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    Martedì, 18 Dicembre 2018 21:01

Rapporto Orso 2016: ancora sostanzialmente stabile la popolazione in Trentino. Stimata la presenza tra i 49 e i 66 esemplari

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E' sostanzialmente stabile - attorno ai cinquanta-sessanta esemplari - la popolazione di orsi bruni in Trentino, nel 2016. In particolare a fine anno erano sicuramente presenti sul territorio provinciale 38 orsi tra adulti (22) e giovani (16), cuccioli dunque esclusi. Sempre nel corso del 2016, si sono registrate tra le 6 e le 11 nuove cucciolate, per un totale di 11-18 cuccioli.
Considerando come possibile la presenza anche di un massimo di 10 individui non rilevati geneticamente nel solo ultimo anno la stima della popolazione complessiva è dunque definita per il 2016 in un range che va da 49 a 66 esemplari. Sono quattro invece gli esemplari rinvenuti morti, fra cui i due plantigradi deceduti per avvelenamento in valle di Non in primavera ed in autunno. Questi dati sono contenuti nel "Rapporto Orso 2016", presentato al Muse di Trento, alla presenza dell'assessore provinciale Michele Dallapiccola. "Oltre all'indubbia valenza sul piano scientifico - ha detto l'assessore Dallapiccola - il progetto, se ben coordinato con le altre politiche provinciali, rappresenta un'opportunità in più per caratterizzare il nostro territorio anche in chiave promozionale, come testimonia anche il recente scambio di opinioni che ho avuto con una delegazione del Foreign Affairs Office della provincia cinese del Sichuan. Vale la pena ricordare ancora che per un ambiente naturale come il nostro la presenza dell'orso è un vero e proprio elemento di prova della qualità e del sostanziale equilibrio. Naturalmente non vogliamo sottovalutare le difficoltà che la presenza dei grandi carnivori comporta, soprattutto nei confronti delle comunità che abitano le zone più periferiche del Trentino. Per mitigare il più possibile i problemi che ci sono stiamo investendo su vari fronti, dal supporto alle attività preventive ad una costante azione di informazione e confronto che sta dando buoni risultati". La presenza dell'orso ha interessato esclusivamente il Trentino occidentale, con particolare riferimento al massiccio del Brenta ed ai gruppi montuosi Paganella-Gazza, Bondone-Stivo nonchè l'area delle Giudicarie e della Valle di Ledro. Il numero di danni registrato è sostanzialmente in linea con quello degli ultimi anni, mentre continua lo sforzo per prevenirli, anche attraverso nuovi strumenti come i fondi dedicati alle misure di prevenzione nell'ambito dell'ultimo Piano di Sviluppo Rurale.

In aumento invece la presenza del lupo sul territorio provinciale, così come nel resto delle Alpi, anche se gli esemplari presenti sono ancora complessivamente poco numerosi e sparsi sul territorio. Ad oggi si registrano il branco che si è insediato nella Lessinia dal 2013, una nuova coppia che si è formata nel corso del 2016 in alta Val di Non ed alcuni singoli animali la cui presenza ha interessato nel corso del 2016, non è ancora dato sapere se solo provvisoriamente, sia la porzione orientale della provincia che quella occidentale.

L'aggiornamento riguarda anche la lince, che ha dato ancora qualche segno di presenza lo scorso anno.
Per entrambe le specie il rapporto presentato riferisce inoltre delle molteplici iniziative intraprese nei settori della comunicazione, della formazione del personale, della gestione delle emergenze, nonché del raccordo sovraprovinciale ed internazionale. Alla presentazione hanno partecipato anche Claudio Groff e Luca Pedrotti del Servizio Foreste e fauna della Provincia.
Giunto alla decima edizione, il documento, curato dal Settore Grandi Carnivori del Servizio Foreste e Fauna della Provincia autonoma di Trento, con la collaborazione del Museo delle Scienze (Muse), del Parco Naturale Adamello Brenta (Pnab), dell'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra) e della Fondazione Edmund Mach (FEM), è consultabile sul sito https://orso.provincia.tn.it.