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Il Blog di Marco Zulberti

Il punto "zero" della classe politica

Ferruccio DeBortoliL'appello del segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani per un ritorno ad un governo politico dopo le elezioni della primavera del 2013, disorientato da un'eventuale secondo mandato al presidente del governo Mario Monti, mette in evidenza come l'attuale classe politica non abbia ancora compreso cosa la aspetta nel governo del paese e del Trentino nei prossimi dieci anni. Non bastano le epurazioni dei tesorieri, dei successori dinastici o dei candidati "velina", per dotare l'attuale classe politica di una cultura di buongoverno economico che in questi decenni non ha mostrato di possedere.

I mercati finanziari internazionali con le loro oscillazioni al cardiopalmo dello spread ci stanno dicendo proprio questo: gli italiani non s'illudano che il ritorno in campo della politica, intesa come la classe politica che ha governato l'Italia in questi decenni di decadenza produttiva e di bolla immobiliare, possa cancellare il debito di quasi 2.000 mld di Euro che pende sulle teste di ogni italiano. Non vi sono uscite di sicurezza facili, o rivoluzionarie come paventa il movimento Cinque Stelle, ma nemmeno rapidi ritorni della fiducia. L'Italia in assenza di piani di salvataggio serio del debito, di taglio intelligente delle spese, di nuovi investimenti infra-strutturali sostenibili, non riuscirà a trovare interlocutori affidabili utilizzando questa legge elettorale e la vecchia classe politica. Siamo al punto zero, come ricordava qualche giorno fa il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, non tanto della politica, che rimane l'arte più nobile della società umana quando è esercitata con equità e giustizia, quanto al punto zero della "classe" politica che continua nervosamente a osservare lo spread, come il termometro della propria febbre per tornare subito in campo. Non è così e lo devono capire. Lo spread se tornasse giù a 200 non indicherebbe alcuna guarigione, ma solo l'inizio di una lunghissima convalescenza che i mercati finanziari non saprebbero valutare e comprendere se non alla completa riabilitazione. Per questo è augurabile un ritorno della buona politica, ma con una nuova classe politica che in futuro, sfidata sui mercati internazionali, non potrà più prescindere dalla "tecnica" concreta e senza illusioni rappresentata dal rispetto del conto economico