale inquietante dove sono ospitati suoni oscuri accompagnati dalla voce narrante intenta in un proclama, quasi una preghiera. Un'esortazione magnetica che si dipana uniforme fino a spegnersi verso orizzonti di silenzio.

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