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Alla ricerca dei siti freddi del Triveneto: nuove installazioni in possibili frost hollow nel Parco Naturale Adamello Brenta

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Prosegue l'attività di ricerca scientifica nell'ambito del progetto di monitoraggio...

Trekking fotografico con Simone Sbaraglia nel Parco Naturale Adamello Brenta. Vallesinella e Ritort i luoghi prescelti

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Record di ingressi in Val di Tovel. Domenica 8 ottobre registrato l'afflusso più alto dal 2004

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  Complici un autunno meraviglioso che ha tutta l'intenzione di farsi ricordare e un...

Con Beepic, il primo parco (nel mondo) a misura d’uomo. Il progetto presentato all'Adamello Brenta da un Team  guidato da Corrado Ceschinelli

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Da un parco che propone un modello sostenibile di Turismo ad un Parco che propone un ambiente...

  • Alla ricerca dei siti freddi del Triveneto: nuove installazioni in possibili frost hollow nel Parco Naturale Adamello Brenta

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    Lunedì, 06 Novembre 2017 17:25
  • Trekking fotografico con Simone Sbaraglia nel Parco Naturale Adamello Brenta. Vallesinella e Ritort i luoghi prescelti

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    Venerdì, 27 Ottobre 2017 16:16
  • Mobilità sostenibile del Parco Naturale Adamello Brenta, boom di accessi:   17% di veicoli in più nelle valli e + 11% di persone trasportate, rispetto al 2016

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    Mercoledì, 25 Ottobre 2017 14:45
  • Record di ingressi in Val di Tovel. Domenica 8 ottobre registrato l'afflusso più alto dal 2004

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    Mercoledì, 11 Ottobre 2017 16:01
  • Con Beepic, il primo parco (nel mondo) a misura d’uomo. Il progetto presentato all'Adamello Brenta da un Team  guidato da Corrado Ceschinelli

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    Martedì, 10 Ottobre 2017 09:55

Silvio Bartolomei: Il PNAB è in avanzato stato di decomposizione! È venuto il momento di rompere il silenzio in merito alle mie dimissioni dal Parco Naturale Adamello Brenta

Silvio-Bartolomei direttore dimissionario del PArco Naturale Adamello Brenta

«Con alcune doverose premesse è venuto il momento di rompere il silenzio ... che mi ero imposto, in merito alle mie dimissioni dal PNAB». Inizia così il corposo scritto dell'ex direttore del Parco Silvio Bartolomei che a distanza di alcuni mesi chiarisce la sua posizione e articola la decisione di dimettersi dal Parco Naturale Adamello Brenta. Uno scritto che non risparmia critiche alla gestione dell'ente e della cosa pubblica in Trentino. Qui sotto il testo integrale.

«PREMESSO CHE non sono io ad aver cercato loro, ma il Parco il sottoscritto, è per tale motivo che ho chiesto a due esperti un analisi di parte terza redatta da persone di cui mi fido, sui seguenti temi: personale e contabilità.
PREMESSO CHE per un naturalista e forestale dirigere un parco è un bel sogno che ho avuto il piacere di vivere.
PREMESSO CHE pur preavvertito da numerose persone, che i Trentini "fan da se e per tre", mai mi sarei aspettato una tale situazione nel mitico Trentino!
PREMESSO CHE la storia di KJ2, l'orso abbattuto dalla Provincia poche settimane fa, ha riaperto il mio cuore. Non per il fatto in se! Come dice il massimo esperto trentino, rinchiuso ed esiliato(si) in ufficio del PNAB, se si deve fare si faccia con procedura alla mano. Per me questa modalità, ineccepibile per delibera e per decreto, mette una pietra tombale alle politiche protezionistiche (o presunte tali) del Trentino. Si poteva adottare il punto due del protocollo: la reclusione dell'orso! Per esempio presso la cava nel comune di Giustino su cui da anni langue un progetto interessante!
PREMESSO CHE non è mio stile fare denunce, ritengo che a certi livelli non servono! Gli organi preposti sanno già tutto ciò che c'è da sapere.
PREMESSO CHE da anni cerco di essere proattivo, lasciando un contributo (anche se piccolo).
PREMESSO CHE quando il miglioramento non è più possibile, è necessario tagliare il cordone ombelicale e tornarsene a "bisi e fave" come qualche esimio paroliere ha voluto scrivere.
PREMESSO CHE se i Trentini sono permalosi i Rendenesi lo sono di più; forse è per questo che hanno le strade così malconce per arrivare in Val Rendena? E' forse che gli altri Trentini li voglio lasciar reclusi lassù? Ma il vero motivo per cui sono stato in silenzio in questi mesi è che non volevo stuzzicare un popolo così belligerante.
PREMESSO CHE chi ritiene che un uomo, da solo possa cambiare il mondo, non ha studiato bene la storia. Uno da solo può far "sol da uno", e come hanno amato scrivere nei giornali, mi vanto di non essere nessuno!

