Il Blog di Marco Zulberti

Doppio disorientamento. La crisi del debito sta mettendo in luce tutte le contraddizioni in cui è sprofondata la politica italiana eternamente in campagna elettorale ma assolutamente incapace di governare

Bersani Monti
Dopo il doppio papa, Francesco e Benedetto, il doppio governo, Monti e Bersani, il doppio presidente della repubblica Napolitano e quello nuovo che sarà eletto il 18 aprile, ora ci stiamo avvicinando anche alla doppia maggioranza con un potenziale governo di Partito Democratico e Partito delle Libertà. Dopo un ventennio di illusioni maggioritarie e governi stabili la crisi del debito sta mettendo in luce tutte le contraddizioni in cui è sprofondata la politica italiana eternamente in campagna elettorale ma assolutamente incapace di governare. Questo generale sdoppiamento dei ruoli che si sta verificando nelle istituzioni denuncia lo smarrimento del potere non solo politico, ma anche economico e spirituale, di fronte ad una crisi che costringe il medico a guardare la piaga su cui deve con grande sofferenza calare il suo bisturi. Nessuno in questi due decenni voleva credere alla diagnosi che era evidente fino a quando nel centrodestra si vendevano le spiagge e nel centro sinistra si urlava come i ragazzini "abbiamo un tesoretto".
L'urgenza della crisi, la sofferenza delle imprese e della società civile, devono costringere la classe politica e i suoi cantori nei media a rendersi conto che quello che superficialmente dagli "ultras" della politica viene chiamato inciucio, si deve invece descrivere come il governo del "risveglio", come il governo della presa di coscienza, come il governo di "emergenza nazionale".
Di fronte all'incoscienza emotiva e ingenua di Grillo, che si è trovato alla guida al suo movimento senza rendersene conto e senza mostrare senso di responsabilità, cosa resta da fare ai due partiti principali se non accordarsi su alcuni punti fondamentali e fornire di un governo di coalizione ad una Italia ormai stremata che in questi due mesi ha perso la speranza che aveva accumulato nel periodo pre-elettorale tra novembre e febbraio.
Allora invitiamo anche gli "ultras" dell'inciucio a smetterla di dire sciocchezze e a rassegnarsi della fine del modello bipolare e delle sue leggi elettorali. Negli anni settanta durante l'ultima grande crisi economica chi lavorava contro il compromesso storico erano gli estremisti di destra e di sinistra. Ci volle la marcia dei settantamila a Torino per uscire da quell'incubo di muro contro muro tra gli estremisti. Oggi chi non vuole l'accordo tra Partito Democratico e Partito delle Libertà assomiglia molto agli estremisti di allora, perché il nel 1989 il muro è caduto a Berlino e per uscire dalla crisi provocata dall'annessione della Germania dell'Est la Germania vide collaborare per anni la CDU della Merkel e l'SPD di Schorder.
L'uomo è un essere naturalmente sociale che fa della dialettica e della razionalità la base per la risoluzione dei problemi sociali e economici. Quanti sui media e nella classe politica lavorano contro ad un necessario accordo tra il Partito Democratico e il Partito delle Libertà non riconosce la profonda crisi del modello maggioritario nella cultura italiana, un popolo latino, a sangue caldo, ancora diviso, tra guelfi e ghibellini, tra bianchi e neri, oggi nelle curve degli stadi, che non sa rispettare l'avversario che lo ha sconfitto e non sa riconoscere le qualità dei migliori, che brucia Giordano Bruno sul rogo e obbliga Galileo Galilei a giurare che la terra è piatta.
Se l'Italia è ancora ferma a quelle sciocchezze, spazzate via dalla scienza e dalla storia, si deve guardare fuori con una economia ormai globale che "eppur si move", l'Italia imploderà demolita dalle nostre incomprensibili scaramucce interne alla classe politica e agli stessi media che la alimentano.