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La piazza dei Giudicariesi

Fusioni dei Comuni: l'essenza giuridica e di salvaguardia delle Asuc, punto di partenza per la tutela del territorio

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Metà dicembre 2014: i quotidiani riempiono pagine e pagine sulle "fusioni" dei Comuni nel Trentino ritenendo il provvedimento legislativo un toccasana della pubblica amministrazione. Fortunatamente, domenica 14 dicembre, mentre in varie località si tenevano i referendum comunali, a Trento si è tenuta anche l'assemblea delle Amministrazioni Separate di Uso Civico (Asuc) durante la quale – stando ai quotidiani – è stata ribadita la primaria importanza della loro presenza soprattutto in quei Comuni che, fondendosi, avranno la giurisdizione su un più esteso territorio costituito dalla somma di diversi, e magari numerosi, Comuni catastali.
Attualmente le Asuc sono solo poco più di un centinaio, mente i Comuni catastali sono diverse centinaia, ma la maggior parte delle rispettive popolazioni interessate non hanno "ubbidito" alla storicità delle istituzioni comunitarie medioevali nell'eleggere i propri rappresentanti col preciso compito di gestire responsabilmente e saggiamente le proprie "proprietà collettive". Purtroppo, specie durante il secolo ventesimo, si è andato perdendo il valore ed il senso del "possesso in comune" lasciando che i consigli comunali sopperissero alla gestione territoriale in nome e per conto delle Asuc. Per conto mio, però, si tratta di un provvedimento improprio, poiché il Comune amministrativo - (gestito anche da persone da poco tempo in Trentino, lodevoli per impegno e serietà, ma non ancora in grado di conoscere l'essenza, la vastità e gli elementi costituivi dell'intero territorio) - deve provvedere ai "servizi" che rispondono ai bisogni di tutti i cittadini, mentre, invece, le Asuc, elette dai capifamiglia da sempre sul territorio, dovrebbero essere formate da persone legate da secoli al territorio stesso in modo da conoscerlo come è stato gestito (coltivato) durante i secoli dalle popolazioni che qui sono rimaste e qui hanno provveduto a salvaguardarlo e ad arricchirlo il più possibile, specialmente con il lavoro.
A mio modesto avviso di vecchio giudicariese (ed anche come ex vicesindaco ed ex consigliere comunale) ho sempre ritenuta impropria ed inadatta la norma che ha affidato ai consigli comunali la gestione delle Asuc. Ogni Asuc costituisce un Ente pubblico/privato a se stante e qualora non venisse giuridicamente costituita dovrebbe essere nominato un Commissario ad hoc fino al ricostituirsi dell'appropriata Amministrazione. In questo modo si avrebbe la certezza che sopratutto la montagna - già gestita da secoli in maniera particolare dagli allevatori e dai contadini - sarebbe salvaguardata da persone che la conoscono zolla per zolla, malga per malga,"cà' da mónt per cà' da mónt", sentiero per sentiero, bosco per bosco, selva per selva,"sgrébegn per sgrébegn".

Fino ad oggi – almeno soltanto da quanto conosciuto attraverso gli organi d'informazione – non si ha notizia di quale valore e consistenza giuridica avrà la gestione dei Comuni catastali nell'ambito dei Comuni amministrativi formati da più Comuni catastali (per esempio in Giudicarie: Comano Terme con 14 catasti; Pieve di Bono con 6; Spiazzo con 5; Storo con 3; Valdaone con 3). La necessità di provvedere direttamente alla cura del territorio, così come suddiviso e gestito in Trentino sin dal Mille in poi direttamente dalle popolazioni locali, va oggi salvaguardato dal pericolo di una visone dello Stato che vorrebbe abolire l'Uso Civico a favore del Comune amministrativo del momento storico in cui viene costituito e progressivamente cambiato.

Si continua a parlare di riforma istituzionale in fatto di Comuni e di Comunità di Valle: a mio modo di vedere (o di "sognare") mi trovo a pensare che sia tempo (o siamo già in ritardo?) di precisare l'essenza giuridica e di salvaguardia delle Asuc, le quali soltanto hanno in sè (e negli uomini scelti dalle singole popolazioni) la possibilità di salvare tutto il territorio trentino specialmente sotto l'aspetto ambientale e del paesaggio.

Quell'illuso del Musón

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