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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

MUSIC SEVENTIES: alcune osservazioni veloci di Kimbo Ina Vellocet

Woodstock2 - kimboina 

A partire dagli Anni '50 i ribelli della "Beat Generation" assumono comportamenti di allontanamento dalla società industriale americana. I germi della rivoluzione sono già in circolazione nelle menti che vedono più lontano, vivendo una condizione diversa ..."On The Road" è il segno anticipatore di Jack Kerouac elaborato sul finire del 1950. Alla fine degli Anni '60 le battaglie nelle università, i flash delle molotov, le nuvole bianche dei lacrimogeni; una sciabolata verticale che spezza il filo di unione fra il presente e il passato. Sarà il tratto per una riconsiderazione delle logiche dei tempi; nuovi pensieri e adeguati comportamenti sfociano nella:
* rivolta per i diritti civili dei 'non bianchi;
* lotta studentesca che apre alle culture extra-occidentali;
* rivoluzione dei costumi della società.
E' la contestazione! La modalità degli "Hippy" i quali consolidando forme di vita comunitaria, affermando la totale liberazione sessuale, perseguendo l'emancipazione della donna e dissacrando i valori tradizionali, propongono un modello teso al superamento della cultura occidentale convenzionale. E il collante di tutte queste manifestazioni sociali, il segno innovativo, il luogo dove si catapultano le esperienze della coscienza e del nuovo sapere è soprattutto "la Musica"...
..."La contestazione", come forma di espressione, il luogo dove si incontra l'anima giovanile, il momento culturale che assume rilevanza maggiore a partire da un evento fondamentale... La guerra! Nel 1964 è sopra le pagine di tutti i quotidiani, nelle reporter images delle riviste, quella guerra odiata da tutte le nuove comunità, la guerra segreta scatenata dentro le foreste, nelle città, con i marines fra la gente del Vietnam, nel Laos, in Cambogia. Viene definita "Operazione Rolling Thunder" ed è la goccia che fa traboccare il vaso. In antitesi nasce il movimento che traghetterà la nuova cultura fino agli inizi dei '70, i "Figli dei Fiori", il "Power Flower", gli Hippyes", armati solo di fiori appunto, accomunati dentro uno slogan ancora oggi riecheggiante se pur lontano: "Fate l'Amore non la Guerra". La ribellione passa anche attraverso le forme, i comportamenti, i costumi e "la Libertà" ora appare come il contenuto superiore da perseguire, anche attraverso la dichiarazione di comportamenti dissacranti e aperti... Anche alle droghe, soprattutto LSD, un allucinogeno. Flussi di contestazione giungono anche nella nostra piccola Trento, la città dove si tiene, il 24 gennaio 1966, la prima occupazione di una università italiana ad opera degli studenti...La facoltà di Sociologia. E poi, il 15, 16, 17 agosto 1969 ecco l'evento culmine della musica, quel Festival (a Bethel, nello stato di New York) che è l'incontro più imponente della nuova cultura mai realizzato: Woodstock! Lì si ritrova la crema della musica dell'epoca: Who, Jefferson Airplane, Joe Cocker, Grateful Dead...E Janis Joplin, la signora dalle due voci nero e bianco mescolate, e Jimi Hendrix che farà uscire dalle corde della sua guitar quella "Star Spangled Banner" considerata la scandalosa versione dell'inno americano. Siamo sul finire dei '60 e sull'orlo dell'abisso, forse già della fine: "J J J"...Le tre J di Jimi Hendrix, di Janis Joplin e di Jim Morrison si spegneranno appena la porta dei '70 è appena socchiusa... ...to be continued...

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