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Su per le montagne... questa giornata entrerà nella storia

queste giornata entrerà nella storia 1Ci sono giornate che per la loro intensità, per le emozioni, per la singolarità, per la bellezza dei luoghi, per la compagnia, per l'amicizia nata... rimangono nella nostra mente quasi fossero scolpite sulla roccia e il loro ricordo ci accompagna per molti anni, o forse per sempre.

Un nonno saggio diceva al ritorno di una memorabile giornata nella splendida val Genova ("nel suo regno") a raccogliere radicchio dell'orso...: "questa giornata entrerà nella storia...".

E probabilmente aveva ragione. Per raccogliere i racconti di queste giornate indimenticabili nasce "Su per le montagne", una rubrica che vuole proporre le esperienze, le sensazioni le emozioni di giornate memorabili, in montagna...

«Un omaggio alle Dolomiti di Brenta». 100 km con 7mila metri di dislivello: Marco Maganzini, guida alpina di Giustino, ha percorso in giornata il Dolomiti di Brenta Trek. Il suo racconto

Marco Maganzini guida alpina di Pinzolo   


Marco Maganzini, giovane guida alpina di Giustino, ha percorso il Dolomiti di Brenta Trek Expert, un fantastico trek ad anello itinerante di più giorni che abbraccia tutto il Gruppo di Brenta che consente di ammirare il gioiello dolomitico in tutta la sua interezza e da tutti i versanti visitando anche le vallate meno frequentate e conosciute (info: www.dolomitidibrentatrek.it), in una giornata. Ha corso e camminato per 100 km attraverso una trentina di diversi sentieri, salito per 7000m di disl e disceso per altrettanti, valicato una quindicina di passi, attraversato una ventina di vallate, transitato da 7 rifugi e da una quindicina di malghe....

Una giornata indimenticabile.
Ho vissuto, una intensa giornata che raccoglie in sé talmente tante emozioni, pensieri, colori, paesaggi che non mi sembra nemmeno possibile averli vissuti tutti assieme; una giornata che lascerà un piacevole ed indelebile ricordo...una giornata infinita, indimenticabile ed irripetibile.

Marco Maganzini verso malga Flavona

Un giro incredibile...
Se ripenso al giro fatto, lo vedo come una bella attraversata, non come una prestazione atletica o una sorta di impresa, la vedo come una sorta di omaggio al Dolomiti di Brenta Trek e al Gruppo di Brenta lungo i sentieri e le vie ferrate che ho frequentato tutta l'estate accompagnando le persone e condividendo con loro emozioni ed esperienze sempre nuove e così diverse ogni volta...

Ma quando ti è venuta l'idea di questa avventura?
L'idea di provare questa grande cavalcata mi è venuta la scorsa estate, quando sono stato chiamato in qualità di Guida Alpina per accompagnare un gruppo di clienti del Club Alpino Tedesco lungo questo entusiasmante trek di più giorni che prende il nome appunto di Dolomiti di Brenta Trek Expert. Di giorno camminavo assieme a loro lungo questi stupendi sentieri e la sera al rifugio mi studiavo la cartina e provavo a pensare dove, come e di quanto si potessero accorciare i tempi

Ma si riesce a gustare la montagna andando così in fretta?
Ci tengo a dire e a sottolineare che sono pienamente d'accordo anch'io con il fatto che la montagna vada vissuta, contemplata ed assaporata lentamente, gustata passo dopo passo. So anche che per ammirarla e capirla ci sia bisogno di tempo: fortunatamente il mio lavoro di Guida Alpina mi consente di fare tutto ciò quasi ogni giorno, ed è così che ogni tanto sento una necessità dentro di me che mi spinge a sognare, progettare, correre, faticare ma anche a gioire!

