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    Martedì, 18 Dicembre 2018 21:01

Parco Naturale Adamello Brenta: Nessuno entra nel merito delle affermazioni di Bartolomei. La lettera di Aldo Collizzolli

sede parco Naturale Adamello Brenta

«Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito» è quello che accade a seguito delle affermazioni dell'ex direttore del Parco Adamello Brenta, nessuno che entri nel merito delle affermazioni di Bartolomei, ma solo a dire che doveva dare sfogo alle sue frustrazioni.
Non conosco l'ex direttore se non per quello che ha scritto e dichiarato, ma troppi fanno finta di nulla e dimenticano che il primo direttore "comandato al parco" fu un cacciatore, che i due strumenti principali di gestione del Parco (piano faunistico e piano del parco) furono pilotati e condizionati rispettivamente dalle lobby dei cacciatori e degli impiantisti.
Come dimenticare che con un'ignobile gazzarra fu bloccato il comitato di gestione (di cui facevo parte come minoranza) che avrebbe dovuto approvare il piano di gestione. Che dietro quella squadraccia che ci aggredì fisicamente c'erano gli amministratori della Rendena e tra questi anche quello che poi sarebbe divenuto il Presidente del Parco? Che il piano fu approvato solo dopo che fu inserito il collegamento funiviario Pinzolo - Madonna di Campiglio.
Quante volte ho denunciato la gestione a dir poco opaca dei tanti lavori pubblici che il parco gestiva (quando le risorse erano infinite) tacitando gli appetiti di nonesi e solandri? Il parco avrebbe dovuto fare il Parco e non un'agenzia di collocamento dei più svariati clientelismi, quale in effetti si è trasformato.
Ricordo che mentre noi in una sala si inaugurava la nuova sede del Parco in una saletta appartata, l'allora presidente della provincia Dellai firmava un accordo sul collegamento funiviario Pinzolo Madonna di Campiglio spacciato per mobilità alternativa con tanto di risorse pubbliche messe sul piatto (50 milioni).
Ora gli appetiti si sono solamente spostati in altre aree (Serodoli, Val Agola) con l'accordo di programma per la tutela dell'ambiente e la valorizzazione sostenibile in Valagola, Val Brenta e zone Cavradoss, Plaza, Fogaiart (sic.), firmato poche settimane fa, essenzialmente per realizzare la pista di Plaza, su cui nemmeno gli ambientalisti da passeggio hanno detto alcunché.
Come si vede la decomposizione parte da lontano e mi chiedo se quello denunciato da Bartolomei non lo avevano visto i direttori precedenti?
Aldo Collizzolli