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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Giovani giudicariesi e non del terzo Millennio: Fàtevi sentire, uscite all'aperto. L'appello di Quell'illuso del Muson

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Ho avuto la soddisfazione di avere la conferma che qualche mio articolo sul tema della guerra e degli obiettori di coscienza è stato letto e condiviso da qualche giovane conterraneo.

Questo pur limitato segno di consenso mi porta a scrivere queste righe che vorrebbero diventare un chiaro invito ai giovani – sia giudicariesi sia di qualsiasi altra parte del mondo – a far sentire la loro voce ed il loro chiaro parere sia in merito alla guerra considerata contraria all'uomo come persona e illegittima in qualsiasi società in cui ciascun individuo si trovi a vivere, sia in merito alle nuove leggi democratiche che considerano un diritto della persona il ribellarsi (l'opporsi) al reclutamento obbligatorio per il servizio militare.

Sono temi ancora difficili a digerire da una società che si trascina dietro mentalità legate a situazioni troppo intensamente vissute e non sempre con la mente aperta alla natura dell'uomo ed al vero senso della società. Il nazionalismo che ha imperato indisturbato per tanti secoli, e la prepotenza delle forze al potere, hanno sacrificato troppi giovani su quello che fu definito "l'altare della paria"; cosicché il nostro giudizio di persone anziane su quanto è avvenuto e su quanto abbiamo vissuto non può essere letto in maniera adeguata al presente.

Proprio in questo mese di maggio in cui si parla di un'Europa che si è "riunita" sull'onda dei troppi orrori ed errori commessi in nome di nazionalismi continuamente "l'un contro l'altro armato" è doveroso che i giovani, nati in un periodo di pace (ossia senza guerre di sorta in casa propria) ed oggi esenti dal servizio militare obbligatorio in favore della propria nazione, facciano sentire la propria voce, il loro giudizio sul nostro passato "guerrafondaio" e sul loro presente che li rendere liberi dall'andare a morire su chissà quale fronte di guerra, lontano da casa propria.

Il discorso non è ancora chiuso. Noi vecchi siamo ancora capaci di fare le sfilate degli Alpini con tanti ricordi, tanti gagliardetti e tante medaglie sul petto a ricordare battaglie e Caduti. Ma voi giovani, come, e dove, e quando sfilerete a ricordare questo inizio di terzo Millennio che vivete con una intensità ed in una società tanto diverse dalla nostra? Ricorderete ancora la chiamata di leva ed il servizio militare, o saranno vocaboli dimenticati per sempre? Siete davvero pronti a comprendere quanto sia cambiata la vostra vita senza lo spauracchio - a vent'anni - del servizio militare obbligatorio per 24, 18 o 12 mesi della vostra vita? Siete davvero preparati a cosa vuol dire superare i nazionalismi e "vivere pacificamente " insieme con altri popoli senza odiarli, senza disprezzarli, senza parlarne male e senza averne paura?

Non lasciate che le colonne dei giornali e gli spazi online sia riempiti solo dalla voce dei vecchi e degli adulti, obbligati più a parlare di ieri e di oggi che di domani. Fate sentire voi cose volete voi "domani" e come "il domani" lo vorreste e come lo state costruendo: è nelle vostre mani. Coraggio: uscite all'aperto!
Quell'illuso del Musón