Il racconto di Marco Maganzini di quella giornata memorabile

Come spesso accade quando torno dalle mie avventure in montagna mi piace trascrivere le emozioni, i pensieri, le sensazioni di quel giorno vissuto lassù...e anche questa volta è così...
il mio pensiero va a quella irripetibile ed incredibile giornata e mi ricordo...ricordo il buio surreale ed opprimente della partenza a mezzanotte, so che questi momenti sono forse i più difficili ma hanno sempre un fascino particolare: il silenzio, la solitudine, l'oscurità, e a rompere l'incantesimo c'è solo il rumore del tuo respiro che scandisce regolare il passo di salita...ricordo gli ultimi abeti prima ed i larici poi che lasciano spazio agli aspri pianori della zona del Grostè, quindi ricordo i sassosi sentieri del Tuckett e del Brentei percorsi così tante volte quest'estate...ricordo le grandi pareti silenziose del Brenta che "riposano" nella notte e la minuscola luce del mio frontalino, solitaria, che avanza passo per passo lungo questi sentieri che amo così tanto...ricordo la sensazione di profonda solitudine provata una volta girato lo spigolo del Crozzon con il soffio gelido della Vedretta dei Camosci ed il commosso pensiero alla cara Valeria e a quella tragica notte dello scorso ottobre...ricordo di sentire la viva presenza delle pareti ovest del Crozzon e della cima Tosa, pur non vedendole le sento...passo accanto al Rif. XII Apostoli, il più vicino a Giustino, per un attimo mi volto verso il fondovalle quasi a cercare la luce di casa mia...inizio la salita verso il Passo dei 2 Denti e provo una strana sensazione scendendo dalle scale della ferrata Castiglioni alla luce della frontale vedendo solo i 4 scalini sopra o sotto di me...ricordo quanto fosse bello "spiare" ed essere partecipe al lento risveglio del Brenta ancora tutto assonnato lungo il sentiero Palmieri...ricordo con piacere l'incontro con la gentilissima Sandra del Rif. Pedrotti: la prima persona che vedo dopo aver corso e camminato per quasi 6 ore nel cuore del Brenta e della notte, assaporo ancora il the preziosamente caldo ed il genuino strudel che mi ha offerto prima di ripartire sotto il suo incitamento verso il sentiero Orsi...quasi mi commuovo sentendo sul mio corpo il tepore dei primi raggi di sole mentre mi trovo proprio al cospetto del Basso...ammiro l'alba di questa infinita giornata che solo ora sta per iniziare ma che per me è cominciata già da un po'...costeggio l'immane parete est della Cima Brenta e poi ammiro in tutto il suo splendore quel fantastico obelisco tanto poco conosciuto quanto affascinante che è la Torre delle Val Perse: il mio pensiero va alle giornate ed alle avventure vissute con i miei amici scalando queste vette...scendo nella selvaggia Val Perse e la simpatica presenza di un branco di camosci che mi osserva da vicino senza nemmeno scappare mi fa compagnia finchè non riprendo la salita per il Passo del Clamer...quassù rimango piacevolmente a contemplare il cambio di paesaggio: non più aride ed pungenti pietraie, non più ripidi pendii e vette aguzze, bensì verdi pascoli, dolci declivi e cime più rilassanti...anche i miei piedi apprezzano il cambio di terreno e ringraziano! Da qui è tutto un susseguirsi di malghe nel luogo forse meno noto del Brenta ma così unico, affascinante e particolare quale è la Campa.

Marco Maganzini  dopo 12 hpausa pranzo

Cammino, ad intervalli regolari mi obbligo di ingoiare qualcosa prima che la fame si faccia sentire e bevo spesso...come è tutto diverso rispetto a qualche ora fa: non più il freddo ed il buio, ma un piacevole calore con la luce tipica delle belle giornate settembrine, sono ancora da solo ma soltanto fisicamente...infatti so che dopo Loverdina e Termoncello a breve raggiungerò Malga Flavona e là ad attendermi ci sarà una persona speciale...tutto questo mi dà ulteriore forza e motivazione. Dopo una pausa fondamentale per fare il pieno di energie a base di panino con salmone, grana, macedonia ed immancabile dolcetto finale, riparto "scortato" fino a Malga Tuena, da lì un saluto e l'appuntamento sarà tra qualche ora, se tutto andrà bene, al Bivacco Costanzi...che strano, mi sento di nuovo solo lungo la Val Formiga, ma questo iniziale senso di smarrimento si trasforma ben presto in energia positiva...anche se manca ancora un bel tassello di Brenta ce la posso fare! Ammiro il lago di Tovel dall'alto, il suo colore è cangiante e mi accompagna finchè non sbuco nell'altopiano della Nana: che sensazione di pace e tranquillità regna in questo posto, tutte le volte che sono passato di qui è sempre stato così! Questa volta però mi tocca fare un bello sforzo mentale per indurre le mie gambe a seguire la strada verso la Tassulla ed il Peller, tanta è la tentazione di andare diretti verso Cima Nana senza dover circumnavigare l'estrema propaggine settentrionale del Brenta...comunque sia essere "testoni" in questi casi aiuta ed in breve mi trovo dopo Malga Clesera a risalire verso il Passo della Forcola.

