Giudicarie.com

il quotidiano delle Giudicarie

Dom10212018

Last update10:14:53 AM

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

La piazza dei Giudicariesi

Un vento nuovo, di primavera, beneaugurante, è passato sopra la Penisola il 4 di marzo ...

nuovo-governo-camera-senatoUn vento nuovo, di primavera, beneaugurante, è passato sopra la Penisola il 4 di marzo. L'ha come ripulita e rivitalizzata, con una capatina a Montecitorio e a Palazzo Madama, dove ha spazzato via parecchie vecchie facce incartapecorite e le ha sostituite con tanti volti giovani, pieni di buoni propositi e di speranza nel futuro. E' sparito un sistema, imploso su stesso. Abbiamo assistito ad una nuova versione della Caduta degli dei, anzi meglio, al loro Crepuscolo, perché qualche cimelio è rimasto ancora.
La recente consultazione elettorale ha segnato uno spartiacque in politica, tra passato e presente. E questo per tanti aspetti, al di là dei risultati.
Una campagna elettorale diversa dal solito ha privilegiato l'uso dei prodotti informatici (Tv, giornali, faceboock, telefonini...) con gli spazi assegnati ai partiti nei centri abitati rimasti desolatamente vuoti di immagini, pochi comizi in pubblico, per lo più senza dibattito, senza confronto, spesso con la sola presenza e la solitaria partecipazione degli amici e dei fedelissimi.
Una legge elettorale, chissà se e quanto costituzionale, approvata all'ultimo momento, alla Cicero pro domo sua, nell'interesse del padrone di casa, ha aggravato la situazione e creato una specie di caos in Parlamento. Alla faccia della "governabilità" che si voleva preservare, e, nell'impossibilità di ottenerla, alla "muoia Sansone con tutti i Filistei" . Basti pensare che ha proposto i cartelli tra partiti e imposto la parità di genere: una sconfitta per le donne quest'ultimo, non una parità di diritti tra uomo e donna come sancito dalla Costituzione.

Di fatto è mutata la politica: si è passati dalla lotta per la conquista, la spartizione e la gestione del potere in nome delle ideologie (finita sempre in mano ai poteri forti della finanza, delle multinazionali, dei produttori di armi e dei guerrafondai) tipica dei partiti, a quello del confronto sui programmi, delle cose da farsi al servizio dei cittadini, caratteristico dei movimenti. I primi si sono battuti per la conservazione dello status quo, magnificando il proprio operato e paventando catastrofi per ottenere il consenso, i secondi hanno ascoltato la gente comune e si sono fatti interpreti delle loro esigenze e dei loro bisogni proponendo una diversa distribuzione della ricchezza, eliminazione e taglio degli sprechi, lotta contro la povertà e il rischio di povertà, difesa dell'ambiente e della salute. Il tutto con notevole disincanto, audacia e grande determinazione, al di fuori dei concetti vetusti, obsoleti ormai, di "destra" e "sinistra", per altro traditi dagli stessi partiti che se ne erano fatti una bandiera.
La nostra speranza è che ai buoni propositi seguano i fatti. Cosa non facile. Importante però è provarci. Con tanti volti nuovi in Parlamento uscire dagli schemi tradizionali e lavorare per il bene comune non sarà impossibile. In questo campo la Cooperazione, anch'essa "movimento" è stata sempre in prima fila, si è sempre ritagliata un ruolo di spessore. Non ci rimane che rimboccarci le maniche e affrontare il nuovo che ci aspetta con lealtà ed entusiasmo.

Foto

Le ultime notizie 2

La BaKeKa