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La truffa della BMW x3 colpisce a Storo. Due raggiri in poco meno di una settimana

bmw x3

STORO. La BmW X 3, di proprietà di una donna di Bolzano, risulta essere stata venduta e rivenduta ma quella stessa vettura negli ultimi giorni è di nuovo riapparsa sul mercato online per poi essere nuovamente assegnata in via telematica dietro versamento di 500 euro come caparra con la restante somma da versare all'atto della consegna per ben due volte.

Infatti nei giorni 13 e 18 aprile a Storo ben due acquirenti ci sono cascati rimettendoci auto e denaro contante. In meno di due mesi è già la terza volta che il comune capofila di valle viene utilizzato come piazza di scambio per simili compravendite di auto usate. A febbraio la vettura posta sul mercato era stata una Fiat Panda. A essere raggirato un cittadino emiliano le cui sorti erano state sempre le medesime di oggi.

Ma andiamo con ordine. Il primo dei raggirati di aprile è arrivato da Bologna, l'altro addirittura dalla Calabria.

Ambedue hanno tra le mani medesimo indirizzo dove trovare auto e reggente tenutario. Presso quel numero civico però, Via Roma 14, sia della vettura che del rispettivo referente non risulta esserci traccia. Anzi, a quel numero civico di Storo non c'è nemmeno un'abitazione ma solo un negozio oramai da anni dismesso di barbiere. Lì dentro per una vita ci aveva lavorato il popolare Rocco Giovanelli, meglio conosciuto come Rocchetto, che affilava rasoi a braccio ma che ora è quasi ridotto a scantinato..
E se della macchina e dell'abitazione non v'è traccia, pure la stessa utenza telefonica mobile usata per giorni nei contatti è sparita nel nulla.
Dopo essersi rivolti a Comune e Corpo di polizia locale del Chiese i due malcapitati hanno compreso che quell'affare era oramai finito in cavalleria e quindi la sola cosa da fare era di tornare a casa di nuovo in treno dimenticando la caparra di 500 euro versata..

Presso il comando di polizia locale gli agenti si interrogano su scelte e procedure in uso verso questo tipo mercato dell'usato. Non è nemmeno da escludere che da queste parti ci sia un referente di transito che si presta a fornire ragguagli e informazioni ad altri che a loro volta poi le utilizzano come ai tempi del film Totò Truffa 62 quando assieme a Nino Taranto cercavano di attirare turisti stranieri vogliosi di fare propria la Fontana di Trevi.
Ora sulla questione oltre al corpo di polizia locale si stanno interessando anche i carabinieri del locale comando stazione.

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