Da lì in poi mi attende l'ultima salita significativa, sarà questo fatto, sarà la consapevolezza di sentire possibile la realizzazione di questo "devastante" progetto, ma in un attimo mi ritrovo ad ammirare il paesaggio dalla Selletta della Nana, alla luce del tramonto. Mi volto indietro a salutare l'anfiteatro con le cime che mi hanno tenuto compagnia, come avevo fatto qualche ora prima sul Clamer, mi fermo a contemplare questo momento in cui la luce del giorno è più bella ed intensa che mai, quasi come se avesse un sussulto di vita prima di dover lasciare spazio alla notte, i minuti finali che precedono il tramonto sono sempre i più nitidi: c'è il rosso acceso di questa terra e di queste rocce, il verde brillante dei prati, il blu cobalto del cielo...e c'è laggiù in fondo la sagoma di una persona che mi attende...alzo le braccia e mi esce un urlo di gioia!

Questo è il racconto di questi istanti dal punta di vista di Daria, la mia ragazza:
"E' un momento magico...il tramonto...quando il giorno va incontro alla notte. Mi sento quasi privilegiata ad essere quassu'. Le valli sono già nelle oscurità, ed io mi godo ultimi tepori, teneri baci del sole... Seguo con lo sguardo il sentiero che sale verso la forcella. In cima a quella forcella scorgo una figura che riconoscerei da mille miglia. La figura alza le braccia e urla verso di me, verso le montagne, verso il cielo. E' un urlo trionfante anche se stanco, un grido di sollievo. Lui intravvede già la meta. Marco, ci sei quasi. Mentre lui sta percorrendo le ultime serpentine prima di arrivare al bivacco, io lo aspetto emozionata. Si sente ogni suo passo nel silenzio delle montagne che ci fanno da anfiteatro. E' una piacevole tensione dell'avvicinarsi. Il sole si sta spegnendo, per un attimo tutto ha ancora dei colori accesi e meravigliosi per poi assumere l'infinità di sfumature del grigio. Credo sia questo il momento più magico.."
...un grande abbraccio precede l'interminabile discesa nella Val del Vento. Di questa parte selvaggia ed impervia ricordo la sofferenza per i piedi ed il rapido sopraggiungere della notte...finalmente il segnavia 355 Centonia: l'ultima salita! Oramai non mi posso più fermare, nemmeno a causa dell'aria della Val Meledrio che mi soffia contro procurandomi un acuto senso di freddo dovuto sicuramente alla spossatezza...tutto ad un tratto la fitta abetaia che circonda la strada forestale si dirada e lascia spazio ad un pascolo...c'è anche la luce della luna ad illuminare per me gli ultimi metri prima della Malga Mondifrà...il cerchio si è chiuso...sono tornato al punto di partenza...lo so, ci credo ma non lo realizzo ancora...
Le frasi finali sono ancora di Daria, che ha descritto e colto così bene questi istanti:
"Sembra tutto come ieri, prima di partire. Ma ci si sente diversi. Sembra tutto così silenzioso. La stanchezza fa sentire 'ubriachi'. La stanchezza rende quasi insensibili, "in-emotivi"... Una sensazione strana, la voce dentro che vorrebbe urlare di gioia, ma manca l'espressione... C'e' il silenzio, il cielo stellato, e il Cerchio che si è chiuso. Nessuna parola. Gli attimi preziosi, ricchi di significato, silenziosi. E' inutile parlare, è dentro che senti...
Gli occhi stanchi, grigi, limpidi come sempre, determinati, sollevati, esausti. Negli occhi c'è tutto, ogni emozione compresa in questo lungo tragitto."

...grazie DBT...grazie Daru...!!!