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La piazza dei Giudicariesi

Caso Daniza: San Francesco mi ha insegnato a voler bene agli animali ed a tutto il Creato, ma le elemosine che raccoglieva le usava per dar da mangiare agli affamati e per curare gli ammalati, donando al lupo solo comprensione ed una carezza, non un tozzo

la stampa daniza
Giudicarie "travolte" da web, radio-tv e quotidiani, periodici e riviste per la morte di un'orsa...: un secolo fa per il suo abbattimento vi sarebbe stato a disposizione un riconoscimento con premio in denaro; oggi è diventato un dramma a livello nazionale e, grazie al web, addirittura internazionale. Come cambiano in fretta i tempi... e gli "uomini"!
Indubbiamente, come Giudicariese e come Trentino, mi trovo coinvolto emotivamente con sentimenti che vanno dalla compassione per l'animale quasi ucciso, alla rabbia/ribellione per come la mia vallata e la mia regione vengono bistrattate da persone che non ci conoscono e che certo non ci hanno mai aiutato a superare la nostra atavica vita sacrificata di montanari abbarbicati su montagne e in vallate impervie e difficili da dissodare, e mai disponibili a darci il necessario sostegno vitale per tutti gli abitanti, costretti da sempre ad abbinare la stalla con l'emigrazione.
Ma, oltre che giudicariese e trentino, sono anche un uomo e come tale mi sento parte dell'umanità, costantemente partecipe della vita di qualsiasi persona ovunque viva ed ovunque soffra ed ovunque venga uccisa e sacrificata nelle dinamiche politiche di guerre sempre tenute accese; ed inoltre, come cristiano (con tutti i miei limiti ed i miei peccati) mi sento anche parte di una Chiesa che costantemente deve piangere i propri martiri sacrificati in odio ai princìpi del Vangelo.

Quindi, giorno per giorno, mi sento addosso una umanità sofferente, bambini che muoiono di fame, ragazzi e ragazze che vengono sacrificati in inziative di guerra, uomini lasciati soli per le strade senza un tetto sopra il capo, uomini e donne senza lavoro privi del quotidiano sostentamento, famiglie senza casa, malati o lasciati per le strade come in Oriente o abbandonati nei corridoi di ospedali incapaci di accoglierli e di curarli, persone che soffrono per una infinità di ragioni senza avere qualcuno a cui rivolgersi per superare le loro difficoltà e sofferenze, persone di ogni età sfruttate in sacrificati lavori quasi inconcepibili, ed una torma infinita di "dimenticati" da tutti che sotto tutti cieli del mondo stanno vagando a chiedersi come riuscire a superare le difficoltà del giorno che stanno vivendo ed a giungere al giorno dopo.

E di fronte a questa umanità ("fratelli" secondo il Vangelo) – che ogni mattino trovo a salutarmi ad ogni risveglio – mi trovo pagine e pagine di giornali che si interessano di un orso, di lupi, di cani e di gatti, e di ogni sorta di animali... e mi sento avvilito e solo, quasi imbambolato nell'accorgermi che ho attorno a me persone che sprecano il loro tempo ad interessarsi della fauna invece che del proprio prossimo che soffre e che ha bisogno del loro interessamento, della loro attività e dei loro soldi che stanno "sprecando" per le bestie mentre tanti esseri umani, nello stesso istante, stanno morendo o di fame, o per malattie non debitamente curate o sotto la micidiale ed ininterrotta pioggia di bombe e pallottole uscite da armi manovrate da altrettante persone. San Francesco mi ha segnato a voler bene agli animali ed a tutto il Creato, ma le elemosine che raccoglieva le usava per dar da mangiare agli affamati e per curare gli ammalati, donando al lupo solo comprensione ed una carezza, non un tozzo di pane! Ed anche quando sono venuto in contatto con il buddismo panteista, fra popolazioni che non mi permettevano neppure di ammazzare una vipera, ho imparato ad amare ancor di più la Natura sotto tutti gli aspetti, ma senza esasperate esagerazioni.

Con i miei 94 anni sulle spalle – cariche dei racconti di mio padre reduce dalla Galizia sul fronte russo dal 1914 al 1918, dei miei cinque anni di guerra in Giappone sotto i reiterati bombardamenti americani con tanto di bombe atomiche più terremoti e tifoni, delle esperienze degli anni Cinquanta con madri di dispersi e vedove di guerra più le atroci testimonianze dei campi di concentramento nazisti e bolscevichi – credo che sia comprensibile, e che mi sia permesso, il sentirmi avvilito e disorientato da una "società del benessere" che, dimentica di tanto passato e di tante sofferenze, va a perdersi su problematiche che non stanno né in cielo né in terra di fronte ancora a tanta umanità sofferente e bisognosa perfino del pane quotidiano, di un lavoro sicuro e di un tetto sopra la testa!

Tanti giornalisti, mentre stanno parlando di orsi e di lupi con tanta enfasi ed esaltazione, non hanno la visione di un volto di bambino che piange? Non sentono il grido di un figliolo che grida a suo padre: «Gò fam!»? Non sentono lo scoppio di una granata su una scuola che uccide diecine di scolari? Non ricordano le truci esecuzioni di chi sta uccidendo qualcuno senza che la società neppure se ne accorga e senza che nessuno scriva neppure una riga? E non si tratta di animali, bensì di "uomini/persone" - figli di Dio, almeno per i cristiani - con tanto di dna del tutto personale ed insostituibile!
Questo è il mio avvilimento da povero vecchio ormai al tramonto, questa la terribile sensazione di non trovarmi più in una società umana, e soprattutto cristiana, ma tra una massa di gente allo sbando, vittima dei mass-media e dei web.
Tutto ciò con tanto ed evidente rincrescimento e con tutto il mio amore per la Natura e per il giornalismo, ma caparbiamente ed essenzialmente innamorato ed a servizio dell'UOMO/Persona.

Quell'illuso del Musón

Commenti   

 
+4 #2 Sara 2014-09-16 20:04
Proprio qui invece pochi si sono arricchiti con questo progetto Life, che non ha creato lavoro se non ai soliti noti, che stavano gia bene , e in più ha fatto soffrire ste povere bestie , che ora non si sa cosa farne
Se non sprecassimo tutto questo denaro pubblico nei paesi del primo mondo potremo vivere benissimo e donare al prossimo.
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0 #1 P. Remo Villa 2014-09-14 09:59
Grazie, Mario, x il tuo piccolo grande contributo a mettere le cose al loro posto giusto, al posto che a loro spetta.
ti saluto dalla Tanzania dove vivo da più di trent'anni come missionario, trentino come te.
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