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Primo piano: quarto mandato di Diego Schelfi in Federazione delle Cooperative

Cooperazione, fra criticità e voglia di partecipazione. Erman Bona: "Occorre maggiore discussione interna ed apertura ai cambiamenti"

erman bona

"La cooperazione trentina ha dei problemi da risolvere. Vanno capiti ed affrontati". E' diretto e senza giri di parola, Erman Bona, candidato presidente della Cooperazione trentina che a inizio giugno è chiamata ad esprimere la sua guida, in una rosa che vede candidati anche Sandro Pancher, presidente di Promocoop e l'uscente Diego Schelfi, che dopo tre mandati cerca il quarto in sella alla Federazione di Via Segantini.

Nei momenti di maggiore incertezza, alcuni mesi fa, Bona fu il primo a dichiarare la sua disponibilità a candidarsi, forte anche delle indicazioni di alcune realtà forti come ad esempio Cavit e di una esperienza nel mondo cooperativo che dura da molti anni. Laureato in giurisprudenza e abilitato all'esercizio della professione forense è stato responsabile del servizio legale del reparto Casse Rurali della Federazione e segretario di Promocoop Trentina spa, oggi è direttore del Consorzio di tutela Vini del Trentino e Presidente della Cassa Rurale Mori Val di Gresta, ha quindi conosciuto e vissuto la cooperazione sotto tante angolazioni ed ora ritiene di avere un proprio contributo da dare.

"In oltre 100 anni di storia la Cooperazione in Trentino si è sempre rivelata un eccezionale strumento per aiutare la nostra gente soprattutto quella più bisognosa e se il Trentino ha retto meglio di altri territori l'impatto delle crisi sociali e economiche che ha visto lo deve anche e molto alle sue Cooperative sparse in tutte le sue valli".

Però, ci diceva anche la cooperazione ha dei problemi.

Certamente, ve ne sono molti e questa grave crisi ha contribuito a portarli a galla e renderli più visibili. Dobbiamo recuperare credibilità anche nei confronti dell'intera società Trentina. Il modello Cooperativo trae la sua legittimazione nella società se è in grado di dare dei risultati positivi ai suoi Soci fornendogli beni e servizi che altrimenti non potrebbe avere o avere con costi superiori. E questi risultati devono essere ottenuti con coerenza di comportamenti rispetto ai valori che sono il fondamento della Cooperazione e con trasparenza nelle scelte.

Come si può fare?

Dobbiamo fare scelte forti per perseguire lo scopo mutualistico, impegnative nella idealità e nella sua realizzazione e incisive rispetto al riassetto del sistema e della Federazione. Innanzitutto bisogna aprire la Federazione a maggiore partecipazione, riscoprendo il gusto della democrazia diretta (coinvolgendo una base associativa pari a 539 Cooperative in Trentino ), rinvigorendo il senso di appartenenza attraverso la responsabilizzazione di ogni singolo socio e di ogni cooperativa. La responsabilità è il punto cardine dell'agire mutualistico proprio della cooperazione. Dobbiamo superare quel diffuso senso di disaffezione, che si traduce nel prevalere di sentimenti di estraneità alle scelte, di non condivisione degli obiettivi e di disimpegno. A tal fine dobbiamo incentivare i momenti e le occasioni di incontro, rivalutando il ruolo degli organi sociali delle Cooperative e dei loro rappresentanti.

E' quanto ha scritto anche nel suo programma.

Sì ho voluto mettere nero su bianco alcune proposte per aprire un dibattito sul futuro della cooperazione e – per rendere la cosa più accessibile a tutti – le ho pubblicate sul mio sito www.ermanbona.it, con la possibilità di lasciare commenti o spedirmi e-mail con suggerimenti, osservazioni ed integrazioni.

Mi piacerebbe presentare nella prossima assemblea della Federazione un programma che fosse condiviso nei suoi contenuti.

Nei suoi "Punti programmatici per un dibattito sul futuro della Federazione Trentina della Cooperazione" parla di necessità di riassetto del sistema e della Federazione in particolare. Cosa intende?

Le dimensioni della Federazione e la sua crescita nel tempo hanno portato a galla la necessità di rivedere il suo assetto organizzativo per renderlo più utile alle Cooperative che in questo momento devono fare i conti con cali di risorse e aumenti di costi. Credo si debba fare una revisione che coinvolga l'attuale sistema dei reparti, della vigilanza e degli uffici di staff, ed anche chiarire meglio gli ambiti di competenza propri della Federazione rispetto a quelli da attribuirsi ai Consorzi.

Quale dovrebbe essere il primo obiettivo del prossimo presidente della Federcoop?

Il primo obiettivo da perseguire e di cui ha bisogno la Cooperazione risiede nella motivazione delle persone dei Soci e dei collaboratori che vi lavorano dobbiamo essere tutti sempre è di più consapevoli di far parte di un sistema che ha contribuito a fare diverso e meglio il Trentino e del quale dobbiamo occuparci per svilupparlo e adeguarlo per far fronte alle sfide difficili che ci aspettano. (r.b.)