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La piazza dei Giudicariesi

Siamo ancora degni dell'autonomia conquistata dai nostri padri? Dal Blog di Giuseppe Ciaghi

autonomia Trentino Rossi 

Quanto è capitato in questi giorni al Presidente della Famiglia cooperativa di Pinzolo e alla stessa azienda con il suo commissariamento da parte della Provincia, giustificato pure dal TAR, e l'attuale annullamento di quei provvedimenti da parte del Consiglio di Stato, fanno nascere il dubbio che qui da noi, sia all'interno degli organi governativi, sia nella gestione della giustizia oltre che in via Segantini qualcosa non vada. O meglio l'unica cosa che sembrerebbe emergere è che tra questi istituti ci sia una grande solidarietà, purtroppo rivolta verso finalità diverse dal perseguimento del bene comune di tutti i cittadini. Non si possono usare le prerogative peculiari della nostra autonomia escludendo i princìpi generali della Costituzione. La vicenda evidenzia come l'autonomia speciale, di cui godiamo e di cui i nostri rappresentanti si vantano, sia stata sacrificata sull'altare del potere e dell'ambizione di personaggi di dubbia fede democratica col supporto dei loro accoliti. Costoro, usandola strumentalmente, le hanno tolto credibilità davanti alla nazione intera dimostrando, se ancor ce ne fosse bisogno, che non la meritiamo e che ci troviamo in mano a politicanti che ce la stanno distruggendo.

Eppure alle spalle ha più di mille anni di storia, di rivendicazioni, di sofferenze e di battaglie, come racconta Gianni Faustini nel suo interessante volume "Storia dell'autonomia del Trentino Alto Adige": un'autonomia che ha radici profonde, conquistata a fatica, un'autonomia che statisti illuminati come Alcide Degasperi seppero costruire, imporre e difendere, un'autonomia mirata a garantire la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, il suo controllo diretto e la trasparenza degli atti. I fatti recenti sembrano dimostrare che non siamo in grado di gestirla, che abbiamo bisogno del tutore. Speriamo che non sia troppo tardi.

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