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Il Blog di Marco Zulberti

Quale autonomia?

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Il recente riconoscimento del quinto premio internazionale "Alcide De Gasperi" all'ex premier socialista spagnolo Felipe Gonzales avvenuto il 5 settembre, anniversario della firma degli accordi presi a Parigi nel 1946 insieme a Karl Gruber gettando le fondamenta dell'attuale autonomia delle province di Trento e Bolzano, ha riacceso il tema sulla natura dell'autonomia trentina e sul suo significato.

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Per mantenere l'unità dell'Euro si deve agire sulle regole

Carlo Azeglio CiampiIl 10 dicembre 1991 venne sottoscritto il trattato di Maastricht in cui veniva tracciato il percorso di avvicinamento a tappe al mercato unico europeo e all'unione monetaria del 2001. I principi cardine erano fissati in cinque punti: altro grado di stabilità dei prezzi, con un inflazione tra paese e paese che non doveva superare il 1.5 della media; un tasso d'interesse medio sui titoli a lungo termine che non doveva superare di due punti quello medio degli altri paesi; tasso di cambio tra le vecchie valute che non doveva superare una banda stretta fissata in 2.25 punti e una larga per i paesi più deboli al 6; il rapporto tra disavanzo pubblico e Pil del tre per cento; debito pubblico e Pil non oltre il 60 per cento.

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De Gasperi tra i "poli" della legge elettorale

de gasperiTutti gli anni il Trentino in questo periodo, grazie al ricordo della figura di Alcide De Gasperi, offre alla classe politica locale e nazionale, l'occasione per riflettere sui fini più nobili e alti orientati al buongoverno dell'economia e del paese. E' anche un occasione responsabile, non solo retorica, per riprendere il dibattito sul quel vecchio centro politico che fu demolito dal sistema elettorale bipolare applicato, in fretta e furia, dopo il referendum del giugno 1993 quando gli italiani avevano scelto una nuovalegge elettorale maggioritaria.

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Il "ritorno alla terra"

olio-su-carra-incollata-su-tela-guttuso-contadini-al-lavoro-51 1La recente decisione del governo italiano di effettuare un taglio del 10 per cento degli statali con prepensionamenti in deroga alla stessa riforma previdenziale appena varata a dicembre, se da una parte indica l'urgente necessità di tagliare le spese statali dall'altro mostra come questa de-statalizzazione rappresenti la fase finale di una crisi irreversibile iniziata ancora negli anni sessanta con la de-ruralizzazione delle masse contadine che hanno lasciato i secolari lavori agricoli e le attività artigianali per entrare in fabbrica.
Alla fase della de-ruralizzazione avvenuta tra gli anni cinquanta e sessanta si era passati a quella della de-industrializzazione negli anni ottanta con l'aumento esponenziale dei dipendenti statali fino alla crisi attuale dove interi paesi sono costretti a tagliare drasticamente proprio il settore che oggi grava sulle spese dello stato.

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Tariffe pubbliche o quotazioni di borsa?

Tariffe pubbliche o quotazioni di borsa


L'atteggiamento negativo sia del governo che del Codacons nei confronti della norma blocca-tariffe e dei beni e dei servizi di prima necessità come energia elettrica, acqua, trasporti di treni e autobus e autostrade sta svelando tutta l'ipocrisia presente nelle classi economiche, politiche e sindacali al governo della società italiana che se da una parte dichiara di voler rimanere in Europa e di non uscire dall'Euro, dall'altra applica tariffe medie più alte del 30% rispetto al resto di Europa. Le spiegazioni del ministro Corrado Passera, che proprio qui a Trento due anni fa parlava di un confine invescabile tra società e mercato, oggi si oppone al blocco delle tariffe sena rilevare che le tariffe italiane sono le più care d'Europa, svelando l'incapacità degli amministratori che siedono nei cda delle società che erogano questi servizi.

