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Notizie val Rendena

Pinzolo non è assolutamente un paese malato. La lettera del Sindaco Cereghini ai giovani

giorgio il fornaio 2

Ha suscitato molto clamore la lettera inviataci da un gruppo di ragazziieri. La  "Chiusura notturna di Giorgio il Fornaio, sintomo di un paese malato" ha raccolto in poco più di un giorno oltre 10mila visite. Oggi la risposta del Sindaco di Pinzolo Michele Cereghini che pubblichiamo qui sotto integralmente.

La decisione di Giorgio il fornaio di limitare l'apertura del negozio alle sole ore diurne ha suscitato molte reazioni e ha aperto diverse questioni. Pur non essendo conseguenza di un'ordinanza comunale, spinto anche dalla lettera di protesta dei giovani pinzoleri, credo sia corretto un mio intervento per fare chiarezza su questa vicenda e per argomentare alcuni dei temi toccati, che ho particolarmente a cuore. Non nego, poi, che quando sono i giovani a prendere la parola, una fiamma mi si accende dentro e proprio la loro lettera mi dà la sicurezza di affermare che il paese di Pinzolo non è assolutamente un paese malato.
Vorrei sgombrare fin da subito i dubbi sul fatto che dietro alla chiusura notturna del locale ci sia una scelta amministrativa. Il titolare dell'attività ha preso la propria decisione in autonomia per vari motivi, sicuramente inaspriti dalle lamentele per la confusione notturna e le conseguenti chiamate alle forze dell'ordine. So che, da imprenditore moderno ed accorto, sta ponderando le modalità più favorevoli per gestire bene sia la sua attività che la situazione, e continuare così ad offrire il suo apprezzatissimo servizio notturno. Lavorare di notte è già un impegno gravoso, se poi vengono a mancare tranquillità e serenità, diventa insostenibile. Gli attestati di simpatia che ha ricevuto dalla comunità sicuramente lo affiancheranno nelle sue scelte.

Ma è soprattutto sui ragazzi che mi voglio concentrare, consapevole delle novità importanti portate dalla mia amministrazione, per permettere a questo paese di ritrovare una vivacità capace di gratificare i giovani. Tanto per essere concreti, mi riferisco alla realizzazione di opere frutto delle precise richieste dei ragazzi locali: il bar Bocciodromo e lo skatepark, aperti quest'estate, e il biolago, che sarà pronto l'anno prossimo.
La necessità di vita e animazione non deve, però, sfociare nella maleducazione e nella confusione.
Il diritto al riposo deve essere garantito ovunque ci si trovi, località turistica o luogo di residenza che sia, e credo che un giusto equilibrio tra divertimento ed educazione possa permettere a questa comunità di soddisfare sia la voglia di svago sia la necessità di riposo.
Trovo quindi ingiusto il messaggio che si vuole far passare della nostra comunità: una comunità anti-lavoro, anti-innovazione e anti-turismo.
Non sono poi così vecchio e ho ancora la freschezza per comprendere il punto di vista dei giovani. Stiamo lavorando sodo per favorire uno sviluppo turistico, economico ed occupazionale, in modo che i ragazzi siano nelle condizioni di affermasi un domani come imprenditori, senza dover scappare dopo aver ottenuto un titolo di studio. Ora ci impegneremo per trovare una soluzione alla questione "Giorgio il fornaio" ma allo stesso tempo aiutateci, e aiutatevi, non mettendo i gestori nella condizione di dover chiudere per sfinimento. Il divertimento non deve mai dilagare in maleducazione e neppure in mancanza di rispetto.
Concludo rivolgendomi proprio ai giovani: ho una grande considerazione personale di voi e sono convinto che da voi, solo da voi, possa partire quel cambiamento culturale che ci consenta di rimanere competitivi a livello turistico. Per questo sottoscrivo in pieno il vostro appello: partecipate alle vita politica, amministrativa e sociale della comunità! Non abbiate mai paura di dire la vostra! Lo avete scritto voi che con l'educazione tutto è possibile e vedrete che con l'educazione saprete essere protagonisti del vostro futuro e del futuro della vostra comunità!

Michele Cereghini

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