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Il Blog di Marco Zulberti

Necessità di una liquidità alternativa

miniassegni cassa rurale

La crisi dei debiti pubblici di Grecia, Spagna e Italia, insieme al rifiuto della Germania di emettere Eurobond congiunti a questi paesi, sta determinando una gravissima crisi di liquidità che impedisce gli scambi commerciali e con esso la paralisi economica. A sua volta il gettito fiscale scende, le spese salgono e gli enti provinciali e comunali non sono più in grado di erogare nuovi investimenti che a loro volta paralizza le imprese. Ad aggravare il sistema i costi dei trasporti e dell'energia privano i cittadini di un ulteriore fetta di reddito costringendo tutti al risparmio. Il risultato è che sale la disoccupazione mentre più gente cerca lavoro e i giovani abbandonano la carriera scolastica. L'intero ciclo economico risulta bloccato da questa gravissima crisi della liquidità a cui dopo cinque anni non si è trovata altra soluzione che una forma estrema di austerity impostata dal governo tecnico di Mario Monti. Per questa impasse ciclica, in cui non si riesce a tagliare le spese, il debito pubblico italiano continua a crescere sfiorando i 2 trilioni di miliardi di Euro, come se non si fosse ancora chiuso il rubinetto dal quale fuoriesce tutta la liquidità residua dello stato.
Le soluzioni e le proposte della classe dirigente che vanno dalla spendine review, ai modelli di project finance, all'inasprimento dei controlli fiscali, promettono solo flebili risultati in quanto l'entità dell'evasione fiscale, anche se recuperata, non sarà sufficiente a far invertire la rotta al sistema.
Allora ci vengono in soccorso la storia e la letteratura come i romanzi di Israel Singer quando descrive ne I Fratelli Aschkenazi che a inizio novecento quando i mercanti erano a "corto di liquido", emettevano dei "biglietti di credito" stampigliati "con un sigillo" che poi erano accettati dagli artigiani come sarti, calzolai, droghieri e locandieri. Gli operai tedeschi occupati nelle tessiture riempivano così le botteghe e i negozi producendo una sorta di economia alternativa. Negli anni Settanta successe qualcosa del genere anche in Italia quando tutte le banche per combattere la scarsità di liquidità avevano emesso una quantità inverosimile di mini-assegni che venivano accettati da tutti. Erano i precursori dei buoni pasto e dei buoni benzina attuali.
Siamo in grado di mettere insieme queste esperienze del passato per dare vita ad un circuito alternativo di liquidità in cui i soggetti locali si riconoscono come emittenti di garanzie reciproche tra istituti bancari, amministrativi ed economici al fine di riattivare gli scambi commerciali?

L'idea è che si dovrà trovare una soluzione alternativa di fronte al dramma della liquidità non è un problema solo italiano, ma si ripete in Grecia e Spagna e l'intransigenza tedesca non permette di trovare una soluzione condivisa. In Inghilterra ad esempio il sistema bancario ha adottato un sistema analogo a quello americano allungano di le linee di credito alle imprese e in particolare con la novità di allungare le linee di credito al denaro elettronico come carte di credito e bancomat, in modo d'incentivare soprattutto la spesa di denaro elettronico e l'utilizzo delle carte in modo da combattere l'evasione.

In Italia che è il paese con il più basso utilizzo di carte, questa liquidità alternativa è relegata come dicevamo ai buoni pasto e ai buoni benzina. Allungare le linee di credito finalizzate alla liquidità elettronica favorirebbe ad esempio un riattivarsi degli scambi a partire da transazioni che limitano l'evasione. Stessa cosa negli scambi tra imprese e imprese e tra imprese e stato. Agli scambi virtuosi concedere più credito che non alle linee tradizionali. Forse è il momento che una sorta di task force mista tra tecnici e politici cominci a pensarci.