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Il Blog di Marco Zulberti

Incontri Tra Montani: Economia e montagna, un rapporto da ripensare

Alberto Quadrio Curzio

Alla vigilia dell'11° Festival dell'Economia di Trento incentrato sul tema "I luoghi della crescita", si è tenuto a Sondrio una giornata di studi dedicata alla "Governance istituzionale delle comunità alpine fra autonomie e macro regioni", organizzata dal gruppo ITM - Incontri"Tra Montani" in collaborazione con la Società Economica Valtellinese, il Centro ricerche d'analisi economiche e sviluppo economico internazionale (CRANEC) e l'Università Cattolica di Milano.
Da sempre luogo d'emigrazione la montagna negli ultimi cento cinquant'anni è diventata luogo di crescita protagonista di un rilancio della sua economia grazie non solo a fenomeni come il turismo, lo sci e l'alpinismo, ma anche allo sfruttamento delle acque che ha favorito l'artigianato del legno, le piccole industrie, la produzione di energia idroelettrica, fino all'agricoltura, l'allevamento, e al forte sviluppo dei trasporti.
Ma nell'ultimo decennio l'esplosione dell'economia globale con il commercio su internet e l'applicazione dell'economia di scala che favorisce soprattutto l'interscambi con volume elevati, sta mettendo in crisi questo luogo della crescita, che ora deve affrontare problematiche come i costi dei trasporti, i costi dell'energia, l'elevato carico fiscale e la naturale bassa produttività ed efficienza dell'agricoltura montana.
A questi temi hanno così cercato di rispondere gli interventi del convegno a Sondrio aperti dall'economista Alberto Quadrio Curzio che ha fissato in quattro punti la necessità di progettare un percorso istituzionale di sviluppo economico per la montagna e le sue comunità per confrontarsi con questa trasformazione dell'economia globale, definita come 4.0, che parte dalla Green Economy, o dei Big Data, con tutte le sfide istituzionali che a partire proprio dal referendum sulla costituzione italiana con la riforma dell'articolo quinto imporrà anche alle autonomie montane.
Da sempre attento al territorio valtellinese Alberto Quadrio Curzio ha ricordato il dominio delle Tre Leghe dei Grigioni sulla vallata, molto simile a quello tirolese sulla regione trentina, in cui il rapporto tra territori e autonomia è soprattutto un rapporto giuridico, inteso come accordo riconosciuto dalle leggi vigenti da parte del governo centrale sui territori.
Sia che il referendum passi o non passi il responso popolare, comunque i territori montani devono prepararsi ad aprire tavoli di trattativa con i governi regionali, soprattutto in quei casi d'eccezione che prevede un territorio interamente montuoso e un confine degli, ormai ex territori provinciali, con stati esteri come Svizzera, Austria, Francia e Slovenia. Osservata da questa prospettiva il nuovo quadro giuridico che per il Trentino Alto-Adige corrisponde alla stesura del nuovo Statuto dell'Autonomia, per il Trentino, ormai staccato da Bolzano vede l'assenza del criterio del confine territoriale con l'Austria. Quando la regione Trentino Alto Adige aveva ottenuto l'autonomia la aveva ottenuta in quanto regione unita e non come province divise come oggi. Per questi principi nella nuova costituzione la Valtellina ha più possibilità del Trentino di ottenere uno statuto di Autonomia.
E queste autonomie hanno anche un forte e importante rapporto con il mondo del credito, anch'esso in profonda trasformazione. In una situazione di fortissima ristrutturazione del credito cooperativo popolare, perdere a favore dei campioni nazionali il controllo del credito locale rappresenterà un cambiamento epocale per le vallate montane. E su questo tema Alberto Quadro Curzio ha insistito consigliando di trovare un modello di collaborazione tra le istituzione locali del governo del credito.
Da sottolineare inoltre le ricerche di Maria Chiara Cattaneo, autrice di un rapporto "Alps Benchmarking report" che mette in confronto i dati economici delle varie province montane di tutto l'arco alpino. Ricerca d'importanza cruciale perché oggi senza i dati economici ogni discussione appare virtuale e destinata al fallimento, come ci hanno insegnato le drammatiche crisi sul debito pubblico di questi anni.
Fondamentale e chiarificatrice anche la relazione di Francesco Montemurro dell'Istituto Ricerca Economico Sociali del Piemonte incentrata sulla evoluzione delle forme associative dei piccoli comuni nell'arco alpino, presentando dati che gli stessi politici trentini non hanno mai consultato. In questa fase ad esempio il Trentino è la regione che spendeva meno nella gestione dei comuni e paradossalmente quella che ha accelerato le fusioni, senza una necessità effettiva rispetto alle altre regioni. Anzi in alcuni casi il sistema premiante messo a disposizione delle comunità che si fondono se da una parte cala le spese, dall'altra aumenta le spese per i finanziamenti a lungo termine.
A questo tema si è collegato l'interevento di Giancarlo Maculotti della Val Camonica che ha spiegato le difficoltà nei nuovi comuni nella rappresentanza delle piccole comunità, giungendo alla proposta dell'istituzione del pro-sindaco in rappresentanza delle comunità che si sono fuse Il Convegno poi si è concluso con l'intervento di Luca della Bitta, Presidente della Provincia di Sondrio e del senatore Enrico Borghi del Partito Democratico. Sviluppando un lungo ragionamento sulla diversità di trattamento istituzionale tra le comunità alpine italiane si augura che passi la riforma costituzionale, per reimpostare tutta la situazione economica montana delle Alpi, con un occhio particolare alla crisi che l'economia di scala impone alla montagna perché non diventa una terra di boschi e di vecchi. In questo contesto un diverso trattamento fiscale per le aree montane più particolari andrà pensato.
Pensando al Festival dell'Economia di Trento che si sta aprendo nelle prossime ore è emersa così anche la proposta di un Festival dell'economia di montagna", rammarica solo che in un convegno così importante tenuto in una terra, del tutto vicina e simile a quella trentina, vi fosse presente un solo trentino, il sottoscritto, sintomo di una mancanza di sensibilità nel momento cruciale che la riforma costituzionale sta per introdurre anche nella nostra autonomia.