PREMESSO CHE agli amministratori trentini farebbe bene praticare del coaching, ovviamente con qualcuno del luogo, come per esempio Corrado Ceschinelli, e non certo "con un Talian che non capisse un c....lo".
PREMESSO CHE sono consapevole di essere un comune mortale e di non aver ragione o le competenze o tutte le facoltà per saper tutto, ma solo qualche valido "motivo familiare" per fare quel che ho fatto.

Premesso tutto ciò, a distanza di un anno dalla mia nomina e da alcuni mesi dalle mie dimissioni, forse è bene, per coloro che vogliono conoscere una campana, che si sappia nel dettaglio cosa mi ha portato a tornare a casa e dimettermi dalla carica di direttore del Parco Naturale Adamello Brenta (PNAB), rinunciare a cinque anni di contratto e un ottimo stipendio.

Ho atteso questi mesi per controllare e ripensare a ciò che è successo e a mente fredda (più lucida possibile) non posso che darmi una parte di responsabilità nell'aver accettato un incarico e aver creduto a delle lusinghe che dichiaravano di voler cambiare il Trentino e il Parco. Confermo ed evidenzio che i motivi che mi han portato alle dimissioni erano e restano non personali ma veramente "familiari", nel senso che li conosco bene!

Ma veniamo ai "motivi familiari".
Malgrado il breve tempo trascorso presso il PNAB (sarà l'età, sarà il fiuto, ma io di mestiere misuro le persone, l'arte del Coaching sta proprio in questo), non ci ho messo molto a constatare dal mio punto di vista le persone e la politica del PNAB, nonché quella delle aree protette in Trentino.
Risultato? Il PNAB è in avanzato stato di decomposizione!
Processo inarrestabile, incurabile.

Partiamo dal largo, che come xe dis dale vostre parti "no xe sbaia mai", nell'Ovest del Trentino c'è una situazione generale foreste/parchi anacronistica, si è fermi da decenni! Per esempio non si fanno concorsi per dirigenti forestali da anni perché han paura che i Taliani sian più bravi degli autoctoni e vincano i concorsi.
I ragazzi del posto si sono prodigati nel raccontarmi di come la Provincia crei una legge per regolarizzare i dipendenti dei Musei, o nominare un dirigente senza un concorso, per poi cancellare il comma l'anno seguente e non lasciar traccia, insomma un Consiglio Provinciale evoluto e creativo!
E tutti si adeguano, ovviamente!
Si spazia da un "Progettone", come maxi contenitore di tutte le realtà fallite in Trentino e il cui obiettivo sembra essere quello della "piena occupazione" fornendo manodopera ai Comuni e così bypassando gare, concorsi della funzione pubblica e altre amenità.
Alla specificità del PNAB, che ha un territorio bellissimo anche se popolato da esseri non meno pericolosi degli Orsi, esseri che per "schei" han distrutto il territorio, forzato e deviato le menti e in cui il buon senso è stato ridotto ad un lumicino.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è avvenuta quando la Giunta approva, in data 25 novembre 2016, una delibera con cui viene confermato un incarico ad un operaio forestale in qualifica di addetto stampa e il contratto viene firmato dal Presidente. Ci tengo a ricordare che pur essendo un "giardiniere" la legge all'art. 9 comma e) recita che tali atti sono di competenza del Direttore. Precedentemente all'approvazione della suddetta delibera ho verbalizzato il mio parere contrario per palese illegittimità del provvedimento, malgrado lo stesso avesse ottenuto l'ok amministrativo.
Nel momento in cui è venuta a mancare la fiducia nella mia professionalità, bypassando il parere vincolante del Direttore, che cosa avrei dovuto fare? starmene buono e buonino? o rassegnare le dimissioni?
Ho scelto ciò che sapete.
La sopra menzionata situazione è stata solo la punta di un iceberg di piccole e grandi bugie manifestate dalla Giunta, volte a farmi accettare l'incarico prima e a manipolare il mio operato poi.
Fin da quando mi fu chiesto di fare il Direttore avevo manifestato perplessità, proponendo alla Giunta un incarico da consulente, invitandola a scegliere un "autoctono". Mi convinsero, con la promessa di fornirmi auto, casa e libertà d'orario. A ripensarci ora .... mi scappa da ridere!
Curiosità delle curiosità, per chi ama la legalità e legittimità degli atti, è fisiologico che una commissione di valutazione per la nomina di un Direttore abbia come segretario di commissione un operaio forestale con ruolo di addetto stampa? mancavano forse i funzionari al PNAB?

