Parco Naturale Adamello-Brenta, per la presidenza Joseph Masè o Antonio Caola?

Parco Naturale Adamelo Brenta - La sede di Strembo

Chi sarà il quarto presidente del Parco Adamello-Brenta? L'interrogativo è legittimo. Visto che con la conferenza dei sindaci della Val Rendena della scorsa settimana si sono aperti ufficialmente i giochi al toto candidato. In pole position, due rendenesi: l'uscente Antonio Caola, e il neo sindaco di Giustino Joseph Masè.

Il primo a fine corsa e non più ricandidabile - a meno che ad avanzare la sua candidatura sia un comune diverso da quello di Pinzolo - spalleggiato dai comuni della bassa valle. Il secondo, sostenuto dalle amministrazioni vicine al centro capoluogo, con Pinzolo che ha accantonato definitivamente l'ipotesi della ricandidatura Caola, e aperto a una figura che - ha detto il sindaco Michele Cereghini - sarebbe opportuno fosse scelta tra gli amministratori.
Un'indicazione che diminuisce le speranze del presidente uscente Antonio Caola, che per potersi riproporre, questa volta, dovrebbe poter contare sulla sponsorizzazione di un comune diverso da quello che l'ha proposto nel 2010 e che apre alla possibile investitura del primo cittadino di Giustino Joseph Masè. Per cui, il giovane avvocato e amministratore, ha dato la propria completa disponibilità. Per ora, dunque, sono due rappresentati rendenesi i papabili alla carica che fu di Carlo Eligio Valentini, Antonello Zulberti e infine dell'uscente Caola. Valentini, il primo presidente ha guidato l'ente dall'1988 al 1994. Zulberti dal 1995 al 2010. Antonio Caola ricopre l'incarico dal 2010. Tutti e tre sono espressione della val Rendena che dalla costituzione dell'ordinamento dei parchi naturali ha sempre nominato un suo rappresentante come un diritto.
Una consuetudine fino a ieri incontestata, di cui l'ex consigliere provinciale dei Verdi e vicepresidente della Comunità delle Giudicarie Bombarda fa sapere che non esiste nessuna legge scritta per cui debba essere perpetuata. "Anche se – dice Bombarda – mi rendo conto che i comuni rendenesi che hanno la maggioranza, difficilmente permetteranno di lasciare la presidenza a un delegato del Chiese o della val di Non". A tal proposito, il vice presidente della Comunità di Valle ricorda le forti resistenze trovate nel 1988 quando la scelta della sede del parco avrebbe dovuto trovare posto nel rappresentativo castello di Stenico (la prima assemblea del Parco il 2 ottobre del 1988 avvenne proprio nei saloni del maniero di Stenico un tempo sede di capitanato e centro amministrativo della giustizia in Giudicarie), ma che la forte contrarietà della Rendena obbligò a ripiegare su Strembo".

Bombarda non fa dunque una questione di principio che il nuovo presidente del Parco Adamello-Brenta possa essere o memo autoctono della val Rendena. E nemmeno che il responsabile che si andrà a eleggere debba avere o meno determinate competenze scientifiche. "Per questo il presidente è efficacemente supportato dal comitato scientifico e dal direttore". "Piuttosto – spiega l'ex esponente dei Verdi – chi prenderà in mano le redini del Parco deve essere un soggetto di mediazione e avere un'approfondita conoscenza del territorio". In questo senso – dice Bombarda – mi sembra che il presidente uscente Antonio Caola abbia dimostrato di essere in possesso di tutti e due di questi requisiti. Masè, quindi, da una parte. Caola, fuori gioco per l'Alta Rendena, ma ancora in corsa per i responsabili della Comunità e per un numero non precisato di comuni rendenesi (lui sostiene nove su 12), sono quindi - almeno per ora - gli unici due contendenti alla poltrona del Parco. Quasi tutti i comuni hanno comunicato alla Provincia i nomi dei loro delegati per la nomina del comitato di gestione dell'ente naturalistico di cui si è intenzionati a inserire nel logo anche "Dolomiti". Entro le prime settimane di settembre la convocazione dei nuovi eletti a cui, salvo l'arrivo qualche outsider, spetterà la scelta: Caola o Masè.