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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

I giovani ringiovaniscono e ringiovaniscano le Giudicarie. Dal blog di Quell'illuso del Muson

I volontari de La Giovane Rendena

Aria nuova per il mio pessimismo sull'avvenire delle Giudicarie. Allo sconforto degli ultimi decenni di fronte ad un percepito ed esteso malessere sociale, sento oggi attorno ai miei 96 anni aleggiare una nuova primavera, quanto mai incoraggiante, per l'affacciarsi di numerosi giovani giudicariesi alla ribalta sia dell'associazionismo proprio del Volontariato, che degli Enti Pubblici per una non indifferente schiera di forze giovanili nelle liste dei nuovi Comuni "fusi".
In Val Rendena si sta presentando ufficialmente una nuova compagine di giovani Volontari che si dicono intenzionati a "smuovere le acque" con obiettivi sociali di vasta portata. Nella Valle del Chiese nuove aggregazioni si presentano, concordi, per coinvolgere le nuove generazioni a "darsi da fare" per ridare consistenza e compattezza al valore del concetto di comunità. Nelle Giudicarie Esteriori, in nome di don Lorenzo Guetti, si stanno raccogliendo forze giovanili pronte a mettersi a disposizione per risuscitare e riproporre quella socialità locale tanto cara al padre della Cooperazione trentina.
È giusto ricordare che chi è riuscito, specie nel "passato remoto", a fare qualcosa di grande e di importante, specie socialmente parlando, sono sempre stati i giovani. Ce lo insegna anche il mondo dell'arte: quanti grandi musicisti e artisti hanno prodotto quello che ci hanno lasciato dai 15 ai 35 anni! Lo stesso Gesù Cristo ci ha lasciato i suoi insegnamenti prima dei 33 anni. Sono sicuro che le "gemme" che sentiamo che si stanno aprendo nelle nostre vallate in questo sbocciare del fervore primaverile, ci daranno foglie, fiori e frutti assai consistenti basandosi non solo sul loro entusiasmo giovanile, ma sua una preparazione adeguata oggi facilitata dagli strumenti a loro diposizione, e da una viabilità (e mezzi di trasporto) che non li obbligano più all'isolamento secolare del nostro sofferto ma glorioso passato, ma li mantengono in diretto e costante rapporto con tutto ciò che di nuovo avviene ovunque e tutto da conoscere, da studiare, da imparare e da "portare a casa".
Mi auguro che questa facilità di movimento -materiale ed intellettuale - favorisca, finalmente, anche la caduta delle ataviche divisioni fra Rendena, Busa di Tione, Chiese e Giudicarie Esteriori, trasformandole in una comune e fattiva "unione", che nel mantenimento/arricchimento delle singole identità, trovino le strade adatte per incontrarsi e vicendevolmente accrescere quel patrimonio ambientale, sociale, culturale ed economico di cui le Giudicarie hanno tutte le potenzialità per accrescerlo e renderlo disponibile a tutti ed a ciascuno.
Tanti auguri ai "giovani giudicariesi" da un vecchio che si augura di poter lasciare l'avvenire delle Giudicarie in "buone mani".
quell'illuso del Musón