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Biodigestore di Carisolo, non si farà. La lettera del Sindaco Arturo Povinelli

lettera biodigestore carisolo

«Cari Concittadini,
In queste settimane la nostra Comunità ha vissuto momenti di forte emotività e preoccupazione per la richiesta, avanzata da un privato (Società Paraboschi/Nella), di realizzare un piccolo impianto di biodigestione, alimentato da liquami/letami e scarti della lavorazione zootecnica locale, presso la storica azienda agricola di Carisolo». Inizia così la lettera di Arturo Povinelli, sindaco di Carisolo inviata ai propri concittadini per informarli delle novità sul progetto di realizzazione del biodigestore. 

Pur ribadendo e argomentando la bontà del progetto nella lettera il sindaco di Carisolo mette in luce il percorso fatto, fino a giungere all'incontro con l'imprenditore che voleva realizzare l'opera: ln questi giorni ho ascoltato tutte le istanze, ho parlato con molti di voi, ho valutato ogni ulteriore aspetto di questa vicenda e, da ultimo ho incontrato il Sig. Vanoli a cui ho rappresentato la situazione per come è, evidenziando come buona parte della Comunità non sia pronta a comprendere fino in fondo la bontà e l'efficacia del progetto presentato e quindi ad accettarlo.
Il Sig. Vanoli ha dimostrato buon senso e, con un gesto elegante che gli va riconosciuto, dopo un lungo confronto con il Sindaco, con amarezza ma senso di responsabilità, ha deciso di ritirare la propria domanda di realizzazione di questo biodigestore». 


Quindi no biodigestore a Carisolo.

Ma il problema letame e liquami rimane: «Questo gesto va di certo a rasserenare gli animi della nostra Comunità, ma lascia aperto il problema dello smaltimento dei liquami/letami della sua azienda (e di altre) e non risolve le conseguenti problematiche ambientali che, quanto prima, dovranno essere affrontate» la conclusione del primo cittadino.

Qui sotto la lettera integrale 

«ll primo dovere di un cittadino eletto sindaco e, quindi, principale responsabile della comunità, è difendere il metodo democratico nelle scelte e nelle decisioni, mettendo al centro il bene comune. Queste scelte vanno sempre assunte prendendo in considerazione informazioni appropriate e non improvvisate, tenendo conto del parere della popolazione che, però, può essere basato su informazioni frettolose e derivanti da fonti non attendibili.
Molto spesso si sbaglia anche quando riflettiamo prima di scegliere; se non riflettiamo e lasciamo le decisioni a chi urla di più e eccita l'emotività della gente i nostri errori sono destinati ad aumentare.
In un tempo di esigenze epocali di tutela dell'ambiente e di risparmio energetico un impianto di biodigestione, tramite la fermentazione del letame (in una struttura di cemento chiusa e priva di ossigeno), permette di ricavare gas naturale (metano) che, a seguito di combustione, genera a sua volta energia elettrica e calore da immettere in rete.

L'energia elettrica prodotta è destinata alla distribuzione sul territorio mentre parte del calore viene ceduto gratuitamente al Comune per le esigenze di riscaldamento delle strutture della zona sportiva e delle scuole primarie.
L'innovazione tecnologica può generare anche vantaggi in termini di posti di lavoro qualificati per l giovani e spesso le tecnologie comportano miglioramenti nella qualità della vita.

Ciò che resta dopo la fermentazione del letame è un prodotto del tutto simile al "letame secco" e che, tecnicamente, viene chiamato "digestato"; a sua volta il digestato (sia nella forma solida che liquida) viene impiegato come fertilizzante sul campi nel corso dell'anno e nel rispetto di regole precise.
Quanto proposto dal privato è pertanto un progetto che permette importanti vantaggi alla Comunità, fra cui il quasi totale abbattimento degli odori, la scomparsa di depositi di letame, l'utilizzo gratuito di calore e una migliore gestione dei fertilizzanti naturali sulla nostra campagna, con possibilità di culture più ricche e variegate.
La domanda dell'imprenditore ha già ottenuto i pareri favorevoli da parte degli uffici tecnici della provincia, sia dal punto di vista agronomico che paesaggistico e il consiglio comunale, preso atto di questi pareri, dovrà esprimersi solo in merito al rilascio del permesso per costruire.
La vicenda è stata oggetto di approfondita informazione durante la riunione (aperta al pubblico) del Consiglio comunale del 21 settembre 2016 cui è seguito un sopralluogo ad un impianto simile in provincia di Torino da parte del consiglio comunale nel mese di ottobre (con la presenza di consiglieri di maggioranza e minoranza).

ll Sindaco, a sua volta, ha dato ulteriore e dettagliata informativa nella riunione annuale con la popolazione convocata lo scorso 16 dicembre anche se, in effetti, oltre ai rappresentanti delle associazioni di Carisolo, vi è stata scarsa partecipazione.
Con lo scopo di condividere quindi con chiarezza le scelte, il Sindaco e l'Amministrazione comunale hanno convocato una riunione informativa pubblica che si è tenuta nella sera del 4 aprile scorso con la presenza di esperti del settore e tecnici della provincia che hanno cercato di illustrare l'argomento e rispondere alle numerose domande poste.

