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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Febbraio 2015: strano mese! Non solo Carnevale, ma... dal blog di Quell'illuso del Muson

burocrazia comuni
Lunedì 9 febbraio. Nel pomeriggio di quest'oggi si sta tenendo presso la Comunità delle Giudicarie, a Tione, l'incontro aperto sull'architettura di montagna con gli occhi puntati sul "paesaggio alpino": argomento principe dell'attualità provinciale, nazionale ed internazionale di fronte allo "strapazzo" che si sta facendo del Creato. Ne saranno comunicati i dati e i contenuti degli interventi posti in essere; ovviamente tutti del massimo interesse ed importanti. Ma ne uscirà "il fare"? Ossia vi sarà una paginetta in cui si dichiarerà "dalla tal data, da ..., bisogna fare così e così, a ... ed a ..."? Ho la presunzione di percepire che ancora una volta non si riuscirà a precisare i compiti e le scadenze precise da impegnare chiaramente - "da chi" e "quando" e "dove" - si dovrà mettere in pratica ciò che gi esperti da tempo hanno chiaramente indicato in fatto di princìpi e di prospettive.
Nel contempo, in questo ingarbugliato mese, si dà voce al Carnevale, godendo del salvataggio del Carnevale asburgico di Madonna di Campiglio (in auge da 31 anni) e prospettando la riuscita di una infinità di manifestazioni in ogni zona delle Giudicarie con larga partecipazione di quel Volontariato al quale ancora una volta si deve la vivacità dei nostri territori con una palese assenza dell'ente pubblico, il quale si fa sentire, molto sommessamente, con qualche semplice contributo finanziario ma del tutto estraneo alla vivacità ed all'importanza delle tradizioni, le quali dovrebbero, invece, essere tenute in alta considerazione anche dall'Ente pubblico, poiché patrimonio esistenziale delle popolazioni.
Altro argomento in cronaca quotidiana del febbraio la "fusione" fra Comuni amministrativi, ancora un po' alla rinfusa e con tutti che si stanno chiedendo che cosa fare, come fare, dove andiamo a finire ed in più con l'affanno della ricerca del toponimo da dare al Comune che risulterà dalle rispettive fusioni. Il tutto lasciato lì a mezz'aria, più in balìa di quel che dice la gente, che non affidato a seri e preparati Comitati ad hoc, affinché si studino a tavolino, con l'aiuto degli esperti, le adeguate soluzioni sia alle problematiche costruttive del "Comune fuso", sia dello stesso nominativo da definire. Anche in questo campo si sente una certa superficialità, ossia la mancanza, alle spalle delle singole popolazioni coinvolte, di quell'apparato giuridico-politico-amministrativo ben preparato e solido delle istituzioni pubbliche capace di motivare storicamente e strutturalmente il da farsi, attraverso metodologie che sappiano convincere il cittadino della bontà delle scelte decisionali. Se si vuole davvero far sentire che la democrazia è ben diversa dalla dittatura che ha proposto e costituiti, nelle sole Giudicarie, i 16 "Comuni aggregati" nel 1927, bisogna saperlo dimostrare a chiare lettere: ve ne è estremo bisogno.

Fra le stranezze di questo febbraio si possono anche inserire le varie iniziative, sentite più in sottofondo che in superficie, per prepararsi adeguatamente al rinnovo dei consigli comunali con le elezioni del 10 maggio prossimo. I vari gruppi impegnati dalle varie forze politiche non trovano certo in quel di Trento esemplarità di comportamento ed agevoli e chiari punti di riferimento. Purtroppo, stando alle pagine dei quotidiani, si sta assistendo alla vicendevole non comprensione sulle varie problematiche da discutere e da decidere, né la popolazione riesce a percepire dove ognuno sia veramente diretto per una conduzione del bene comune secondo la nostra specifica storicità territoriale. Il concetto di amministrazione comunale risulta completamente cambiato da una imposizione burocratica che ha tolto alle singole persone la capacità di saper scegliere gli "uomini giusti" come avveniva nei secoli nelle assemblee pubbliche ogni primo gennaio. La scelta del "console/capocomune/ podestà/sindaco" non è più lasciata alla volontà del singolo cittadino/censita, e non risulta più legata alla salvaguardia del territorio comunale ed all'assetto urbanistico di ogni singolo agglomerato urbano (frazioni comprese), ed al quale la cittadinanza sapeva e poteva rivolgersi come persona singola capace di ascoltare e di saper accontentare gli eventuali bisogni. È diventato il capo della burocrazia, un burocrate lui stesso, agli ordini di norme a cui deve sottostare, anche, magari a danno della sua stessa comunità: il concetto di Comune Autonomo è del tutto scomparsa.

Anche per il mese più corto dell'anno i cittadini hanno qualcosa in comune a cui pensare e su cui riflettere, sempre che ne abbiano ancora voglia e tempo; poiché è evidente che in queste situazioni e considerazioni anche i cittadini non riescono più a fare comunità e non si sentono più partecipi attivi della propria amministrazione pubblica, diventata solo una faraggine burocratica senza significato e senza fondo. Il Carnevale darà un attimo di respiro; forse ci farà momentaneamente ridere...; ma la quaresima, con il deprimente colore viola, ci riporterà alla serietà dei problemi da risolvere tutti insieme perché ci coinvolgono personalmente, volenti e nolenti.

Quell'illuso del Musón