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La piazza dei Giudicariesi

Le fusioni uccideranno o salveranno le frazioni? Da quell'Illuso del Muson

Ragoli Preore e Montagne con tutte le frazioni e Saone prese da da Treset

Senza che ci si accorga, e senza che nessuno ci pensi, si sta ripetendo un fenomeno politico-amministrativo già evidenziato negli anni Trenta del secolo scorso con l'accorpamento di più centri abitati delle Giudicarie nei soli 16 Comuni amministrativi di quegli anni; allora, nei vari decreti ministeriali, si precisava di indicare come "capoluogo" il paese sede del Municipio e come "frazioni" gli altri nuclei abitati accorpati. Avvenne, però e troppo spesso, che i Comuni capoluogo pensavano soprattutto a se stessi, dimenticandosi delle frazioni o solo sfruttandole, come per esempio andando a tagliare i boschi sui catasti frazionali salvaguardano così, egoisticamente, il patrimonio boschivo esistente sul catasto sede del Comune.
Che il fenomeno si stia diffondendo anche attualmente lo si può constatare attraverso le cronache quotidiane dei giornali e sui bollettini comunali. Se qualcosa accade a Creto, il vecchio toponimo è sostituito con Pieve di Bono che come località non esiste, come il teatro "Don Bosco" non lo si segnala più come presente a Ponte Arche ma a Comano Terme, che si trova nella stessa situazione di Pieve di Bono e di Spiazzo; ed infatti ciò che accade a Fisto non può essere indicato come avvenuto a Spiazzo ma sul territorio del Comune amministrativo di Spiazzo. È accaduto anche ultimamente con Valdaone per avvenimenti accaduti nei centri abitati vicini o nelle località distanti dal paese di Daone divenuto sede del Municipio del Comune amministrativo.
Stanno per prendere corpo i nuovi "Notiziari comunali". Vi è il pericolo che non si sappiano distinguere nettamente le pagine riferite all'amministrazione comunale (e alle "gestioni associate)"– che è e resta (e restano) per l'intero ambito amministrativo comunale – e ciò che invece appartiene alle popolazioni di ogni singola frazione. Non ci si può limitare a dire che Castèl Restór è nel Bleggio e non precisare che si trova nei pressi di Tignerone, e non si può dire che ciò che avviene alle Terme di Comano sta avvenendo a Comano Terme ma solo nell'ambito comunale di C. T., ed ancora bisogna precisare che la sede del Coro Azzurro si trova a Strada e non a Pieve di Bono ma sul territorio comunale di Pd.B.
L'identità peculiare di ciascuna delle oltre 120 "frazioni" - (senza dimenticare le ancor più numerose "cà' da mónt" e le "Malghe", altrettanti centri abitativi di non minore importanza sociale) - esistenti nelle Giudicarie, io credo che tale identità debba essere salvaguardata dalle stesse popolazioni, poiché, purtroppo, la legislazione sembra che non ne abbia tenuto conto nella stesura delle nuove normative dell'Ente Pubblico, nelle quali, almeno mi pare, non esistano precise indicazioni in merito. Per esempio le associazioni di libero Volontario esistenti in un centro oggi diventato "frazione", diventeranno "comunali" con ambito allargato, o resteranno con la loro identità frazionale? La Banda di Roncone resterà tale o dovrà diventare la Banda di Sella delle Giudicarie?
Sembrano sciocchezze, ma non è affatto una sciocchezza il rispetto, la salvaguardia e la valorizzazione delle "identità frazionali" di Cologna e di Bìnio, di Ràngo e di Fàvrio, di Andògno e di Mavignóla, di Sèo e di Córt, di Borzago e di Bersone, di Saone e di Javrè, di Baitóni e di Darzo, con tutte le altre presenti in ogni angolo delle Giudicarie con una loro storia, con una propria popolazione che le ha rese una diversa dalle altre con i loro particolari di assoluta identità. Per me sentirmi a Bìnio è qualcosa di più e di diverso che sentirmi a Montagne; come essere a Lundo è qualcosa di più e di diverso che sentirsi nelle Giudicarie Esteriori; e come èssere a Bòno è del tutto diverso che sentirmi nel Comune di Comano Terme; come godermi il silenzio e la pace di Brione è assolutamente diverso che credermi a Borgo Chiese!
Ne terranno conto i nuovi Consigli comunali? Avremo Sindaci e consiglieri con gli occhi aperti sulle "frazioni" che dovranno amministrare con la stessa oculatezza e la stessa sensibile veduta territoriale ed antropologica che avranno per i puri servizi locali? Mi permetto ricordare che gli amministratori pubblici giudicariesi non possono solo guardare al fondovalle fortemente abitato, ma devono sentirsi sulle spalle tutto il territorio, dalle sponde del Lago d'Idro e dalla gola del Limarò alla Cima Tosa ed alla Cima della Presanella: un territorio cosparso di villaggi e di innumerevoli insediamenti umani all'infinito.

quell'illuso del Musón

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