Purtroppo, a causa della non corretta informazione circolata nelle settimane precedenti alla riunione del 4 aprile, molti ritengono che questo biodigestore porti maggiore inquinamento e, fatto ancor più preoccupante, che possa nuocere alla salute delle persone e degli animali per improbabili malattie.

Con questa lettera si intende ribadire, con fermezza, che è stata scientificamente dimostrata la falsità di queste tesi (diffuse soprattutto in internet) circa la possibilità di danni alla salute causati da questo tipo di impianti a biogas. Purtroppo oggi si tende a credere maggiormente a quanto si legge genericamente in internet che a quanto dimostrato scientificamente da studi seri ed approfonditi.

Se, da un lato, pur non condividendoli, posso comprendere i timori della popolazione per questo tipo di impianti (da decenni presenti in altri territori a noi vicini e anche in zone ad alta vocazione turistica), dall"altro, mi ha stupito l'atteggiamento di sfiducia che alcuni hanno dimostrato nei confronti del Sindaco e dell'intera Amministrazione Comunale, che ha vagliato (e sta vagliando) ogni passo con tutte le attenzioni possibili.

Durante la riunione informativa del 4 aprile sono stati richiesti chiarimenti, anche di tipo tecnico, che meritano un corretto confronto. Purtroppo in quella riunione abbiamo anche assistito a comportamenti poco civili da parte di alcuni che hanno compromesso il buon esito della serata e impedito, a molti che erano là per informarsi, di potersi costruire una idea corretta.
ll processo democratico di una Comunità si fonda sull'attribuzione della delega che ci avete riconosciuto al momento del voto e, pur apprezzando anche momenti di confronto aperti, va ricordato che le responsabilità delle scelte amministrative resta in capo ai delegati e non deve mai prevalere chi grida, solo perchè grida!
Fra l'altro vi è un tema molto importante che viene ancora prima del biodigestore e che è il rapporto, in generale, fra agricoltori e territorio e che andrà urgentemente affrontato.

Non scegliamo, infatti, tra un ambiente incontaminato o un ambiente con la presenza di stalle, con liquami da smaltire; scegliamo, invece, tra la presenza di un'agricoltura ad evidente impatto ambientale che c'è già da tempo (e a cui anche la Famiglia Vanoli ha cercato negli anni di porre rimedio), e modi diversi di affrontare i suoi effetti sull'ambiente.
Un'altèrnativa moderna è quella dei biodigestori i cui vantaggi sono scientificamente vafidafl.

ln questi giorni ho ascoltato tutte le istanze, ho parlato con molti di voi, ho valutato ogni ulteriore aspetto di questa vicenda e, da ultimo ho incontrato il Sig. Vanoli a cui ho rappresentato la situazione per come è, evidenziando come buona parte della Comunità non sia pronta a comprendere fino in fondo la bontà e l'efficacia del progetto presentato e quindi ad accettarlo.
Il Sig. Vanoli ha dimostrato buon senso e, con un gesto elegante che gli va riconosciuto, dopo un lungo confronto con il Sindaco, con amarezza ma senso di responsabilità, ha deciso di ritirare la propria domanda di realizzazione di questo biodigestore. .
Questo gesto va di certo a rasserenare gli animi della nostra Comunità, ma lascia aperto il problema dello smaltimento dei liquami/letami della sua azienda (e di altre) e non risolve le conseguenti problematiche ambientali che, quanto prima, dovranno essere affrontate.
Certo di aver aiutato a chiarire questa vicenda e invitando tutti, per l'avvenire, ad evitare di trarre conclusioni affrettate, che non aiutano lo sviluppo della comunità e la ricerca di un futuro migliore per i nostri figli, vi saluto cordialmente.

Arturo Povinelli Sindaco di CArisolo

Commenti   

 
+5 #1 GABRIELE 2017-04-18 19:25
POVERO MONDO!
POVERI CITTADINI CHE SI SON SCELTI UN SINDACO TANTO DISINFORMATO QUANTO ANACRONISTICO!

OPPONETEVI SE VOLETE SALVARE LA VALLE E IL TURISMO!
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