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A Storo nasce il Mercato contadino delle Sette Torri. Uscito il bando (scadenza 19 maggio) per dieci stalli: si comincia il 1 giugno

mercato contadino 2

È pubblicato sul sito web del Comune di Storo il bando per il nuovo "Mercato contadino delle Sette Torri", che si svolgerà in Piazza Unità d'Italia, dove sono previsti dieci stalli della dimensione di ml. 3 x 3 per una superficie complessiva di 9 mq. Il mercato sarà attivo solo durante la bella stagione, ovvero dal 1° giugno al 30 settembre, nelle giornate di sabato, in concomitanza con l'adiacente mercato settimanale.
"Si tratta di un'iniziativa che si inserisce appieno nel nostro programma, dove ampio spazio lo abbiamo riservato al riprenderci i centri storici come spazio vitale della comunità. In questo caso, poi, anche con la possibilità di valorizzare appieno i prodotti della nostra terra, che sono vanto in tutta Italia", spiega il primo cittadino storese Luca Turinelli.
Gli fa eco Stefano Poletti, assessore comunale al commercio e alle attività produttive: "L'obiettivo è ancora una volta duplice. Da un lato aumentare i servizi per la cittadinanza e per le famiglie; dall'altra promuovere occasioni di animazione dei centri abitati cercando di portare la gente per strada, nella convinzione che ai tempi del web 2.0 e dei social network ogni tanto sia salutare anche spegnere il pc, lasciare perdere Facebook e WhatsApp e raccontarsi le 'storie' di persona anziché su Snapchat o Instagram".
La speranza dell'Amministrazione storese è quindi quella che il mercato contadino possa aiutare a vivere meglio il paese ma anche a recuperare sotto casa alcuni prodotti locali a chilometro zero.
Il mercato contadino è infatti riservato agli imprenditori agricoli per la vendita diretta di prodotti di origine prevalentemente aziendale: possono essere posti in vendita solo prodotti freschi, di stagione, ottenuti nell'esercizio della propria attività. Per cooperative e consorzi tale condizione è estesa alle attività dei propri soci. É vietato vendere prodotti acquistati da terzi, mentre è ammessa la vendita di prodotti trasformati nel caso in cui siano ottenuti a seguito di manipolazione di prodotti agricoli e/o zootecnici di origine prevalentemente aziendale: ad esempio possono essere venduti salumi se si dimostra di avere un allevamento di suini; possono essere vendute confetture se si dimostra di coltivare il prodotto in esso contenuto. La trasformazione che non avviene in azienda dovrà essere accompagnata da apposita documentazione fiscale e sanitaria. Più in generale, tutti i prodotti posti in vendita dovranno essere conformi alla normativa vigente in ordine all'igiene degli alimenti ed essere dotati di etichetta che tenga conto dell'organizzazione del processo in termini di materie utilizzate, siti di produzione ed indichi l'impresa produttrice.
Le aziende che pongono in vendita animali macellati oppure prodotti derivanti dall'allevamento quali salumi, latte fresco e trasformato (burro, yogurt, mozzarella, formaggio, ...), uova, ecc, dovranno dimostrare l'assenza di trattamenti ormonali agli animali, l'utilizzo esclusivo di mangimi NO OGM, l'assenza di farine animali nell'alimentazione, la salubrità del processo produttivo.
L'Amministrazione guidata dal sindaco Turinelli, nel definire i criteri per l'individuazione degli operatori economici da accogliere, ha ritenuto opportuno premiare chi propone prodotti con certificato di qualità biologica e prodotti gluten free, oppure prodotti protetti da marchi di tutela. Punteggio più alto anche a chi si impegna ad organizzare degustazioni gratuite e partecipa a percorsi di formazione continua. Massima attenzione anche nel valorizzare l'imprenditoria femminile nel mondo agricolo, piuttosto che per quegli operatori che si impegnano a consegnare la spesa a domicilio o vendono anche prodotti preconfezionati e preporzionati.

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