Il Blog di Marco Zulberti

Tobin Tax. Tassare o regolamentare?

james tobin 3L'approvazione da parte dell'Unione Europea dell'applicazione della Tobin Tax ai mercati finanziari è stata seguita con un applauso da parte della classe politica europea che considera questo strumento, teorizzato da James Tobin professore di economia alle Yale University negli anni settanta, uno degli strumenti più importanti per la lotta contro la speculazione finanziaria e la volatilità dei mercati. La proposta di tassare dello 0.10 per cento ogni scambio di titoli e strumenti finanziari oltre a trovare alcuni paesi come l'Inghilterra completamente contrari, ha già incontrato le prime difficoltà su chi dovrebbe pagarla tra venditore e compratore.
Al di là di queste prime considerazioni normative i problemi che emergono vanno ben al di là dell'immaginario in quanto i mercati finanziari oggi sono molto più evoluti che negli anni settanta quando questa tassazione è stata ideata.
L'evoluzione informatica e telematica dei mercati finanziari e degli stessi sistemi di trading i famigerati High Frequency Trading, rischiano infatti di rendere vana la tassazione se prima non si interviene sui regolamenti nelle contrattazioni nei mercati finanziari internazionali.
Se infatti tra le nazioni esistono barriere doganali e confini, accordi commerciali e limiti alle esportazioni con dazi e tassazioni diverse tra paese e paese, sui mercati finanziari si verifica il famoso aforisma in cui "se una farfalla sbatte le ali a Tokyo, si scatena un uragano in Florida" in quanto non esistono regole. I moderni mercati azionari con i loro accessi telematici, per quanto regolamentati, non hanno una locazione precisa e identificabile. Una società di Hong Kong può speculare nello stesso momento sul mercato azionario italiano e sul mercato del petrolio in Brasile, immettendo nel sistema flussi di ordini in acquisto e in vendita con accessi diretti sui mercati come in un porto franco, mentre nello stesso momento un cliente italiano che si reca in filiale per effettuare un'operazione deve sottostare a tutta la normativa vigente. Il problema nell'applicazione della Tobin Tax è proprio questo. Quando fu ideata i mercati finanziari erano ancora dominati dai procuratori e dalle grida. Oggi la realtà è profondamente diversa.
La scorsa settimana la Nanex, società americana che studia il funzionamento dei mercati azionari tenendo sotto controllo più di otto milioni di operazioni al giorno, ha comunicato che venerdì 5 ottobre un misterioso algoritmo ha piazzato sul mercato azionario in sole due ore più di mille operazioni che duravano solo 25 millisecondi.
E' evidente che con un processo telematico di questo tipo anche una sola persona possa avere un impatto fuori misura sui mercati condizionando notevolmente il loro andamento soprattutto in momenti di grande volatilità.
Ben venga allora la Tobin Tax a moderare l'intensità degli scambi e la speculazione di breve termine tanto detestata dai cassettisti che in questi dieci anni di vacche magre hanno qualche grattacapo in più nei loro investimenti, ma è certo che l'evoluzione telematica dei mercati richieda prima della sua applicazione, anche un radicale cambiamento nelle regole di accesso automatico ai mercati finanziari.