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Mezzo secolo di vita per i Polenter di storo. Festeggiato il traguardo con il pranzo sociale al Rifugio Lupi di Toscana

I PREMIATI

STORO. L'associazione Polenter di Storo conta mezzo secolo di vita. A presiederla vi è Giorgio Zocchi coadiuvato come vice presidente e segretario da Donato Candioli. " Mediamente – dice Zocchi - prepariamo una sessantina di polente all'anno con il clou al Carnevale Storese e con molte altre cucinate per feste o manifestazioni varie, anche fuori provincia".
"La storia del gruppo - dice Candioli - ha origine alla fine degli anni sessanta per merito di quattro pionieri: il Bepino Perotel, i fratelli Bruno e Ceschino "Oe" e lo chef Antonello Grassi "Giosi" inconfondibile nel suo grande berretto bianco da Chef stellato.

La prima uscita è al carnevale di Storo, con polenta e salamelle, cucinate nella fontana piccola di fronte all'ex Agnello oggi Piazza Cortella.
Un successo imprevisto, che ha obbligato i quattro ad "assumere" aiuti nella seconda esperienza del carnevale successivo. Entravano così nel gruppo l'Angelino Barber ed il Nicola Paisoli, abbandonando nel contempo la polenta e salamelle per passare alla polenta carbonera.

Presidentissimo per moltissimi anni del gruppo fu il Giäcom Grassi "de Giustina", che con l'amico Franco Ghiria stabilirono le dosi ideali per una polenta carbonera da 95-100 porzioni, dosi ancora oggi attuali e riassunte in quattro numeri: 10 – 8 – 8 – 4 che corrispondono a 10 kg di farina gialla di Storo, 8 kg di pasta di salame, prodotto tipico della Famiglia Cooperativa, 8 kg di formaggi, almeno quattro diversi, due freschi e due stagionati e 4 kg di burro."

Da quel lontano giorno della prima polenta e salamelle del "Perotel" e soci, tanti sono i Polenter, giovani e meno giovani, che si sono succeduti in questi anni, "a tresar" polente e a preparare"la cucia".
Ed ancora oggi tanti degli allora giovani, oggi un po' acciaccati e dei meno giovani, oggi patriarchi, "trisano" ancora con l'entusiasmo di sempre polente su polente e per questo sono stati festeggiati i patriarchi, con cinquant'anni di attività sulle spalle, domenica scorsa in occasione del pranzo sociale al rifugio Lupi di Toscana.
Un grazie pertanto ai fratelli Bruno e Ceschino Grassi, Pietro Ferretti e Battista Bonomini.

 

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