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La piazza dei Giudicariesi

Giudicarie 2014: vive... ma disunite e disinformate


giudicarie esteriori 

Settembre 2014 in Giudicarie, con il persistere delle piogge anche se con qualche sprazzo di cielo azzurro e sporadici raggi di sole. Si chiude l'estate; si va per noci al Bleggio o per castagne nella Valle del Chiese. Le ultime Sagre, le ultime manifestazioni culturali, l'inizio delle partite di calcio in attesa che la prima neve le sospenda per l'inverno.
Ed eccoci già a riflettere sulla primavera e sull'estate con tutto il bello e il meno bello che hanno portato con sé e che tutti insieme abbiamo intensamente vissuto lungo la Sarca e lungo il Chiese. Ci sentiamo ancora sul collo il fiato di Daniza, le diatribe sull'Ospedale, le ancora accese polemiche su Montagnòli, le ansie per una Comunità attorno alla quale vortica il vuoto, la bocciatura delle tangenziali di Pinzolo e di Comano: tutto un mondo in sospeso che certamente non contribuisce alla serenità dei Giudicariesi.

Ma dobbiamo essere contenti per quello che, grazie a persone esperte e soprattutto al Volontariato, si è riusciti a capitalizzare nel mondo culturale: qualcosa di veramente eccezionale ma di cui, purtroppo, l'intera popolazione, nel suo insieme, non si è resa conto e non ne ha saggiamente approfittato.
Mi riferisco a manifestazioni di profondo contenuto in ambito culturale, come il progetto pluriennale di ZanettiArte di Bagolino a San Barnaba di Bondo, all'affermato "Incontro con l'Autore" dell'Apt delle Terme di Comano che dura da vari anni, al Festival "Mistero dei Monti" a Madonna di Campiglio da dodici anni a cura dell'Apt Madonna di Campiglio-Pinzolo-Rendena, ai riusciti convegni storico-commemorativi di Cìmego, alle numerose iniziative del Museo delle Palafitte di Fiavé, alle manifestazioni periodiche localizzate del Parco Adamello Brenta, all'allestimento di "BoscoArteSténico" a Sténico, alle iniziative dell'Associazione "Il Chiese" a Storo e dintorni, alla esaltazione dei "Borghi più belli d'Italia" a Rango e a San Lorenzo in Banale, al "Premio Papaleoni" a Tione/Daone, al "Premio Homo Probo" in Ambiez, alle novità letterarie di Montagne, alle sperimentazioni scolastiche del "Museo della Scuola" di Rango, all'azione di promozione conoscitiva del territorio da parte dell'Ecomuseo della Judicaria nelle Esteriori e dell'Ecomuseo Valle del Chiese nel bacino omonimo, alla sempre eccezionale "Rendena d'un tempo" di Bocenago, al "Palio dei 7 Comuni" nel Lomaso, al "Suono delle Dolomiti" a Malga Rosa e a Clemp a Mavignola, agli appuntamenti corali al Grosté ed al XII Apostoli in Brenta, alle infinità di serate con conferenze di ogni tipo, agli incontri musicali con concerti d'ogni genere, alle mostre d'arte e micologiche, alle esibizioni folcloristiche, ricreative e teatrali, con l'aggiunta delle feste campestri o paesane promosse dalle Pro Loco o dai Consorzi Turistici, o dai Comitati locali o dagli Alpini. Doverose e dovute le "scuse" a chi ho tralasciato a causa della mia memoria ormai troppo "vecchia"!

Un intenso ed incessante proliferare di iniziative, con a monte mesi ed anni di preparazione in campo di ricerca, di organizzazione e di apparati logistici per offrire il meglio del meglio, ossia l'intrinseca sostanza degli elementi sociali destinati a creare interesse, attrazione, divertimento, voglia di stare insieme: quell'ammasso di lavoro che indicativamente e sostanzialmente si dice "cultura": ma quella vera, quella che entra nella mente e nell'anima e che è destinata a far crescere sia ogni singola persona che l'intero contesto comunitario.

Tuttavia, si ha l'impressione che questa prospettata e benefica osmosi non avvenga nei modi voluti e nell'ampiezza sociale desiderata. Forse a causa della nostra ancora incapacità di intercomunicare fra di noi Giudicariesi, ossia quella persistente situazione che ci ha abituati - per forza di cose, indipendentemente dalla nostra volontà - ad agire ciascuno per conto proprio , forse per giusto orgoglio o per un atavico senso di autonomia, senza mai riuscire e fare catena con gli altri attraverso una possibile, ma mai attuata, fusione di intenti che dovrebbe e potrebbe portare a più ampi risultati a livello comprensoriale.

Ve li immaginate a Ponte Càffaro ed al Passo Campo Carlo Magno, al Ballino ed a Nèmbia grandi cartelloni (come gli orari delle stazione ferroviarie) in cui si alternano continuamente le iniziative socio-culturali che si succedono giorno per giorno, settimana per settimana, mese per mese in ogni località delle Giudicarie? Un'attrazione davvero impensabile, ma certamente efficace per "far conoscere" che cosa si sta progettando e facendo in maniera tempestiva e globale.

Vi è la comunicazione attraverso la carta stampata, la radio ed i web; ma, fino ad oggi, si è dimostrata del tutto insufficiente. Quante volte si sente dire: «Se l'avessi saputo, sarei venuto!». Ed, infatti, quante serate e quante manifestazioni risultano quasi deserte, con poche decine di presenti e sempre più pochi i Giudicariesi stessi. E quanti di noi sanno "spostarsi" di valle in valle, di luogo in luogo, pur di arricchirsi di ciò che alternativamente viene proposto di veramente eccellente? Ho l'impressione che, in Giudicarie, i mezzi per usufruire della comunicazione non siano ancora usufruiti e non si sappia usarli in maniera adeguata approfittando della velocità e dell'ampiezza raggiunte da un settore che ha dell'inverosimile.

La presenza sul territorio soltanto di alcuni "corrispondenti" solo volontari per puro hobby ed a tempo libero e non ancora ufficialmente inseriti professionalmente nel contesto giornalistico, limita assai sia l'informazione che i contenuti di quanto avviene e del grande lavoro che viene fatto. Su tutto il territorio giudicariese mancano, da sempre, agenzie qualificate di settore e proprio su un'area geografica che si dimostra del tutto amorfa - anche da parte degli Enti e degli Amministratori pubblici - e del tutto indifferente ed impreparata a mettersi in gioco con tutte le ricche possibilità della società moderna, impostata su una tecnologia che va, invece, quanto mai conosciuta ed usufruita a dovere per non rimanere nell'atavico isolamento di cui le Giudicarie sono vittime esemplari.

Quell'illuso del Musón

Commenti   

 
+1 #1 mic 2014-09-10 10:22
Sinceramente già inorridisco per i lampioni con i led a luce bianca fredda(tra l'altro assai fastidiosi) che iniziano a deturpare borghi le cui peculiarità nulla hanno a che vedere con tali, aberranti, pseudo modernità e ritengo che posizionare eventuali cartelloni in stile "stazione ferroviaria"nei luoghi che vengono ipotizzati per promozionare le pur lodevoli iniziative culturali/folkl oristiche non sia soluzione consona.
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