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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Libere RADIO e TV in Giudicarie: solo ricordi dimenticati? Dal blog di Quell'illuso del Muson

tvgLa inattesa e triste scomparsa di Maria Tonini, cittadina di Storo, - suadente ed ascoltata voce di Radio di GB1 da Storo (Cà' Rossa) e di Radio C8 da Tione negli anni Settanta/Ottanta - mi ha riempito di tristezza ma, nel contempo, ha suscitato in me la struggente nostalgia che mi ha trascinato a rivivere ed a ricordare quell'intenso periodo di vita di parecchi decenni fa quando, anche in Giudicarie, l'avvento del libero uso delle trasmissioni radiofoniche e televisive era giunto alla portata di un entusiasta ed agguerrito Volontariato, reso possibile - allora - dalla mancanza delle attuali remore dovute alle procedure burocratiche, che stanno tarpando le ali (e forse addirittura tagliandole del tutto) a coloro che sentirebbero ancora in sè la generosità di mettersi in gioco.
Dagli anni Sessanta in poi erano sbocciati in Giudicarie i primi esperimenti radiofonici nell'area della Val del Chiese, come "Radio Chiese", "Radio Kabul". "La mia radio" e "Nova Radio" poi sopraffatte da "Radio GB1", che era riuscita a farsi sentire anche nella Valle di Ledro e nel vicino Bresciano. Quest'ultima, poi, era confluita nella "Radio C8" installatasi prepotentemente a Tione, mentre nel contempo da nord si faceva sentire "Radio Rendena" con sede a Spiazzo e dalle Giudicarie Esteriori irradiava le proprie onde "Radio Manuela" che trasmetteva (e sta ancora trasmettendo sotto il nome di "radiodigione") dalla frazione di Cornéle nel Lomaso. Successivamente giunse persino una libera televisione, installata a Saone da un attivo sacerdote - don Gino Flaim, benevolmente definito "don Vàlvola" - che aveva coinvolto anche tanti Volontari che già stavano collaborando con le varie radio locali.
Mi sono trovato direttamente coinvolto nelle due emittenti di Storo e di Tione, e nella TvC8 di Saone con testi e servizi sia personali che per altri. Purtroppo è venuta a mancare un po' in tutti l'avvedutezza di lasciare scritta l'avventurosa storia di quegli accesi decenni, sia le testimonianze dell'intensa attività delle varie emittenti ed in particolare il dettagliato elenco delle persone che hanno dato vita a tanto vivace lavoro di comunicazione sociale. Con l'aiuto di un amico e con la mia sola mia memoria ho rintracciato qualche nominativo che mi piace qui ricordare, invitando altre persone a raccogliere anche i nomi di cui qui dimenticherò. Per quanto avvenuto nel Chiese sono al momento stati rintracciati: i fratelli Moneghini, la dinastia Beltrami, Efrem Ferrari, Claudio Rosa, Luciano Radonai, Fabiano Galante, Eugenio Valentini, il dj Alessandro Quai, Luigino Bondoni, Dino Grassi, Enzo Fusco, Maria Tonini, Aldo Pasquazzo, Adelino Amistadi, Carlo Girardini; per la RadioC8 con sede a Tione ricordo Adelino Amistadi, Lino Salvaterra il dj Silvano Cappella; per la TvC8 con sede a Saone, oltre al citato don Gino, l'indimenticabile Ettore Zini con suoi servizi speciali rimasti esemplari. Dicono che qualcosa di quelle trasmissioni sia rimasto e che si trovi a Pinzolo. Di Radio Rendena e di Radio Manuela non ho in mano nulla: neppure un nominativo; e questo mi rincresce davvero, poiché meriterebbero d'essere documentate.
Perché questi ricordi? Perché quelle voci sono entrate non solo nelle case, ma in tutti i bar, in tutte le officine, in tutti i luoghi di ritrovo; in tutte le automobili che sintonizzavano la propria radio sulle reti giudicariesi; perché quelle voci e quelle musiche hanno aiutato davvero a "crescere" intere generazioni, sorrette dalla "voce di casa propria". La radio ha una penetrazione umana e sociale che la televisione non può avere: in casa una radio accesa segue le persone ovunque si spostino, nelle botteghe e nelle officine suoni e parole via radio seguono gli operatori ed i clienti; in automobile la radio accesa ti segue anche quando sei intento a non perdere la guida; di notte una radio accesa ti accarezza anche nel dormiveglia. Una voce da una radio penetra nella persona, anche se questa sembra non darle l'attenzione che merita, ed incide su una crescita che può avvenire anche nel subconscio.
Potessero i Giudicariesi usufruire ancora oggi - 2017! - di una loro radio comprensoriale. Abbiamo una testata giornaliera online - giudicarie.com - ed una pubblicazione capillare come "il Giornale delle Giudicarie", ma per usufruirne od occorre avere ed accendere un computer, o poter ricevere "il foglio" a domicilio e volontariamente mettersi a sfogliarlo. Invece una voce via radio aleggerebbe su tutti ed in tutti per 24 ore al giorno, di giorno e di notte, e raggiungerebbe chiunque anche in montagna, anche nelle frazioni più disperse, anche nei rifugi e nelle malghe e sa le cà da mónt.
Mi auguro che queste righe possano essere lette da molti che le "radio giudicariesi" le hanno sapute godere, usufruendone le musiche, ma anche i contenuti e le possibili accese diatribe. Una seminagione che ha arricchito tanti decenni, e che ora sta certo dando i suoi frutti; ma una seminagione che si è interrotta ed il terreno è rimasto amaramente incoltivato. Peccato davvero.

quell'illuso del Musón
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