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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Tener pulito il paese: un hobby saltuario o costante dovere sociale di tutti gli abitanti?

Pinzolo-giornata-ecologica-0Mi fa impressione leggere sui giornali - e dato come un fatto eccezionale - che in qualche paese o città la popolazione (o qualche associazione) venga chiamata o a pulire strade e rioni o a riordinare i sentieri di montagna. Ma è possibile non ricordare che questo era un compito obbligatorio e gratuito di tutte le famiglie (allora dette "focus") che è durato per 800 anni, dal 1000 al 1800, in tutti i villaggi delle Giudicarie? Proprio attraverso questo dettato statutario, infatti, che era diventato principio/obbligo, sono state letteralmente "costruite" le Giudicarie di oggi mediante la "coltivazione" di un territorio allora tutto da modellare fino a giungere all'incomparabile paesaggio ambientale, accogliente e godibile di oggi.
Non ho mai capito perché i legislatori moderni, specie la Regione Trentino-Alto Adige e le Province Autonome di Trento e Bolzano, non abbiano recepito questi antichi dettati degli Statuti medioevali, obbligando - come allora - ogni ceppo famigliare a prendersi cura sia del territorio urbano che del territorio montano, goduto ancora oggi - almeno in Trentino ed in Alto Adige - tutti insieme come "proprietà collettiva". Mi limito alla citazione degli Statuti di Tione e di Sténico che ho sottomano. In quello di Tione, all'articolo12 del 1579 leggo: «(I "vicini") statuirono et ordinarono che il Maggiore di Casa, Maschio da 14 anni in su, sia tenuto ed obbligato ad andare alle vie ed al Comune secondo faranno gli altri Vicini. E chi contrafarà paghi il pegno di soldi 15...». Altrettanto significativo l'articolo 22 dello Statuto di Sténico del 1472: «Che cadaun Vicino debba andare, o mandare persona capace, ad aggiustar le strade sì della campagna, che del monte quando sarà comandato per mezzo del saltaro, quale doverà lavorare... ». Commentano i compilatori del volume che raccoglie l'antico documento: «Alle strade di campagna sono dedicati ben quattro capitoli consecutivi della "Regola". Ogni anno, in marzo, alla data stabilita dal Saltaro, i Vicini dovevano prestare la loro opera per la manutenzione delle strade; era un lavoro da uomini (le donne ed i ragazzi lo svolgevano solo se in famiglia non c'erano uomini validi), che vedeva impegnate quattro squadre costruite dal Console e coordinate da un giurato».

L'esame di questo dato di fatto storico, perseguito attraverso l'esame analitico di tutti gli Statuti/Regole - (raccolti e pubblicati dal paziente lavoro di Fabio Giacomoni in tre grossi volumi editi dalle Edizioni Universitarie Jaka) - darebbe l'esatta situazione di un assetto sociale del quale ciascun membro e ciascun "ceppo" diventava responsabile della manutenzione peculiare sia degli spazi abitati, che degli spazi lasciati destinati alla razionale ed attenta distribuzione del manto vegetale. Situazione che io ho vissuto in Giappone, quando, entro le sette del mattino, dovevo spazzare la parte di strada pubblica sulla quale dava la mia abitazione, e partecipare gratuitamente, una volta al mese, al riassetto (in ogni anche più nascosto angolo cittadino ed in ogni abitazione) del mio rione cittadino.
Penso che se anche oggi una società attenta e precisa obbligasse ciascuna e ciascuno a rendersi responsabile della pulizia e manutenzione di abitazioni ed adiacenze, di strade e vicoli e sentieri, e dell'intero territorio... verrebbe assai alleggerito il lavoro comune della raccolta dei rifiuti, assicurata la pulizia di paesi e città, e lo steso assetto di tutto il territorio avrebbe un altro sentore. E non farebbero cronaca certe iniziative, pagate dall'Ente pubblico con tanto di banchetti a conclusione di una giornata vissuta in allegra compagnia.

Quell'illuso del Musón

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