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Rocco Paisioli, un uomo buono e generoso, persona stimata e benvoluta da tutta la comunità storese. L'attestato di stima del Sindaco Turinelli

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"Senza entrare nel merito di alcuna valutazione giuridica, riservata naturalmente alla competenza esclusiva dell'Autorità Giudiziaria, mi preme unicamente rappresentarLe come Rocco Paisoli sia persona stimata e benvoluta da tutta la comunità storese, nella quale si è sempre distinto per il grande impegno dedicato al volontariato, nelle associazioni culturali, ricreative e sportive». Inizia così l'attestato di stima verso Rocco Paisoli inviato dal Sindaco Turinelli a nome dell'amministrazione comunale all'avvocato Frizzi che difende l'imprenditore storese. «È innegabile – continua Turinelli - l'attività generosamente profusa a favore di tutta la collettività, nella quale ha sempre operato distinguendosi particolarmente per l'animo buono e generoso.
Molte associazioni e numerosi cittadini, addolorati per quanto occorso, ci hanno chiesto lumi e si sono attivati per aiutarlo con gesti di solidarietà e umana vicinanza".
Una umana vicinanza che non entra nel merito della vicenda giudiziaria, ma che guarda solamente alla persona e alla sua famiglia colpita duramente dai fatti giudiziari.

Il provvedimento adottato la scorsa settimana e confermato ieri dal Gip nei confronti dell'ex impresario Rocco Paisoli di 54 anni sta continuando a suscitare a Storo, non solo, umana vicinanza, ma anche amarezza, incomprensione e sconforto. Ieri il Gip si è preso qualche ora di tempo per decidere. La gente si interroga sui perché nei confronti di quell'uomo ci sia stata una mano tanto pesante. Dopo la seconda condanna per bancarotta fraudolenta l'imprenditore è finito in carcere in quanto la Procura di Trento ha messo in esecuzione una pena complessiva a quattro anni e mezzo di reclusione. Non è stato invece così per altri che in zona dopo aver mandato a rotoli altre realtà, in Via Pilati (allora la casa circondariale era quella) non sono mai approdati nemmeno per una notte.
Anche Grazia Castellini, sua compagna per dieci anni ma ora non più, ha scritto al Sostituto Procuratore affinché valuti destini e pena per Rocco. "Aver peccato di bontà gli è costato caro. L'unica colpa da imputare a lui è stato forse il fatto di aver creduto fino in fondo onde poter salvare azienda e posti di lavoro".
La signora Grazia nello scritto fa presente al Sostituto Procuratore anche gli aspetti finanziari che la vicenda comporta. "Nei nostri confronti è sempre stato puntuale nei versamenti del mantenimento. Ora mi chiedo cosa sarà delle bambine se la condanna dovesse diventare definitiva. Con questo non voglio esimere quest'uomo dal saldare il suo debito con la giustizia, ma la prego con il cuore in mano di valutare la pena da infliggere anche in relazione alla necessità di queste due bambine".

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