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Il Blog di Marco Zulberti

Quando la notte era notte. A favore del movimento "M'illumino di meno"

Italia sprecona

Da ragazzo giocavo a riconoscere nel cielo stellato della Val del Chiese le varie costellazioni, il Carro Maggiore, il Carro Minore, l'immensità della Via Lattea. Per le strade del mio paese v'era qualche rara lampadina che illuminava un "volt", un angolo estremo della strada, un angolo della piazza. Non v'erano lampioni, solo qualche filo che sosteneva delle lampadine di formato più grande al riparo dalla pioggia e dalle tempeste. Nei paesi la luce notturna era fioca come quelle di una candela e i borghi apparivano da chi li guardava dalla montagna grigi corpi di giganti addormentati tra i boschi con piccoli campanili che svettavano illuminati dalla luce della luna e delle stelle. In quei tempi i paesi nell'oscurità pulsavano di vita tra contadini che uscivano e entravano nelle stalle a tutte le ore della notte, le osterie dove sostavano giovani baldanzosi cantando le canzoni della grande guerra o dell'emigrazione, e vecchi incalliti giocatori di briscola e dediti al gioco della "morra".
Nei boschi riposavano mesti e addormentati caprioli, cervi, tassi, volpi, merli, passeri e le rondini dormivano sotto le tettoie fino ai primi raggi dell'alba.
Poi sono arrivate le normative degli uffici tecnici provinciali, le leggi sulla densità dei Lux e dei Lumen che dovevano essere calcolati per garantire una visibilità minima. Le lampade ai sali a basso consumo i finanziamenti provinciali, i grandi progettisti, i cavi elettrici, le centraline di distribuzione. Dalle lampadine siamo passati ai grandi lampioni di tutte le forme e colori. I paesi sono diventati grigi come il cemento, azzurri come ghiaccio, rossi come un incendiati, bianchi come un eterno inverno.

Me ne accorsi la prima notte che al mio paese accesero i quattrocento nuovi lampioni. Le rondini alle due del mattino cominciarono a cantare mentre io dovevo ancora andare a dormire. Anche l'equilibrio della natura era completamente saltato. Ma nessuno se ne accorgeva. E gli impresari, i tecnici e i politici, giù a farsi i complimenti sulla nuova illuminazione senza chiedere nulla alla popolazione che doveva solo applaudire come nei "soviet". Lo ha detto il partito che era un lavoro da fare: "eravamo fuori norma", "sai a Trento i tecnici ormai hanno detto che i parametri europei sono diversi. Se incontravi una persona conosciuta non la vedevi più in faccia se non a qualche metro di distanza. Nel frattempo le locande chiudevano, i vecchi scomparivano, le stalle venivano trasformate in garage, i lampioni illuminavano un deserto che avanzava e che i politici non vedevano.
Resisteva qualche vecchia lampadina chiara sotto qualche androne in qualche estremità del paese a ricordare quel vecchio mondo che scompariva.
Negli ultimi dieci anni mentre la crisi cresceva e qualche assessore "rompipalle" faceva interrogazioni nei consigli comunali sull'entità delle bollette elettriche per l'illuminazione, il numero dei lampioni è cresciuto a dismisura al punto che ogni angolo delle nostre valli è illuminato a giorno. Milioni di Lux e Lumen spezzano la notte di paesi vuoti e deserti, apparentemente senza vita, con osterie, negozi e alberghi chiusi per sempre.
Qui non si tratta più solo di salvare la natura dal ritmo circadiano del giorno e della notte, ma di cominciare a pensare a cosa è successo nella testa degli uffici tecnici comunali, di quelli provinciali nei progettisti e nelle classi degli amministratori comunali? Ma chi pensano di prendere per il sedere?
Paradossalmente la società civile può dire "svegliamoci", dato che non ci lasciano dormire.
Abbiamo infatti scoperto dalle foto satellitari, che l'Italia del Nord è la regione più illuminata al mondo. E' una notizia che non si vuol dare. Quella che vedete allegata all'articolo è una foto scattata nel cielo della Germania centrale. Si vede Monaco di Baviera e poi buio fino a tutta la dorsale tra Milano (che appare incendiata), Brescia, Verona e Venezia.ù

L'Italia vista dal cielo appare non la nazione con il terzo debito pubblico al mondo, ma una gigantesca metro-politica Las Vegas, una terra di balocchi dove vivono gli uomini più ricchi dell'Universo. A nome della società civile vorrei ringraziare la classe dei politici che ci governa e degli "illuminati" che la sostengono: almeno nell'universo siamo i primi.