Il Blog di Marco Zulberti

L'Ideologia tedesca

Karl Marx

Nel 1846 Karl Marx e Friedrich Engels redassero l'Ideologia tedesca, un'opera pubblicata postuma solo nel 1896. In quel libro i due filosofi intendevano mettere in chiaro le difficoltà della concezione ideologica della filosofia tedesca di fare i conti con la realtà. La crisi economica dovuta alla "grande industria e alla concorrenza universale" che attanagliava in quel secolo l'Europa aveva favorito una critica dell'economia politica, vista come incapace di affrontare quei problemi universali. Lo "stato moderno attraverso le imposte" era "stato a poco a poco comperato, attraverso il sistema del debito pubblico", cadendo nelle mani della proprietà privata e del credito commerciale grazie "all'ascesa o nella caduta dei titoli di Stato in Borsa". Erano gli albori dei moti del 1848.

Il recente ritorno del panico sui mercati azionari trascinati dalle debolezze del settore bancario europeo soprattutto dei paesi mediterranei come Spagna e Italia, stanno proponendo anche oggi la stessa incapacità. La fragilità e la provvisorietà delle soluzioni adottate finora dalle istituzioni europee, sia dalla Commissione Europea che dalla Banca Centrale infatti, rimangono ostaggio come due secoli fa delle rigidità tedesche, preoccupate più dell'inflazione che della disoccupazione di milioni di lavoratori.

Dal rifiuto di emettere Eurobond, al durissimo piano di salvataggio elaborato per la Grecia con una pesantissima riconversione e del debito, fino alle recenti rigidità sui tassi, l'atteggiamento tedesco di fronte al persistere delle difficoltà, risveglia la profetica critica di Marx operata contro le posizioni intellettuali della classe dirigente tedesca dell'ottocento. I manuali di storia che sono seguiti a quelle critiche sono pieni dei drammi generati da questo atteggiamento ideologico.

Se in Italia la classe politica non è ancora cosciente della situazione drammatica e spera che il primo ministro Mario Monti riesca a trovare una strada d'uscita dalla crisi, salvando prima di tutti i partiti, in Germania, la presenza di un cinismo altrettanto politico che si preoccupa più delle imminenti elezioni interne che del salvataggio dei debiti pubblici dei paesi con cui condivide la propria moneta.