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La lezione dei popoli alle elitè politiche e finanziarie

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Le drammatiche ore che hanno preceduto le elezioni in Grecia di domenica scorsa e le dichiarazioni arroganti che sono seguite da parte della classe politica tedesca e in particolare della Cancelliera Angla Merkel, stanno mettendo in risalto lo scontro drammatico che da sempre segna la storia umana tra la coscienza democratica e progressista dei popoli e le ambizioni oscure delle elitè che spesso invece li guidano nel baratro delle crisi economiche e delle guerre.

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Più sociologia che economia per il Festival della crisi

Festival economia 2012

I risultati del vertice del G8 con l'invito finale del presidente Barak Obama rivolto all'Europa di trovare soluzioni per salvare la Grecia ed uscire dalla crisi del debito, precedono di qualche giorno l'apertura del Festival dell'Economia di Trento, che il premio nobel Paul Krugman più volte ospite, aveva definito la "Davos" dei popoli. Ed è proprio da quel Krugman che recentemente aveva annunciato la Eurodammerüng, il crepuscolo dell'euro, che intende partire questa analisi sul potenziale tornante della crisi grazie alla riscoperta del collegamento tra sociologia ed economia.

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Un secondo circuito per la liquidità

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La sfiducia tutta interna all'Europa, tra gli stessi paesi che partecipano all'unione monetaria, a partire dalle decisioni unilaterali prese ad esempio lo scorso anno quando alcune banche tedesche misero in vendita le obbligazioni governative dei paesi più indebitati, ha alimentato la proposta fatta al G8 di Camp David, sulla base di un documento della Banca d'Italia, di dar vita a un sistema europeo di garanzie sui depositi bancari. E' il primo passo verso un'armonizzazione tre le singole strutture nazionali delle garanzie finanziarie, tesa a evitare la formazione di anomali flussi interni di liquidità, soprattutto dopo che nelle ultime settimane si sono registrati prelievi dalle banche greche di liquidità in euro.

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L'Ideologia tedesca

Karl Marx

Nel 1846 Karl Marx e Friedrich Engels redassero l'Ideologia tedesca, un'opera pubblicata postuma solo nel 1896. In quel libro i due filosofi intendevano mettere in chiaro le difficoltà della concezione ideologica della filosofia tedesca di fare i conti con la realtà. La crisi economica dovuta alla "grande industria e alla concorrenza universale" che attanagliava in quel secolo l'Europa aveva favorito una critica dell'economia politica, vista come incapace di affrontare quei problemi universali. Lo "stato moderno attraverso le imposte" era "stato a poco a poco comperato, attraverso il sistema del debito pubblico", cadendo nelle mani della proprietà privata e del credito commerciale grazie "all'ascesa o nella caduta dei titoli di Stato in Borsa". Erano gli albori dei moti del 1848.

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2002-2012: il decennio economico giudicariese

val rendena -foto matteo ciaghi

Nel dicembre del 2001 ero passato a salutare il buon Mario Antolini per gli auguri di Buon Natale. In quel tempo lavoravo a Milano per l'ufficio studi di una grande banca italiana e le collaborazioni con «Borsa&Finanza», «Milano Finanza» e dal 1999 con «Il Sole24Ore», mi avevano permesso di iscrivermi all'albo dei giornalisti nel 2000 come pubblicista. Aveva da poco cessato le pubblicazioni «La Civetta» a cui avevo collaborato tra il 1994 e il 1996 e progettavo di fondare una mia rivista di economia locale. Desideravo trasferire l'esperienza di analista nelle Giudicarie.

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Turismo in Valle del Chiese: «Bisogna conoscere la storia e puntare sui lombardi»

val di fumo - valle del Chiese

In Valle del Chiese esiste una realtà turistica oggettiva fatta di dati e di numeri e poi ne esiste una immaginaria descritta nei convegni e sulla stampa. Per pensare al futuro di questo settore si devono far incontrare questi due mondi a partire dalla sua "storia" che purtroppo non corrisponde a quanto gli esperti e i funzionari provinciali cercano di raccontare. La difficoltà consiste nel fatto che la storia dei flussi turistici in Val del Chiese, contrariamente a quanto avveniva nella zona di Arco e Riva del Garda dove giungeva la borghesia austriaca e tedesca, si sono sempre alimentati esclusivamente da sud, dalla Lombardia.

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