Ma arriviamo agli altri fatti specifici che arricchirono e determinarono la mia decisione:
- i primi segnali arrivarono quando rimase inevasa la mia richiesta, formalizzata fin da agosto 2016, di riunire l'intera Giunta in una o due giornate di full-immersion perché questa dettasse allo scrivente linee guida e desiderata.
- sono sotto gli occhi di tutti le continue deroghe al Piano del Parco, per ampliare rifugi, piste, impianti, etc. . Mi fu chiaro, fin dal primo consiglio, quanto fosse pericoloso e innaturale procedere di deroga in deroga senza una visione d'insieme. Non si possono realizzare politiche di tutela in questo modo. Rifugi trasformati in alberghi in piena legittimità;
- la distorta applicazione del contratto degli operai agricoli-forestali presso il PNAB, una modalità difforme da quanto previsto dalla normativa nazionale, sono state inserite nell'accordo decentrato categorie di lavoratori non ammessi (parcheggiatori e guide naturalistiche), l'accordo stesso è viziato dalla mancata firma degli uffici provinciali del lavoro, che come ufficiali di governo dovrebbero verificarne l'applicabilità (ad una mia richiesta tecnica di un parere pro-veritate di un esperto, mi venne negata la possibilità a procedere). Non mi risulta che le competenze sul lavoro siano materia delegata alla provincia autonoma;
- le relative varianti al Piano del PNAB, hanno toccato un apice durante un sopralluogo in cui mi sono sentito un extraterrestre: voler favorire la costruzione di una pista da slittino sotto quota 1000 in versante SUD, peraltro in area di riserva del PNAB, in barba ai cambiamenti climatici in atto, mi è sembrata pura follia;
- lo smantellamento dei Guardia Parco, solo perché facevano il loro dovere di guardia, lasciati per anni in un oblio in cui senza ricevere ordini e programmi. Come fa ad esistere un Parco senza nessuno che controlla l'attuazione dei regolamenti?
- l'incoerenza di avere più operai come parcheggiatori e guide naturalistiche (che dovrebbero essere servizi appaltati dal Parco e non "familiarmente" gestiti), che non operai per i cantieri forestali (quest'ultimi diminuiti all'osso forse anche per non infastidire i cantieri dei servizi forestali provinciali che operano negli stessi territori; una sovrapposizione non degna dell'organizzatissima e futuristica provincia trentina!)
- un bilancio (vedasi quesito da me posto alla Provincia, a cui non mi risulta esserci riscontro o risposta) che pone le voci operai forestali, un po' tra la spesa corrente e un pò tra quella in conto capitale, <<così la="" corte="" dei="" conti="" nota="" un="" certo="" equilibrio="">> è ciò che mi son sentito rispondere. E io dovrei firmare il bilancio?
- strutture ricettive realizzate dal PNAB senza pensare alla loro gestione: Geopark Carisolo, senza parcheggio e una visione d'insieme; Casa Grandi a Tuenno, restituita al Comune perché il PNAB non sa che fare; Il punto info sul Lago di Tovel, quasi abbandonato e non integrato con nulla; tutti investimenti a perdere... senza una regia o un integrazione, non dico con il MUSE, ma anche semplicemente secondo un concetto di museo diffuso coordinato.
- gli accordi con le APT, enti di diritto privato che già beneficiano di contributi pubblici, a cui il PNAB svende e quasi regala servizi. Siamo sicuri che per il Parco sia strategico regalare ulteriori risorse pubbliche a questi soggetti?

Ho avuto modo di toccare con mano tutto ciò, mi direte che è poca cosa, continuerete a scrivere nei vostri giornali che sono un inetto, un 'Talian! Vi sembra potesse aver senso continuare senza prospettive di cambiamento e reale miglioramento? Del resto se ho rinunciato in silenzio, non oso pensare se fossi rimasto... parafulmine per tutti, tanto "l'è un 'Talian".
Personalmente credo che:
- sia diseducativo che nel PNAB si vada a caccia, gli abbattimenti selettivi dovrebbero essere accompagnati solo con i Guardia Parco;
- i rifugi (e cabinovie) dovrebbero restare edifici storici, vincolati e non trasformati in alberghi;
- le piste di slittino dovrebbero essere realizzate sulle strade forestali esistenti;
- i progetti e le opere primarie del PNAB e di un parco in genere dovrebbero essere volte alla difesa della natura e non alla ristrutturazione casette da caccia e sentieri battuti dai soli cacciatori! Il PNAB dovrebbe concentrarsi sui sentieri (e parcheggi) più frequentati come quello di Vallesinella e altri.

Che dire dunque, e pensare che a più riprese nel famoso primo incontro gli avevo ripetuto la domanda "siete sicuri di voler uno da fuori?", li avevo preavvertiti di come la penso, e di come sta evolvendo il mondo della vera protezione della Natura.
C'è tanta brava gente in Trentino, ma si è rintanata nei propri tabià o baite»

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