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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Giudicarie in Provincia al top? L'augurio di Quell'Illuso del Muson

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Strano ed eccezionale, e pur esaltante, il risultato delle elezioni provinciali dell'ottobre 2018 per quanto riguarda le Giudicarie. Tutto il territorio comprensoriale rappresentato in Consiglio provinciale nelle sue storiche e geografiche distinte identità: la Rendena con Failoni, la Busa di Tione con Gottardi, il Chiese con Marini e le Esteriori con Tonina. A me sembra un sogno da sempre cullato il riuscire a constatare che sui seggi della gestione del territorio trentino siedono unitariamente - fra le altre numerose vallate trentine - soltanto le Giudicarie, che possono godere di una rappresentanza effettivamente "collettiva".
Una situazione certamente ottimale soltanto se le quattro "forze" (rappresentanze) , che hanno le loro radici nelle Sette Pievi, avranno la possibilità, l'opportunità e la volontà di rimanere "convergenti" a nome ed a rappresentanza dei 37.000 abitanti che hanno posto i loro insediamenti lungo le rive delle eterne ed amiche acque della Sarca e del Chiese; un territorio separato del resto del mondo da sbarramenti geografici che lo hanno fatto diventare quasi un'oasi a se stante, in un certo senso forse anche troppo dimenticato, ma pure un'oasi meravigliosa raccolta in se stessa come un protettivo nido d'aquila lungo la catena delle Alpi.
La Rendena (almeno ce l'auguriamo) potrà e dovrà avere la sua voce, così come il Chiese, la Busa e le Esteriori: voci dal timbro ovviamente e naturalmente diverso sia per la compagine di sostegno che gli eletti hanno alle proprie spalle, sia per le diversificate identità che rappresentano. Quattro voci dalle diverse tonalità che provengono dalle diversità di provenienza, dall'impostazione di pensiero, dalla esperienza professionale; tuttavia tutte facenti parte di una possibile sola orchestra, ben affiatata, dove diversi strumenti, insieme, compongono la ricchezza delle melodie attraverso l'equilibrio degli accordi che esaltano, per i fruitori, il piacere (il bene) da ascoltare; nel nostro caso il bene comune del Trentino e, conseguentemente, il bene comunitario dei Giudicariesi.
Sono conscio che parlo di un lungo percorso assai arduo, facile a dirsi sulla carta ma non certo facile a percorrere. Tuttavia mi illudo ancora una volta a credere (a sperare) che un'occasione così opportuna, adeguata e favorevole per un'azione unitaria a favore delle Giudicarie non si avrà, forse, mai più. E questo sta avvenendo proprio nel periodo storico dei "cambiamenti" più radicali di quanto si possa pensare, ma che, indubbiamente, si trovano già sulla soglia di casa. Il mio augurio - o la mia illusione - è poter pensare ad un periodico incontrarsi dei quattro rappresentanti giudicariesi per concordare l'eventuale e possibile "poter fare" a favore dell'intero territorio comprensoriale e per le popolazioni che lo abitano e lo vivono e lo rendono vivace ed operativo.
Auguri di vero cuore a ciascuno dei "quattro cavalieri delle Giudicarie" da parte di

Quell'illuso del Musón