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Notizie val Rendena

Val Rendena, anche senza la neve gli alberghi tornano all'utile. L'analisi d oltre trecento bilanci effettuata da Scouting per conto di Cassa Centrale Banca conferma il buon andamento dell'industria alberghiera

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In un inverno avaro di neve gli albergatori possono sorridere. Grazie alla neve programmata e alla qualità delle strutture, il bilancio economico della gestione alberghiera torna all'utile dopo anni di segni meno.

Se ne è parlano nell'ambito di un convegno promosso a Madonna di Campiglio, Centro Rainalter, dalle Casse Rurali di Pinzolo e Adamello Brenta e moderato da Francesca Maffei, dal titolo un po' provocatorio: "C'era una volta la neve...", a cui hanno partecipato numerosissimi operatori economico della valle.

Per Roberto Simoni, presidente della Cassa Rurale di Pinzolo, occorre chiedersi come il settore possa evolvere, anche in considerazione del cambiamento climatico che negli ultimi anni ha costretto gli operatori a fare i conti con la pioggia in estate e la mancanza di neve in inverno.

Una analisi approfondita dei bilanci 2015 effettuata dalla società Scouting - commissionata da Cassa Centrale Banca per conto delle Casse Rurali Trentine - denota una ripresa netta di fatturato negli ultimi anni.

In particolare – ha affermato Fabio Grazioli di Scouting - nel comprensorio della Valle Rendena cala leggermente il tasso di occupazione dei posti letto, che passa dal 54% del 2014 al 53% del 2015, ma in compenso cresce il fatturato medio, che sale dai 713 mila euro del 2014 ai 747mila euro, rispetto ai 708mila euro della media provinciale.

In generale la qualità degli alberghi a quattro stelle permette una migliore occupazione delle stanze.

In Val Rendena nel 2015 sono cresciute le presenze del 6,2% (in Trentino +2,9%), i ricavi del 4,7% e il margine del 7,6%. Questo per effetto di una accorta gestione dei costi e di un minor ricorso all'indebitamento per finanziare gli investimenti.

Dati che trovano riscontro anche nella rilevazione delle presenze effettuata dalla Apt di valle.

Per Matteo Bonapace dell'Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, dopo un dicembre fiacco (con l'eccezione di Madonna di Campiglio), il turismo dello sci si è ripreso a gennaio e febbraio, con una crescita delle presenze in valle rispettivamente del 13,2 e 2,3% sull'anno precedente. Si assiste in generale ad una crescita negli ultimi anni, con una stagione estiva limitata ai mesi di luglio e agosto. Se l'estate la Rendena è meta preferita dei turisti italiani, in inverno sono gli stranieri a riempire gli alberghi, pur con una costante ripresa di italiani negli ultimi tre anni.

Tuttavia non è possibile fermarsi ai dati positivi sul turismo. Il convegno ha provato a immaginare nuovi scenari per il futuro.

Per la presidente della Cassa Rurale Adamello Brenta Monia Bonenti occorre interrogarsi sulla visione di sviluppo del territorio, che trova nell'ambiente naturale il suo maggiore tratto distintivo da valorizzare in chiave turistica.

Maurizio Rossini, amministratore unico di Trentino Marketing, punta alla necessità di mettere a frutto gli investimenti fatti nel settore, che dovranno creare valore su tutto il territorio.

E la prof.ssa Maria Della Lucia, docente del Dipartimento di Economia dell'Università di Trento, ha parlato in maniera esplicita di sostenibilità ambientale, riportando i dati di una ricerca effettuata su cinque grandi aree alpine. Il Trentino è una delle regione che ha saputo sfruttare in maniera positiva le proprie risorse naturali.

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