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Notizie val Rendena

Tassa di soggiorno appartamenti in val Rendena. Necessario sospendere questa patrimoniale iniqua ed aprire un tavolo di confronto. Lo sostiene il Comitato No tassa ingiusta

val Rendena 2016 

In previsione dei prossimi incontri pubblici il Comitato NO TASSA INGIUSTA indice una riunione per assumere una posizione comune sabato 25 marzo ore 16,30 presso la Casa della cultura di Pinzolo.
Come è ormai noto, con un provvedimento di fine anno, passato praticamente sotto silenzio, la Giunta Provinciale ha stabilito, per l'anno 2017, una sproporzionata tassa per gli appartamenti concessi in locazione ad uso turistico che varia da 25 euro all'anno per posto letto a ben 50 euro per posto letto sia per chi affitta per una settimana sia per chi affitta per tutto l'anno.
Inoltre la Giunta provinciale, su incomprensibile richiesta dell'APT, con il parere del Comitato Esecutivo della Comunità delle Giudicarie (verbale di deliberazione n 172 del 15 dicembre 2016), senza nessun confronto con gli interessati, ha deliberato, per l'ambito ambito Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena, l'applicazione della cifra massima di 50 euro a posto letto, a differenza di tutti gli altri ambiti del Trentino per i quali la cifra è rimasta quella minima di legge di 25 euro.
Di fatto questa tassa è una vera e propria tassa patrimoniale che si aggiunge alle pesanti tasse sulla casa che in questi anni il Governo ha imposto. Questo provvedimento rischia di mettere in crisi il turismo extra alberghiero soprattutto nei piccoli paesi e nelle zone minori che sono equiparate alle grandi stazioni.
Il metodo di pagamento della nuova tassa di soggiorno, contrariamente a quanto avveniva per lo scorso anno anche per gli alloggi turistici, è assolutamente ingiusto e penalizzante. Infatti tutte le altre categorie del turismo versano la tassa solo se hanno avuto ospiti e non sono penalizzate se non ospitano. Inoltre possono recupere la tassa, come sostituti d'imposta ai sensi dell'art. 64 del DPR n.600/1973, facendola pagare agli ospiti come succede anche nelle maggiori città turistiche: Venezia, Verona, Firenze, Cortina, Sestriere ecc.
Fino allo scorso anno per gli alloggi turistici: "L'imposta provinciale di soggiorno era dovuta da ogni persona che pernottava nelle strutture ricettive ubicate nel territorio provinciale e si applicava in base al numero di pernottamenti. Nel caso di soggiorni di durata superiore a 10 notti consecutive presso la medesima struttura ricettiva, l'imposta era corrisposta nella misura di 10 pernottamenti. Erano inoltre esenti i pernottamenti di persone di età inferiore ai 14 anni."
Il nuovo sistema invece ha praticamente trasformato l'imposta di soggiorno in una tassa patrimoniale che si è obbligati a pagare indipendentemente dal fatto che si affitti o meno.
Il recupero della tassa a carico del proprietario-gestore dell'appartamento mediante incremento del canone, come sembra suggerire l'assessorato al turismo proponendo di "traslare" l'importo sui turisti al fine di "recuperare" l'imposta stessa (il virgolettato è presente all'interno del comunicato originale dell'Ufficio Stampa della PAT n.154 del 27/01/2017) , la rende reddito imponibile, su cui si pagano le tasse trasformandola quindi nella sostanza in una "tassa sulla tassa".
Infine questa imposta indebolisce la concorrenza tra zone turistiche simili perché penalizza la Val Rendena rispetto a tutto il resto del Trentino.
Con il prevedibile aumento degli affitti si corre il rischio di andare "fuori mercato" rispetto anche a zone limitrofe e di colpire indirettamente anche il settore commerciale e il resto dell'economia turistica in un momento difficile per un comparto che invece avrebbe bisogno di maggior unità e coinvolgimento di tutti gli operatori di tutti i settori, compreso l'extralberghiero.
Per questi motivi non è intenzione del Comitato contrapporsi ad altre categorie, che pagano la tassa rivalendosi sull'ospite, e, nemmeno alla Comunità di valle e all'APT, dalla quale si vorrebbe solo un maggior confronto e coinvolgimento, in particolare per sapere perché siamo l'unico ambito ad aver applicato l'imposta di 50 euro, quanto si pensa di raccogliere e come verranno usate queste risorse.
In conclusione si chiede che nel confronto pubblico con la popolazione ci sia la presenza dell'assessore provinciale al turismo Michele Dallapiccola e di tutti i responsabili di questa scelta affrettata, impraticabile e non equa che rischia di avere l'effetto contrario a quanto ci si propone. Si chiede inoltre di sospendere questo provvedimento ingiusto e aprire un tavolo di confronto tra tutte le parti interessate (analogamente a quanto fatto per i deflussi minimi vitali).
Il Comitato promotore invita i proprietari degli alloggi ad aderire al Comitato NO TASSA INGIUSTA partecipando alla riunione del 25 marzo 2017 alle ore 16,30 presso la sala della cultura di Pinzolo e, per chi non lo avesse ancora fatto, inviando l'adesione tramite e-mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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