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Primo piano: quarto mandato di Diego Schelfi in Federazione delle Cooperative

Luca Iori: «La soluzione potrebbe essere quella di bilanciare l'elemento di "continuità per la stabilità" rappresentato da Schelfi con un forte segnale di novità».

Don Lorenzo Guetti

Di per sé noi siamo contrari alla proroga dei mandati di principio, in quanto il limite dei 3 lo consideravamo un "traguardo morale" raggiunto, più che un limite da superare (in tal senso avevamo votato contro alla generica proposta di proroga discussa nell'assemblea dell'anno scorso...). In merito alla ricandidatura di Schelfi riconosciamo che coerenza vorrebbe che di fronte a delle dichiarazioni, lo stesso autore vi tenesse fede... e siamo convinti che, di per sé, il presidente avrebbe voluto mantenere la parola data, lasciando posto a "nuove leve"...

Tuttavia sono da considerare anche le motivazioni di chi ha fatto forte pressing per una ricandidatura responsabile – convincendo poi anche l'interessato, adducendo il momento di crisi che la cooperazione sta attraversando. Dobbiamo riconoscere che l'apertura alla successione e l'inevitabile "corsa alla poltrona" che ne scaturirebbe non sarebbe proprio il massimo in questo momento, non solo per i singoli, ma anche per l'intero del movimento...

La soluzione (che peraltro ho proposto nella riunione con il comitato di consultazione, svoltasi il mese scorso a Tione) potrebbe essere quella di bilanciare l'elemento di "continuità per la stabilità" (ovvero quella che si profila essere la ricandidatura di Schelfi) con un FORTE SEGNALE DI NOVITA': guardando alla governance della COOPERAZIONE (se parliamo di co – operare, cioè agire insieme) non possiamo non dare rilievo anche al contestuale rinnovo dell'organo collegiale di governo, che è il Cda, e nel quale il presidente è chiamato ad essere un "primus inter pares".

Suggeriamo dunque di puntare su un rinnovamento di tale organo (anche se la sfida è dura, in quanto il meccanismo elettorale si presenta alquanto "ingessato"), magari partendo proprio da giovani o meno giovani che non siano ancora stati chiamati a contribuire in modo diretto ma che potrebbero costituire, con il loro potenziale, la migliore risposta alla crisi economica e identitaria che attraversa il mondo cooperativo. Detto ciò, i prossimi 3 anni dovranno essere "la palestra in cui allenare" dei possibili futuri candidati alla presidenza, facendoli crescere proprio all'interno del mondo cooperativo.

Questo per garantire stabilità ed evitare di arrivare, ancora una volta, impreparati al momento del cambiamento o, peggio ancora, di cercare un improbabile "papa nero" all'esterno (come se nell'ampio bacino di amministratori di cooperative non ce ne fosse uno disposto a prepararsi a prendere in mano la staffetta di via Segantini...). Naturalmente quello che più ci preme è rivolgere l'invito e l'augurio al futuro presidente e ai nuovi amministratori (chiunque saranno) di cercare risposta non solo alla grave crisi economica, ma anche di riscoprire e perseguire nell'operato, nonché trasmettere ai soci, L'ANIMA ORIGINARIA DELLA COOPERAZIONE, vivendo veramente i valori che si professano! E questa sarà la vera sfida, dalla quale dovremo far partire tutti i futuri ragionamenti.

Luca Iori e gli amici dell'associazione "Don L. Guetti, ieri oggi domani".