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Il Blog di Marco Zulberti

Referendum, se passa il Sì verso un accentramento di poteri e rischi per le realtà a Statuto Speciale. Dal blog di Marco Zulberti

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Cari Amici,
ieri sera qui in Statale a Milano il prof. Onida ha parlato del pericoloso accentramento di poteri che causerà il referendum se passasse il Sì, eventualità che diventerà remota se tutti collaboriamo a comunicare le nostre perplessità.

Un passaggio del suo intervento ha riguardato infatti le regioni a Statuto Speciale, che non è affatto vero che non verranno intaccate dal referendum.

Dopo il Sì, gli statuti regionali speciali, doranno essere tutti riscritti e constatare la riforma, "centralista", che passa con il Sì.

Per la riscrittura vi saranno tempi brevi e nel caso le componenti locali non trovino un accordo (in Alto Adige lo troveranno subito mentre per quello Trentino, immagino che saranno due alla fine gli statuti, uno per provincia/ormai regione, litigheremo senza ombra di dubbio), la materia diventerà compentenza del governo centrale.

E qui con il governatore della Toscana Rossi in agguato dopo quello che ha detto del Trentino e della sua sanità, viene qualche timore.

Per cui non è nemmeno vera la favola che le regioni a statuto speciale non verranno toccate.

Era lo stesso messaggio che aveva dato Quadrio Curzio a maggio in Valtellina, terra che ambisce a prendere l'autonomia che oggi è dedicata al Trentino, che verrà sottoclassificato allo stato della Val Camonica, "interamente montano ma non confinante con stato estero", principi che hanno invece le province Alto Adige e Valtellina.

A questo punto mi chiedo: come posso da autonomista storico, consapevole dei vantaggi che offre in ogni periodo della storia l'autonomia, votare perchè il processo di autonomia si fermi nelle altre regioni e nello stesso tempo devo rimettere in discussione anche il mio?

Come possono votare Sì a favore del centralsimo per le altre regioni, quelli che conoscono i valori delle autonomie regionali, progetto tralaltro dirottato dalla legge truffa del 1953 che interruppe il processo federale italiano per paura del comunismo?

Perchè io, autonomista storico, devo votare che le altre regioni ricadano sotto un progetto centralista?

Per il" fallimento" dell'articolo V mi si dice e non tocchiamo gli infiniti altri argomenti che tocca il referendum.

Ma è il contrario. Se qualche regione ha governato male accumulando debiti come il Piemonte, il Lazio e la Sicilia, questo non nega il valore federalismo che invece corre in Svizzera, Stati Uniti, Germania, Spagna e la stessa Inghilterra?

Che le regioni (quasi tutte governate dal PD) che hanno accumulato debiti falliscano come fallì la California.
Dove finiranno i debiti di quelle regioni dopo che passa il Sì?
Tornano a Roma ingrossando il debito statale già ai record?

Forse con questa lettura comprendo che in Trentino chi vota Sì sono proprio quelli importati che non conoscono il "grund" dell'autonomia storica trentina (che non è di sinistra)
e anche il rischio che il passaggio di questo referendum può avere per la nostra storia.

Per questo voterò NO, proprio per un progetto sbagliato che non comprende come l'assetto nazionalistico, nell'era dell'Europa unita e del mercato globale, dove vincono i distretti, è un assetto sbagliato che farà regredire l'Italia al medioevo.

Anzi in alcune province sta già arrivando.

Disposto a parlarne e discuterne fino alla fine, attendo se volete vostre controindicazioni.

Ma dal NO non mi sposto, troppo rischio per il mio Trentino.